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“La Biblioteca di Mezzanotte”: ogni vita è possibile

Nora Seed è una donna che decide di morire. Succube degli anti-depressivi, perde il lavoro, il suo gatto, riceve rinfacci avvelenati e gratuiti nella stessa giornata. Tutte le negatività convergono nel giro di poche ore, si aggiungono ai reiterati rimpianti e pentimenti, e conducono Nora all’irreversibile provvedimento. I primi capitoli de La Biblioteca di Mezzanotte (Edizioni EO, 2021) si aprono con lo straziante countdown verso la fine di Nora; prima dell’overdose da psicofarmaci, prima dell’epilogo.

Ma Nora non muore subito: giunge in un luogo in cui le viene data la possibilità di sperimentare tutto ciò che avrebbe potuto vivere. Questo luogo è per Nora la “Biblioteca di Mezzanotte”, semplificazione della pre-morte secondo il suo cervello. Ogni libro lì  custodito, rappresenta una delle sue possibili vite, se avesse fatto scelte diverse da quelle compiute; infinite variazioni, infinite alternative.

«Ogni vita contiene in sé milioni e milioni di decisioni. Alcune grandi, altre più piccole. Ma ogni volta che una decisione prevale su un’altra, il risultato cambia. Una variazione irreversibile, che a sua volta conduce a ulteriori variazioni. Questi libri sono i portali che si aprono su tutte le vite che avresti potuto vivere».

A guidare Nora nell’esperienza della Biblioteca di Mezzanotte è Mrs Elm -o meglio, la sua rappresentazione-, la bibliotecaria della scuola, con cui Nora spendeva volentieri del tempo da bambina.

Il saltare da un libro all’altro, da una vita all’altra, ricorda molto la struttura di Se una notte d’inverno un viaggiatore. Per quanto si tratti di due romanzi diversi per cultura, epoca e genere, la somiglianza nell’intreccio fa sorridere; inoltre, entrambi i libri sono un inno alla fantasia e all’immaginazione, sebbene con intenti diversi.

La Biblioteca di Mezzanotte è un romanzo che dimostra appieno l’empatia di Matt Haig, la sua sensibilità nel cogliere spigoli e curve dell’esistenza; queste, insieme alla sua scrittura semplice e profonda, sono qualità delicate e commoventi.

L’autore ha un occhio particolare per le situazioni borderline, per gli outsider: riesce ad individuarli mentre si sporgono sull’orlo del baratro, e ne interpreta ogni pensiero.

Nel libro, per spiegare il senso di un luogo come la Biblioteca, Haig ricorre spesso all’accostamento tra fisica e filosofia: seppur con linguaggi diversi, entrambe le discipline possono spiegare e raccontare il concetto di possibilità,tema centrale del romanzo.

L’autore non si limita a scegliere gli outsider come protagonisti: i filosofi più citati sono, non a caso, Emerson e Thoreau, troppo poco apprezzati nonostante le loro veritiere dissertazioni.

La Biblioteca di Mezzanotte narra come l’essere umano abbia bisogno delle alternative, anche soltanto della loro semplice percezione, per continuare a vivere. In assenza di possibilità, inizia la disperazione; il privilegio di riemergere dalla medesima-quello che viene concesso a Nora Seed- è l’affermazione della possibilità stessa, la volontà di morire che viene meno.

Nota di merito alla copertina e al progetto grafico: il font utilizzato per il titolo si sposa bene con lo stile dell’illustrazione e coi suoi colori.

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