Max pezzali canzoni anni 90
Musica

MAX90LIVE – L’amore e la vita al tempo degli 883 al Belvedere di San Leucio

Trecentosessantacinque giorni senza un concerto.

Se me l’avessero detto in tempi non pandemici, probabilmente, non ci avrei creduto. 

Esattamente un anno dopo l’ultimo live, sono tornato nella splendida location del Belvedere di San Leucio a Caserta per la terza tappa campana del tour di Max Pezzali, che ripercorre la storia degli 883 – che è un po’ anche la mia storia, dato che faccio parte della generazione cresciuta orgogliosamente con le sue canzoni.

MAX90 LIVE – IL RACCONTO

Max90Live è un meraviglioso tuffo nella decade di cui il cantautore pavese è stato il narratore più vero, autentico, sincero, perché se c’è un cantante per cui vale la regola “scrivi sempre e solo di ciò che conosci bene”, questo è Max Pezzali. Una penna semplice ma mai banale, in cui è facile rivedere un pezzo della propria storia. 

È così che ci si trova seduti al Jolly Blue, prima di fare un giro con un deca in tasca tra due discoteche e centosei farmacie, cumuli di roba e di spade con cui in troppi hanno cercato invano di colmare il vuoto lasciato dalla solitudine, per poi dare una rapida occhiata a quel CelebriMax Pezzali Live 2021 fino a quel momento conosciuto soltanto in una versione light-pomeridiana.

Sono momenti come questo che ti fanno capire che basta un giorno così, o forse anche un concerto così, a cancellare centoventi giorni stronzi (e un anno intero senza musica dal vivo). 

Una serata in cui ti passa la tua intera vita davanti, per chi è cresciuto tenendo il tempo degli 883: da “Non me la menare”, con cui sul palco di Castrocaro iniziò la favola di Pezzali e Repetto, ai successi contenuti in “Grazie mille”, ultimo disco della decade, come “Viaggio al centro del mondo” e “Nient’altro che noi”, passando per “Tieni il tempo”, “Sei un mito”, “La dura legge del gol”, “Come mai”, “Nord Sud Ovest Est”, “Hanno ucciso l’uomo ragno”, “La regola dell’amico” e chi più ne ha più ne metta. 

Un successo dopo l’altro, alla scaletta non manca davvero nulla, comprese vere e proprie chicche come “Il grande incubo”, eseguita dal vivo per la prima volta dal 1995, “Innamorare tanto” in versione piano e voce per la prima strofa e una versione remix di “Nella notte” che omaggia il mondo delle discoteche e dei vocalist in pieno stile anni ‘90.Max pezzali anni 90

Mi guardo intorno, come spesso accade, per scrutare il pubblico: ci sono persone di ogni età, i ventenni di oggi e quelli che vent’anni li avevano ai tempi di “Hanno ucciso l’uomo ragno”, immersi in quel continuo andare avanti e indietro tra i ricordi, tenuti per mano da quelle note che, per l’occasione, sono state tirate a lucido grazie a uno straordinario lavoro della band, composta da Ernesto Ghezzi, Davide Ferrario, Giorgio Mastrocola, Luciano Galloni e Andrea Torresani, che ha donato freschezza e modernità al suono di canzoni uscite anche trent’anni fa.

La musica ci ha tenuti uniti durante il lockdown e l’era delle zone, racconta Pezzali dal palco, e al termine del concerto suonano quanto mai attuali alcuni versi di una canzone contenuta in “La donna, il sogno e il grande incubo”: “La musica non si fermerà mai, la puoi chiamare se ti trovi nei guai. Musica, menomale che c’è, la puoi chiamare, farà bene anche a te”

Corrado Parlati (YouTubeInstagram)

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