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Geolier sarà tra i protagonisti della settantaquattresima edizione del Festival di Sanremo con un brano interamente in napoletano. “Oggi i testi in napoletano sono di livello nazionale, ascoltati in ogni parte d’Italia, ecco perché ho aperto le porte a Geolier“, ha spiegato Amadeus, aggiungendo che non si tratta più solo di musica partenopea ma nazionale, come è possibile leggere in questo articolo.

Quella tra gli artisti partenopei e il Festival della Canzone Italiana è una storia lunga, fatta di amori, delusioni, rilanci e svolte di carriera.

Andiamo quindi a ripercorrerne le tappe principali.

Sono Corrado Parlati e ti do il mio più caloroso benvenuto a bordo!

Nunzio Gallo: il primo napoletano a vincere Sanremo

Il primo napoletano a vincere il Festival di Sanremo fu Nunzio Gallo, già trionfatore di Canzonissima nel 1956 con il brano “Mamma”.

Nel 1957, Gallo partecipò in coppia con Claudio Villa, eseguendo il brano “Corde della mia chitarra”. Questa canzone è entrata anche nella storia dell’Eurovision Song Contest come il brano più lungo mai eseguito nella manifestazione: dall’anno successivo, infatti, venne introdotto un limite di durata di tre minuti e mezzo.

Negli anni cinquanta, vi fu anche la partecipazione di Aurelio Fierro nel 1958 con quattro brani, e Fausto Cigliano che, nel 1959, si classificò sesto in coppia con Nilla Pizzi con una canzone firmata da Roberto Murolo.

Sergio Bruni e la vittoria sfiorata con Milva

Il 1960 vide la partecipazione di Sergio Bruni, che con i brani “È mezzanotte” in coppia con Joe Sentieri e “Il mare” con Giorgio Consolini si classificò al quinto e sesto posto. Bruni sfiorò la vittoria nel 1962 con “Tango italiano”, in coppia con Milva, e “Gondolì gondolà”, finite rispettivamente al secondo e terzo posto.

Peppino Di Capri: il recordman del Festival di Sanremo

Nel 1967, Peppino Di Capri salì per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo con “Dedicato all’amore”, proposta in duetto con Dionne Warwick. Il brano non raggiunse la finale e non ottenne grande successo nei mesi successivi. Tuttavia, l’artista partecipò altre 14 volte, vincendo in due edizioni con “Un grande amore e niente più” nel 1973 e “Non lo faccio più” nel 1976.

Tra le canzoni non vincitrici, spicca “E mo’ e mo’”, con cui ha partecipato nel 1985, interamente in lingua napoletana.

Gli Showmen: la prima band del Neapolitan Power

Nel 1969, la RCA selezionò due promettenti artisti per partecipare al Festival di Sanremo: Mal dei Primitives e gli Showmen, una band napoletana con il “Nero a Metà” Mario Musella come frontman, che eseguirono il brano “Tu sei bella come sei”.

Molte delle canzoni di quell’edizione sono diventate dei veri e propri classici della musica italiana, tra cui “Zingara”, “Un’avventura”, “Bada Bambina”, “La pioggia”, “Un’ora fa”, “Un sorriso” e “Ma che freddo fa”.

Alla fine della manifestazione, Mal e gli Showmen con “Tu sei bella come sei” si posizionarono in modo lodevole al settimo posto.

Eduardo De Crescenzo tra romanticismo e poesia

“…perché io da quella sera non ho fatto più l’amore senza te”. Nel 1981, Sanremo vide nascere la stella di un ancora semisconosciuto Eduardo De Crescenzo.

Questa canzone, intrisa di romanticismo e poesia, è diventata nel tempo un’icona indimenticabile della manifestazione musicale italiana.

La voce calda e vibrante di De Crescenzo ha trasportato il pubblico in un viaggio emotivo attraverso l’amore e la nostalgia.

La canzone non è entrata nella top ten, ma ha portato De Crescenzo a vincere il premio per la miglior interpretazione, assegnato da una giuria presieduta da Sergio Leone.

Gli evergreen di Nino Buonocore

Nino Buonocore è uno degli artisti che da Sanremo ha ricevuto meno di quanto avrebbe meritato e di quanto, sicuramente, ha investito. Quasi tutti i brani presentati, però, sono diventati degli evergreen.

Il suo debutto risale al 1983 con “Nuovo amore”, che non ha raggiunto la finale ma ha ricevuto il plauso della critica, vendendo oltre tre milioni di copie anche in Sud America. Nel 1987 è stata la volta di “Rosanna”, che ha segnato la prima svolta della carriera di Buonocore in termini stilistici ed è ancora oggi uno dei massimi successi commerciali dell’artista, nonostante il ventitreesimo posto in classifica.

“Rosanna” è contenuta insieme a “Le tue chiavi non ho” nel disco “Una città tra le mani”, che vede Buonocore accompagnato dal leggendario trombettista Chet Baker e da una ensemble composta dai migliori elementi del Neapolitan Power, come James Senese, Rino Zurzolo, Rosario Jermano ed Ernesto Vitolo.

La quarta e ultima partecipazione risale al 1993 con “Una canzone d’amore”.

Tutti i sogni ancora in volo di Massimo Ranieri

Quella di “Perdere l’amore” è una delle storie più incredibili della storia del Festival di Sanremo. Il brano, firmato da Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi, fu inizialmente presentato alle selezioni da un altro napoletano, Gianni Nazzaro, ma venne scartato.

Trovare un interprete adatto per un brano così intenso e impegnativo era impresa ardua fino a quando la scelta non ricadde su Massimo Ranieri, che aveva messo da parte il mondo musicale da più di dieci anni per dedicarsi completamente al mondo della recitazione.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Ranieri ha raccontato: “Una serie di coincidenze fortunate. Quell’anno secondo me il più forte a Sanremo era Fausto Leali con “Mi manchi” e invece vinsi io che non cantavo più da 16 anni. Non ci volevo credere, ero già andato al ristorante prima che finisse la serata. Quanto quella canzone e quella vittoria avrebbero cambiato il corso della mia vita l’ho capito solo dopo anni.

“Perdere l’amore” è un incantesimo. Ogni volta che la canto, bastano le prime cinque note a scatenare l’entusiasmo del pubblico perché tutti ci si riconoscono. Chi non ha sofferto per amore? Chi non ha perso una donna o un uomo e non ha avuto voglia di morire? Ognuno di noi ha bisogno d’amore, per tutta la vita anche con i fili d’argento tra i capelli. Forse soprattutto allora”.

Lina Sastri canta le femmine di mare

Il 1992 vide per la prima volta sul palco dell’Ariston Lina Sastri con “Femmene ‘e mare”. Un racconto di donne amare, forse mai sincere, che portano nascoste nel cuore le proprie paure.

Federico Salvatore sorprende tutti

A Sanremo 1996, Federico Salvatore sconvolge le aspettative presentandosi sul prestigioso palco della manifestazione con una canzone dal testo sorprendente. L’artista, noto per la sua vena comica, abbandona il suo consueto ruolo per affrontare un tema delicato e controverso in quegli anni non particolarmente favorevoli alla comunità LGBTQ+.

Il brano, intitolato “Sulla Porta”, affronta apertamente pregiudizi e tabù legati all’omosessualità, narrando la storia di un ragazzo che, con coraggio, comunica alla madre il desiderio di vivere con un uomo, il suo primo vero amore.

La canzone diventa così un inno emozionante al coraggio di essere autentici.

Nonostante la censura imposta dalla Rai, figlia delle polemiche che hanno accompagnato il pre-festival, Salvatore, durante la terza serata in diretta, decide di cantare la versione originale del testo, ottenendo un caloroso applauso da parte dell’Ariston.

Tuttavia, la canzone, precedentemente classificata al terzo posto, scivola inaspettatamente al nono posto nella classifica finale del Festival.

La svolta cantautorale di Nino D’Angelo

Nino D’Angelo aveva debuttato al Festival nel 1986 con “Vai”, ma è stata la sua seconda partecipazione al Festival a dare una svolta cantautorale alla sua carriera. Nel 1999, l’artista nativo di San Pietro a Patierno tornò in gara accompagnato da Brunella Selo con “Senza giacca e cravatta”, un brano autobiografico, che narra la storia di un uomo che tramite la musica ha trovato un riscatto.

“Quando è morta mia madre, mi è venuta la depressione. Avevo il successo, finalmente a mammà non mancava niente e se n’è andata all’improvviso. Mi sono ripreso quando ho visto mio figlio Toni con un mio vestito addosso, era bellissimo e ho pensato: non posso stare così, ho due figli. È nato un altro Nino, un Nino padre, basta canzoncine. Sono ripartito da Sanremo, da Senza e giacca e cravatta”, ha raccontato Nino in questa intervista.

Gigi D’Alessio e il suo primo successo nazionale nel 2000

“Si stasera t’avessa vasa’ ” è sicuramente il verso rimasto nella storia del primo brano presentato da Gigi D’Alessio alla kermesse sanremese. Qualche tempo prima – come raccontato dallo stesso Gigi nel corso di una trasmissione televisiva – Marzullo aveva chiesto al cantautore napoletano se avesse intenzione di partecipare a Sanremo.

D’Alessio rispose che sarebbe stato possibile solo se avesse potuto cantare nella sua lingua madre. E quella frase, se non fece scandalo, poco ci manca, perché all’epoca non era consentito cantare in dialetto al festival.

La canzone si è classificata al decimo posto, ma ha aperto le porte dell’intero stivale a D’Alessio.

Il trionfo degli Avion Travel a Sanremo 2000 con “Sentimento”

Avevano già conquistato gli addetti ai lavori nel 1998 con “Dormi”, ma il vero trionfo della Piccola Orchestra Avion Travel doveva ancora arrivare. Nel 2000, la band casertana ha presentato il brano “Sentimento,” un mix coinvolgente di sonorità pop e influenze jazz, impreziosito dalla voce inconfondibile di Peppe Servillo. La loro performance ha regalato al pubblico una fresca e sofisticata interpretazione musicale, confermando la versatilità e l’originalità degli Avion Travel.

Il brano, diretto dal Maestro Peppe Vessicchio, ha vinto inoltre il Premio della Critica e quelli assegnati dalla Giuria di Qualità del Festival per la migliore musica ed il migliore arrangiamento.

La reunion di Raiz e Almamegretta nel 2013

Il 2013 vede la reunion degli Almamegretta con Raiz, dopo un decennio di strade separate. Nessuna lite, soltanto la voglia di portare avanti progetti individuali. Il gruppo partenopeo si è presentato ai nastri di partenza con “Mamma non lo sa” e “Onda che vai”.

A passare le selezioni è stato il primo brano, finito al quattordicesimo posto. Nel corso della serata “Sanremo story”, gli Almamegretta – con Marcello Coleman nei panni di cantante al posto di Raiz e gli special guest Clementino e James Senese – hanno presentato una rilettura del tutto personale de “Il ragazzo della Via Gluck”, sospesa tra cantautorato e reggae.

Clementino porta il rap napoletano al Festival di Sanremo

“Quando confidai a Pino Daniele di voler tentare la gara di Sanremo, lui volle darmi un solo consiglio: ‘Sul palco dell’Ariston porta le tue emozioni’. Altrettanto mi suggerì Jovanotti, quando ci incontrammo a New York: ‘Clemente, l’Italia vuole malinconia e emozioni. Tu le hai. Vacci”. In queste parole di Clementino c’è la sintesi della sua prima esperienza all’Ariston da cantante in gara, nel 2016, quando ha presentato “Quando sono lontano”.

Il brano trae origine dalla storia del rapper e dalla sua lunga gavetta e, insieme a ” ‘o Viento”, può essere considerata la canzone che ha lanciato a livello mainstream nazionale le produzioni rap napoletane.

Nel corso della serata cover, Clementino ha offerto una sua rilettura di “Don Raffaè”, rivelatasi una delle migliori reinterpretazioni della serata, ricevendo anche i complimenti di Dori Ghezzi.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo cantano la città non frontale

Nel 2018, la world music di Enzo Avitabile è arrivata per la prima volta al Festival di Sanremo. L’artista partenopeo aveva già ricevuto proposte dai direttori artistici della kermesse a inizio anni ‘80, ma solo quarant’anni dopo si sono create le condizioni giuste per vederlo in gara.

Il brano presentato da Avitabile è un canto dedicato agli uomini comuni, alla città non frontale, che parte dal cemento di Scampia e raggiunge le periferie del mondo, accompagnato per mano dalla voce recitante di Peppe Servillo. Un incontro fatto di musica e parole, più che un featuring, che si classifica al dodicesimo posto.

Quando Silvia Aprile e Pino Daniele incantarono l’Ariston

Arriviamo alla bonus track della nostra carrellata di storie partenopee a Sanremo. Nel 2009, Silvia Aprile – giovane e raffinata artista sospesa tra pop e jazz – si presentò in gara tra le “Proposte” con “Un desiderio arriverà”, scritto da Pino Daniele.

Ad accompagnarla sul palco in occasione della terza serata fu proprio il Nero a metà, alla sua primissima apparizione nel corso della kermesse sanremese.

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