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Che quello di Fabrizio Moro sia un concerto diverso da tutti gli altri lo si capisce già dal titolo: “Racconti Unplugged”, infatti, è il ritratto della carriera di uno dei cantautori italiani più importanti della scena italiana, che presenta con un nuovo abito musicale, perfetto per la dimensione teatrale dello spettacolo, alcuni delle sue canzoni più importanti.

Non necessariamente le più belle, ma quelle che hanno avuto un maggiore peso sugli sviluppi del suo percorso artistico.

Accomodato su un divano, in una dimensione che sembra quasi portarti dritto nel cuore di casa sua, Moro ripropone in chiave acustica i principali successi della sua carriera, alternandoli con racconti, aneddoti su e giù da un palco, video che scorrono sul wall posto appena dietro di lui.

A fare gli onori di casa è RAIA, cantautore originario di Scafati che ha già aperto i concerti di Moro a Roma e Milano, che sul palco del Teatro Augusteo presenta i suoi tre singoli “Come siamo per davvero“, “Cerchio perfetto” e “Ora“. Il suo stile si unisce perfettamente con quello del main artist della serata, mettendo in mostra una penna davvero interessante.

Il viaggio nel mondo di Fabrizio Moro parte da un inedito, intitolato “Il sole”, accompagnato da immagini provenienti direttamente dal suo archivio di famiglia. È una canzone che parla delle sue radici, accompagnate dalla costante presenza della luce del sole, che lega i ricordi  l’uno all’altro.

Nel corso dello spettacolo, tra aneddoti, ricordi e racconti, accompagnati da un sorso di vino, trovano spazio le canzoni che hanno avuto un ruolo fondamentale nella carriera del cantautore romano: ci sono quelle che hanno sbloccato il suo processo creativo, innescando la scintilla fondamentale per l’avvio della sua carriera sua carriera – come “La canzone giusta” – e quelle di ripartenza, come “Pensa”.

Tra nascite e rinascite, cadute e ripartenze, Moro si racconta a cuore aperto, in un turbinio di emozioni paragonabili a un giro sulle montagne russe, affrontando gioie e demoni che l’hanno portato a essere l’uomo che è adesso.

Sul termine del concerto, standing ovation anche per Mirko Valentino, pugile campano che ha avuto un ruolo fondamentale nell’ispirazione della storia di “Ghiaccio”, che ha visto il cantautore romano passare dietro la macchina da presa.

Da una serata del genere, è importante portare a casa un messaggio: in qualunque condizione, anche la più disastrata, posa delicatamente un mattone davanti a te. Anche soltanto uno al giorno, perché alla fine ti troverai davanti un tetto sotto cui stare e non un cumulo di macerie da smaltire.

L’ha provato sulla sua pelle, Fabrizio, che negli anni, svolgendo anche lavori molto distanti dal mondo dell’arte, si è creato la sua seconda occasione dopo un primo disco andato poco bene ed è ripartito.

Libero, perché ognuno è libero di andare, libero da una storia che è – anzi, in questo caso sembrava fosse – finita male. E da uomo libero ricominciare, perché la libertà è Sacra come il pane.

FABRIZIO MORO – LIVE 2023 – “RACCONTI UNPLUGGED”: LA SCALETTA

Intro
Il Sole
Canzone giusta
Ognuno ha quel che si merita
Pensa
Parole, rumori e giorni
Eppure mi hai cambiato la vita
Libero
Il senso di ogni cosa
Sono solo parole
L’eternità
Alessandra sarà sempre più bella
Un’Altra Vita
Portami via
Non mi avete fatto niente
Ho bisogno di credere
Figli di nessuno
Sei tu
Tutta la voglia di vivere
Le tue bugie
Una vita intera
Senza di te
Pace

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