Il pudding, il tacchino ripieno e i Queen: un Natale inglese di 44 anni fa

Il pudding, il tacchino ripieno e i Queen: un Natale inglese di 44 anni fa

Nel 1861 il re Ludovico II di Baviera ordinò a Carl Bechstein un pianoforte da regalare a Richard Wagner, che lo apprezzò moltissimo. Il signor Carl aveva aperto una fabbrica di pianoforti a coda e verticali, famosi per la stabilità dei materiali utilizzati, insolita per l’epoca, e la grande resistenza all’usura. Tra i suoi clienti, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, anche Franz Liszt e Claude Debussy, solo per citare i più celebri.

Carl Bechstein sarebbe morto nel 1900, lasciando le redini della fabbrica agli eredi. Difficilmente avrebbe potuto immaginare che uno dei suoi “figli” prediletti, a coda e rigorosamente bianco, avrebbe dominato la scena sul palco dell’Hammersmith Odeon di Londra. Era la sera del 24 dicembre 1975, ma non era soltanto la notte di Natale. Fu la notte in cui i Queen tennero una delle loro più famose esibizioni, trasmessa in diretta da BBC2 e BBC Radio 1.

“SE SUONAVI LI LA NOTTE DI NATALE, CE L’AVEVI FATTA”

Se suonavi in quel posto, in diretta televisiva mentre tutta l’Inghilterra era a tavola ad abbuffarsi di tacchino ripieno e pudding, voleva dire che ce l’avevi fatta. Ed i Queen ce l’avevano fatta davvero. Bohemian Rhapsody era nel mezzo delle nove settimane di permanenza in cima alla classifica inglese, il gruppo aveva di recente fatto registrare quattro volte il tutto esaurito proprio all’Hammersmith.

«Adrenalina e gioia. Ecco cosa c’era nell’aria – avrebbe poi raccontato Brian May – perché i fan che ci avevano seguito nel tour avevano fatto carte false per esserci anche alla data finale. Roger era gravemente malato, ha un’aria davvero ottima ma stava davvero male. Penso che qualche volta abbia persino vomitato ma nelle immagini non si vede».

LO SMALTO E LA FEBBRE DI ROGER TAYLOR


Brian aveva smalto bianco, Freddie rigorosamente nero. Freddie sapeva che quella sera non dovevano fallire. Roger dimenticò la febbre all’attacco di Now I’m Here, primo pezzo in scaletta, gli spettatori non ebbero un attimo di tregua. Dagli ultimi successi, ai capolavori prog di Queen II (probabilmente uno dei migliori dischi in assoluto della band), fino al medley rock’n’roll conclusivo ed ai bis (il secondo non ripreso dalle telecamere).

“FU UNA NOTTE INCREDIBILE”

La vigilia di Natale del 1975 ha segnato un momento importante nella storia del mio programma ‘Old Grey Whistle Test’ e dei Queen – fu il ricordo del presentatore Bob Harris – la band era in gran forma all’Hammersmith Odeon e non c’è niente di cui meravigliarsi. Avevano già trascorso la maggior parte del mese al top della classifica dei singoli con la sensazionale Bohemian Rhapsody; e quel filmato ha istantaneamente ridefinito il modo di presentare la musica in televisione. Erano sicuri di sé, dopo un tour trionfale in Inghilterra. Indossai un cappello e un vestito per introdurli prima che cominciassero a suonare uno dei concerti più belli che io abbia mai visto. È stata una notte incredibile, e anche di più: è stato il momento in cui i Queen sono diventati delle superstar”.

Inghilterra, 1975. Concerto dei Queen in prima serata sulla tv di Stato durante la sera della vigilia di Natale.  Adesso facciamo un gioco: provate a trasportare questa situazione nel futuro, riadattandola alla realtà “nostrana”.

Italia, 2019. Concerto in diretta sulla tv di Stato durante la sera della vigilia di Natale.

Voci bianche? Musica classica? Un gruppo glam-rock, guidato da un cantante dichiaratamente omosessuale, truccato, in atteggiamenti lascivi e provocanti, e con lo smalto nero alle unghie. Mentre gli italiani mangiano, si scambiano i regali e si preparano per la Messa di mezzanotte. Ben pochi dubbi sul fatto che un’ondata di sdegno invaderebbe il nostro benpensante e bigotto paese.

Eppure in Inghilterra, 44 anni fa, hanno continuato tranquillamente ad abbuffarsi di tacchino ripieno e pudding. Evidentemente i Queen facevano già parte delle loro “tradizioni”: probabilmente, ognuno ha quelle che si merita.

Gennaro Acunzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *