“Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto fino al mattino. Poi la strada la trovi da te… porta all’isola che non c’è”. 

È cosi che si apre il concerto di Tommaso Primo al Teatro Trianon di Napoli: con un capolavoro che, attraverso la sua voce melodica, trova una dimensione ancor più onirica.

Per questa doppia data al Trianon, uno dei templi della canzone napoletana contemporanea, il Superman napoletano punta su una scaletta che spazia da “Posillipo interno 3” e arriva fino a “Vangelo secondo Primo”, alternando le canzoni più note a brani che non eseguiva da tempo.

Le storie cantate da Tommaso sul palco sono quelle di geni analfabeti, madonne nere, femmene ‘e core come l’umanità. È in questo spazio che si muovono Mamma Sole, Viola, Laura che vede Cavalleggeri come fosse New York, donne cantate da Tommaso che, con la sua straordinaria sensibilità, ricorda che nella vita, in fin dei conti, “dint”a vita è sulo ‘na quistione ‘e core”.

Nella scaletta trova spazio anche una delicatissima versione di “Anna e Marco” di Lucio Dalla: una delle sue canzoni preferite del cantautore bolognese, ricorda Tommaso, ma anche una canzone dalla quale derivano i nomi di “Messico Napoletano” di Peppe Lanzetta, uno degli autori che maggiormente hanno influenzato Primo. 

Tra gli ospiti, Mavi commuove il pubblico raggiungendo Tommaso sulle note di “Fiori nel Sahara”, che narra la storia di due innamorati – Giuseppe e Maria – che fuggono dalle bombe e dalla violenza, ed “Era de Maggio”, lento invece l’intervento di Dario Sansone e Roberto Colella, che spezzano il ritmo del viaggio nel canzoniere di Primo, che ritrova forza sulle note di “Madonna nera” e “Mirella è Felice” dopo qualche battuta di troppo. 

Il finale è affidato a Vico Pace, uno dei brani più intensi di “Favola Nera” e che trova il suo sfondo in una strada a pochi passi dal teatro, “Viola”, “Gioia” e “La leggenda del Superman Napoletano”. 

Seguirà un periodo di pausa, poi una nuova fase artistica. Intanto, Tommaso Primo si conferma ancora una volta una delle voci e delle penne più forti della scena napoletana contemporanea.

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