Musica

Il treno dell’anima di Enzo Avitabile, raccontato di stazione in stazione

Enzo Avitabile torna sulle scene con “Il treno dell’anima”, un disco d’incontri tra artisti, suoni antichi e contemporanei, linguaggi, anime, che arriva a sei anni di distanza dall’uscita di Lotto Infinito e s’inserisce nel ciclo di incontri aperto con “Black Tarantella” nel 2012.

La prima stazione de “Il treno dell’anima” è anche il brano più intenso del disco: “Salvami”, in feat. con Ligabue, è un messaggio di unione, da uomo a uomo, in un mondo sempre più individualista. Un cuore vagabondo, un eroe senza patria. Un Padre Nostro che viene a piedi, in un incontro tra due anime migranti, le cui immagini vengono rese ancora più potenti e penetranti dal contrasto tra le voci dei due artisti. Il brano che colpisce fin dal primo ascolto per la profondità del messaggio che porta con sé.

Un invito ad andare oltre la superficialità per raggiungere la sincerità è anche “Uno di noi“. Tra montagne di sale, chiaro riferimento all’opera di Mimmo Paladino, angeli custodi, nemici sinceri, uomini e metro, motel e manichini, Avitabile incontra Edoardo Bennato, con cui aveva già collaborato negli anni ’80, prendendo parte alla realizzazione di pietre miliari come “Sono solo canzonette” e salendo sul palco con lui in occasione del leggendario concerto a San Siro del 1980.

enzo avitabile nuovo albumDopo una prima parte più intima e riflessiva, i binari su cui si muove il treno conducono al ritmo di “Fatti miei“. Una collaborazione diversa dalle altre, nata da un groove travolgente di Biagio Antonacci, a cui Avitabile ha aggiunto i propri versi in napoletano. Un testo dedicato all’homo faber fortunae suae, artefice del proprio destino e dotato di libero arbitrio, tutt’altro che individualista.

Non soltanto italiano e napoletano: nel disco trovano spazio anche il griko, antica lingua di derivazione greca, nell’incontro con Giuliano Sangiorgi in un testo d’amore tra due persone, mentre l’esperanto trova spazio in “Nisciuno è figlio ‘e nisciuno” con Guè Pequeno. Proprio con l’ex Club Dogo e Jovanotti, che arriva a dare il proprio contributo sulle note di “Simm’ tutt’uno”, Enzo Avitabile indossa le vesti di padre della parola sul ritmo, lanciandosi in due brani sospesi tra la world music e il rap.

L’incontro più toccante, però, arriva sulle note di “E duorme stella“, brano che ha fatto parte della colonna sonora di Natale in casa Cupiello, nella versione diretta da Edoardo De Angelis: il canto di Avitabile abbraccia quello di Francesco e Sofia, due bambini non vedenti. Quanto al testo, si tratta di “una contrapposizione tra la natura divina che scende su di noi e la natura umana che aspira a una condizione più alta”, come racconta il Maestro.

La vita è un dono” è un fiore sbocciato da un seme piantato in occasione di un featuring con Luche, che si sviluppa su una base dal sound moderno, mentre “Angelina” è un’accorata dedica alla sua secondogenita.

Come penultima traccia, arriva “Famm chiamm’ sete“, in collaborazione con Speranza. La voce limpida di Enzo incontra l’aggressività – musicale, s’intende – del rapper casertano di origini francesi.

L’accenno a “Bella ciao”, sul finire della canzone, è un lampo di speranza, di cui in questo periodo storico c’è ancora maggior bisogno, che conduce dritti all’ultima stazione del Treno dell’anima: una nuova versione di “Soul Express“, su cui salgono Rocco Hunt e Boomdabash, che hanno firmato alcune delle hit di maggior successo degli ultimi anni.

Un nuovo vestito cucito ad arte per una canzone che ha fatto la storia della musica soul italiana e porta con sé un messaggio di unione, pace, fratellanza.

Il treno dell’anima viaggia spedito sui binari dell’inclusione, della fratellanza, dell’uguaglianza.

Corrado Parlati

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