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Davide Napoleone, noto anche come NAPOLEONE, ha pubblicato quest’anno “VA’ E TORNA” (INRI / Virgin Music Italia).

L’EP, composto da 8 tracce, offre un’esperienza unica, guidata dalla maestria di Giordano Colombo.

In “HITMANIA,” il nuovo singolo che fa vibrare le onde radio, Napoleone si unisce a Enrico Frattasio di Mixed By Erry in un inedito connubio di suoni e voci. Questo progetto, come svela il cantautore campano, è il racconto di un viaggio inaspettato, una collezione di storie, suoni e luoghi che hanno plasmato la sua esistenza.

La copertina dell’album, curata da Carmen Gallo, raffigura una sirena con uno strappo simbolico, separando la parte umana da quella animale. Questo strappo riflette il percorso di Napoleone, tra il distacco dalle radici e la separazione dal mare, rappresentando le due patrie attuali del cantautore: Salerno e Torino.

Andiamo alla scoperta di Davide Napoleone e del suo nuovo album con questa intervista. Sono Corrado Parlati e vi do il mio più caloroso benvenuto a bordo!

DAVIDE NAPOLEONE: GLI ESORDI TRA SALERNO E TORINO

Ogni storia è giusto che venga raccontata dall’inizio. In una precedente intervista, hai raccontato di essere cresciuto in un luogo che dal punto di vista musicale ti offriva pochi stimoli. Come ti sei avvicinato, dunque, al mondo della musica e come hai iniziato a scrivere canzoni?

Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta da adolescente. Dopo aver acquistato una chitarra acustica ho iniziato a scrivere i primi testi e musicarli.

La provincia anche se non offre molti stimoli penso che ti dia la possibilità di coltivare la curiosità in una maniera personale e autentica proprio perché scarna di superfetazioni di cui la città oggi è satura.

L’approccio alla musica per me è stato qualcosa di naturale, un mezzo che ha permesso di esprimermi in maniera libera.

Sulla copertina di “Va’ e torna” sono presenti una Sirena e uno squarcio granata, che unisce un po’ le tre anime di Napoleone: Napoli, Salerno e Torino. Quanto ti ha influenzato, da un punto di vista personale e musicale, l’esserti trasferito all’ombra della Mole?

Penso che il viaggio inteso come cambio di prospettiva sia per tutti un’esperienza arricchente. A Torino ho avuto modo di contaminare il pensiero musicale che avevo messo a fuoco “nella mia stanzetta”. Ho conosciuto professionisti che con le loro competenze mi hanno portato a strutturare il mio progetto attuale.

“Je nun ‘o saccio, chella femmena è ‘na croce che me porto semp ‘mpiett’ appriess’ a me”, canti in Romantico Noir. Com’è nata questa canzone e qual è la tua visione della figura femminile, che rappresenta uno degli elementi di fondamentale importanza di “Va’ e torna”, considerando anche pezzi come Lady Bellezza e Hitmania?

In “Và e torna” ho raccontato di esperienze con cui tutti noi presto o tardi dobbiamo fare i conti in primis la delusione di un’aspettativa.

La figura femminile mi ha aiutato a concepire un simbolismo con quelle che sono le fragilità dell’essere umano insite nella sua stessa “natura”.

LA COLLABORAZIONE CON MIXED BY ERRY

Il titolo di “Hitmania” rimanda inevitabilmente, vista anche la collaborazione con Mixed By Erry, al mondo delle compilation. Vuoi raccontarci com’è nato il primo incontro tra te e i fratelli Frattasio? Eri già a conoscenza della loro storia prima della vostra collaborazione?

Ero già a conoscenza della storia dei fratelli Frattasio perché al sud sono stati per tanti anni il principale canale di “distribuzione” di musica, soprattutto nelle piccole province dove i negozi di dischi non esistevano.

La collaborazione nasce dall’idea di coinvolgere Erry in veste di Dj e artista su un brano inedito mettendo da parte quella che è stata la sua storia mediatica.

Quello che mi ha colpito del suo personaggio e che volevo emergesse dalla collaborazione è la passione per la musica pura e semplice.

PINO DANIELE, LUCIO DALLA E LE ALTRE INFLUENZE DI NAPOLEONE

Ascoltando le tue canzoni, è possibile notare tantissimi riferimenti al mondo della musica napoletana, da Pino Daniele ed Enzo Avitabile fino a Gigi D’Alessio e il funk anni ’80 troppo spesso finito nell’ombra. Facciamo un gioco e proviamo a vestire i panni del protagonista di Alta Fedeltà di Nick Hornby per una top 5: quali sono i cinque dischi che hanno particolarmente influenzato il tuo gusto musicale e perché?

Giochiamo! La musica italiana si attesta ai primi posti della classifica con due artisti e album che hanno avuto risonanza nel contesto musicale internazionale.

Al primo posto Nero a metà di Pino Daniele e seconda posizione occupata dal grandissimo Lucio Dalla con l’omonimo disco. Per il terzo posto ci spostiamo sulla West cost con i The Beach Boys e l’album Pet Sounds perché credo che abbia gettato le basi per nuove forme di produzione ed ancora oggi rimane all’avanguardia sotto il profilo della composizione dei suoni.

Quarto posto What’s the story morning glory degli Oasis, la band che ho ascoltato in “alta rotazione” durante la mia infanzia e adolescenza e che mi ha spinto ad imbracciare per la prima volta una chitarra.

Quinto ed ultimo posto Jeff Buckley con Grace perchè credo sia stato fondamentale spinto ad avvicinare l’approccio cantautorale al rock. È stato un gioco difficile.

NAPOLEONE E LA STORIA DI VITO MANZO

Protagonista di alcune delle tue prime canzoni è Vito Manzo, falegname d’Amalfi con l’amore per la musica scomparso nel 1957. Vuoi raccontarci brevemente la sua storia e come ne sei venuto a conoscenza?

Un mio amico di Amalfi ha deciso si ricostruire l’albero genealogico della sua famiglia. Da qui ha scoperto dell’esistenza di un parente misterioso.

Un falegname con la passione per la musica e il sogno di diventare musicista. A noi sono arrivate alcune lettere e racconti che ci hanno aiutato a ricostruire la sua storia.

Dopo aver scoperto che non era riuscito a realizzare il suo sogno ho subito pensato di iniziare a scrivere per lui le sue canzoni. Da lì è partito tutto…

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