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Alessandro Barbero e il racconto dell’«uomo Dante»

2021: ricorre il 700esimo anniversario della scomparsa del sommo poeta Dante Alighieri. Già dagli ultimi mesi dello scorso anno, non si parla d’altro: cifra tonda, quella di questo anniversario; bisogna renderlo speciale! E come? Scrivendone, è chiaro.

L’autore

Tra gli autori, studiosi e appassionati che omaggiano il celeberrimo letterato, spunta il nome di Alessandro Barbero: già professore ordinario di storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, è meglio conosciuto per la sua partecipazione a numerosi programmi di divulgazione culturale -uno dei più frequentati è “Passato e presente” di Paolo Mieli- e per il podcast da lui curato.

L’intento

Il tributo di Barbero a Dante è un saggio -intitolato col nome del suo protagonista- il cui fulcro centrale è un dettaglio piccolo, ma non insignificante, a cui il professore, da bravo storico, è più che giustamente attento: l’opera di Dante è indissolubilmente legata alla sua personalità e al suo vissuto; ciò significa che è fondamentale contestualizzare la figura di Dante in quanto uomo, e quindi -si perdoni la ripetitività- tracciare un quadro dell’«uomo Dante» (così Barbero alla trasmissione “Le Parole della Settimana”).

La morale

Traspare, dal lavoro di Barbero, l’importanza del capire l’aspetto biografico di un autore, prima di leggerne ed interpretarne le opere; si dica pure che il libro del medievista fa percepire ancora di più la gravità di una certa affermazione, che tante volte gli studenti si sentono dire a scuola: “Ragazzi, il paragrafo circa la vita potete anche saltarlo, non lo chiedo all’interrogazione” (anche se è possibile che, per Dante Alighieri, ciò non sia mai stato detto).

Il succo

Il libro, edito da Laterza, è non solo il ritratto di un uomo che incarna perfettamente il prototipo sociale del suo tempo, ma anche una digressione sul contesto geopolitico in cui si colloca il geniale personaggio elogiato: la penisola dei Comuni, il dualismo Impero-Chiesa, gli scontri tra blasoni e popolo, il caos politico e finanziario, la lingua parlata in metamorfosi e un’identità italiana sulla via della nascita.

Lo stile

A distanza di quasi cinque mesi dalla prima edizione, “Dante” figura ancora nella top 10 di saggi più venduti (cfr. Robinson Repubblica del 20/02/21), a giusta ragione: Barbero riesce ad incantare chiunque, anche attraverso la scrittura; la sua capacità di risaltare il fattore umano celato dietro ogni fatto storico, è magistrale anche nero su bianco. Più di tutto, risalta l’oggettività e l’imparzialità con cui Barbero descrive gli avvenimenti, senza sfociare nell’idolatria che contraddistingue, spesso, i dantisti.

In sintesi

Una lettura ideale per avvicinarsi al corretto modo di divulgare la Storia, vista l’adeguatezza linguistica e la certosina precisione nel riportare ogni fonte sull’argomento; meglio avere una buona infarinatura di latino.

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