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“Le sorelle del Ku’damm”: l’attesissima saga di Brigitte Riebe

La trama

Berlino, 1945. La guerra ha devastato la città, riducendola a un pugno di polvere, macerie e animi dilaniati. Rifugiate nell’appartamento di nonna Frida, in Bleibtreustraße 33, le sorelle Thalheim combattono con la fame e con il proprio temperamento, non sempre di aiuto nella situazione in cui si trovano: Rike è la pensatrice della famiglia, sempre razionale e puntuale; Silvie ha la leggerezza di una farfalla, vola da una compagnia all’altra, tra un impiego e l’altro, fluida come la seta. 

Il loro piano è quello di riedificare i Grandi Magazzini Thalheim, storica attività di famiglia, nonché culla della moda berlinese prima del secondo conflitto mondiale. Un piano complicato, poiché le sorelle dovranno iniziare la ricostruzione da sole, in qualità di donne, in un Dopoguerra ancora troppo maschilista per accettarle a capo di un’azienda. Per rimettere in piedi i Magazzini, ma anche la propria vita, c’è bisogno di pazienza, perseveranza, inventiva, una buona dose di lucidità e, soprattutto, di fortuna. 

L’incontro tra le macerie berlinesi con Miriam Sternberg, figlia di una vecchia dipendente dei Magazzini nonché abile sarta, farà rinascere la speranza di poter riportare l’attività all’antico splendore: l’auspicio è quello di riempire, con colori sgargianti, gli scaffali del negozio e quelli dei propri cuori. La razionalità di Rike, insieme all’ottima dialettica di Silvie e alle mani fatate di Miriam, gettano le basi per un ritorno coi fiocchi.

La lettura

Le sorelle Thalheim si trovano certamente a far fronte comune dal punto di vista pratico; eppure, ognuna di loro vive le proprie angosce e si porta dentro i propri segreti, senza poter trarre sollievo dalla loro condivisione. Segreti che vengono dal passato, ingombrante ma al contempo essenziale per avere un trampolino di lancio, qualcosa in cui credere. 

I segreti e i cambiamenti sono i binari su cui si sviluppano i personaggi di “Una vita da ricostruire” (Fazi Editore, 2021): primo libro della trilogia “Le sorelle del Ku’damm”, è opera di Brigitte Riebe, già autrice di altri lavori che vedono protagoniste le donne.

A fare da sfondo ai cambiamenti cui vanno incontro Rike e Silvie, c’è la Moda: la repentina e infinita metamorfosi di questo settore accompagna a braccetto l’evoluzione delle loro vite. La Moda cambia, e così anche le persone: quello che non va si mette via, e si passa alla prossima gonna, alla delusione successiva, a un nuovo tessuto, una nuova pelle. La Moda, che può sembrare una frivolezza, evidenzia non solo la virtù del sapersi adeguare alle nuove condizioni, ma anche la difficoltà nell’emergere, nel farsi spazio tra le novità che il mondo propone ogni giorno: è forte l’analogia con la condizione femminile, che vede le donne sgomitare disperatamente pur di riscattarsi.

Lo stile

Sin dalla prima pagina del romanzo, si sente molto l’influenza del dottorato in Storia dell’autrice: la Berlino del Dopoguerra è presentata vividamente e con accuratezza, il contesto storico è capillarmente mescolato alla trama, senza necessità di excursus che interrompano la continuità della narrazione; sembra quasi di vivere e di poter commentare la situazione insieme ai personaggi, di poterla toccare con mano, come se fosse il tempo odierno.

La finezza di Riebe nel raccontare pensieri ed emozioni, con parole delicate ma incisive, rende il lettore parte della famiglia Thalheim: dolori, preoccupazioni e speranze dei personaggi vengono presentati con una scrittura leggera, che va dritta al punto senza essere sbrigativa. È evidente quanto l’autrice tenga a scaturire l’empatia con i protagonisti della vicenda, e quanto l’empatia stessa sia importante per entrare nella storia. Come ogni saga che si rispetti, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo, motivo per cui “Una vita da ricostruire” tiene incollati gli occhi alle pagine fino all’ultima riga.

Il bestseller è da oggi disponibile nelle librerie d’Italia, pronto ad aprire le porte di casa Thalheim e a dare spunto per i nuovi inizi.

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