La Notte Bianca 2026, ventunesima edizione dell’iniziativa del borgo metelliano, organizzata dal Comune di Cava de’ Tirreni con la direzione artistica di Anni 60 produzioni, conferma una cosa semplice ma non scontata. Quando un evento è pensato come esperienza e non come sommatoria di nomi, la musica riesce ancora a fare quello che le riesce meglio: unire le persone, per qualche ora, dentro la stessa vibrazione. Protagonisti della serata sono i The Kolors, che in undici anni di carriera hanno raggiunto tra Italia e l’estero 24 Dischi di Platino infilando un successo dopo l’altro.

La scaletta scelta dai The Kolors è un flusso continuo che tiene insieme i successi maggiori della fase italiana del repertorio di Stash e soci. Si parte con “Frida” e “Non è vero”, che funzionano come apertura emotiva prima di affondare il colpo con “Everytime”, primo grande successo della band, oggi undicenne ma ancora capace di innescare una risposta immediata. Si prosegue con “Pronto come va” e “Karma” prima di un cambio di marcia con “Mal di gola”. Su “Cabriolet Panorama” la Piazza, gremita in ogni angolo, esplode letteralmente.

È qui che emerge con chiarezza la base culturale del live. I The Kolors non nascondono, anzi rivendicano, un’estetica, un suono e impianto profondamente anni ’80. Non come revival nostalgico, ma come grammatica per comprendere il loro modo di fare musica. Stash lo dice esplicitamente: si tratta di un’epoca in cui bisognava essere incisivi con poche parole, costruendo ritornelli che funzionassero con un impatto immediato, come accade oggi in “Cabriolet panorama”. “Non è vero” si muove esattamente in questa direzione, intrecciando richiami evidenti alla scuola di Pino Daniele, e in altri brani emergono campionamenti e soluzioni sonore che guardano a Michael Jackson e ai Supertramp in maniera stratificata e consapevole. 

A Cava de’ Tirreni, poi, non può mancare un omaggio alla figura di Alfonso Troiano, fondatore di Anni 60 produzioni, organizzatrice dell’evento e dei tanti concerti rimasti impressi tra le pagine della storia della musica. Tra questi, spicca il concerto dei Pink Floyd per il tour del 1989, che come testimoniato anche dal live “Delicate sound of thunder”, mostra un Gilmour al massimo della sua forza espressiva. Ed è così che in “Come le onde” fluiscono le note iconiche del solo di Comfortably Numb, eseguito alla perfezione da Stash.

Dopo una pausa brevissima, il concerto riparte senza bisogno di ricalibrare l’attenzione. “Pensare male”, nata in collaborazione con Elodie, apre la strada al blocco finale, quello sanremese, pensato per chiudere il cerchio generazionale. “Tu con chi fai l’amore”, “Un ragazzo una ragazza”, “Italodisco” funzionano come colonna sonora popolare di un presente che si lascia attraversare senza troppe difese. C’è ancora spazio, però, per un ultimo gesto simbolico: un’eco floydiana su “In the Flesh”, prima di cedere la piazza al DJ set di Marco Montefusco, affiancato dal vocalist Orlando Cianci, che accompagna la seconda parte della festa. 

THE KOLORS LIVE A CAVA DE’ TIRRENI: LA PHOTOGALLERY DI ARIANNA DI MICCO

All’evento era presente per noi Arianna di Micco e questo è il suo racconto in foto:

THE KOLORS LIVE ALLA NOTTE BIANCA DI CAVA DE’ TIRRENI: LA SCALETTA

Frida (mai, mai, mai)

Non è vero

Everytime

Pronto come va

Karma

Mal di gola

Cabriolet Panorama

Come le onde (con solo di Comfortably Numb dei Pink Floyd)

Pensare Male

Tu con chi fai l’amore

Un ragazzo una ragazza

ITALODISCO

Pink Floyd Outro: In the Flesh?

A Gilda Camaggio va un sentito ringraziamento

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