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Chi sono? Chi sarò? Big Mouth risponde: lo scoprirai cambiando

Un anno mostruoso l’appena concluso 2020. È stato difficile adattarsi alla nuova vita a prova di Covid-19, cambiare la propria routine, aver paura persino di stringere una mano. Ma la parola d’ordine dello scorso anno non è “paura”, bensì “cambiamento”. Quest’ultimo spaventa a prescindere dai virus, è vero, ma è necessario per capire chi si è, cosa si desidera e, soprattutto, chi si vuole diventare. Se è semplice? Per niente, ma con Big Mouth si cambia e si cresce ridendo.

 

Per un anno mostruoso non potevano mancare i mostri degli ormoni. La serie targata Netflix è tornata in onda lo scorso 4 dicembre con la sua quarta stagione, portando il suo humor esplicito e i suoi personaggi irriverenti sugli schermi italiani. Nick, Andrew, Jessi, Jay e i loro amici continuano il difficile percorso verso l’età adulta. Stavolta un nuovo potente nemico si schiera contro di loro: la fastidiosa e ronzante ansia. Questo ostacolo mai visto prima mette i personaggi di Big Mouth di fronte ad una delle sfide più difficili della propria vita, capire come conoscere se stessi. E se la conoscenza di sé, soprattutto nelle prime stagioni, inizia dal conoscere il proprio corpo, quando si passa alla mente e al cuore è un altro paio di maniche. O meglio, un’altra stagione.

L’amicizia può superare gli attriti dovuti ad una ragazza in comune? Si può amare qualcuno non curandosi dei giudizi altrui? È possibile avere il coraggio di dichiarare la propria sessualità ai genitori? E, soprattutto, si è in grado di crescere ritrovando le nostre radici, ma senza che queste ci rendano chi non siamo? Tante domande alle quali si può rispondere con gag sessualmente esplicite, situazioni paradossali, futuri alternativi e viaggi interiori fantasmagorici. Scoprire o riscoprire se stessi non è mai stato tanto divertente, così come cambiare non è mai stata un’avventura dinamica e piena di musiche e colori.

Il linguaggio di Big Mouth, infatti, resta condito da curatissime puntate in cui i protagonisti si trasformano in attori di un musical, proponendo canzoni perfette sia dal punto di vista umoristico che musicale. La falsariga delle precedenti stagioni, in termini narrativi e di gag, resta invariata, ma è lo sviluppo delle tematiche a fare la differenza. L’idea di fondo della serie è qualcosa che già nel 2017 si dimostrò geniale: raccontare un momento problematico per ogni adolescente, la pubertà. Un passaggio drammatico e universale raccontato da personaggi allegorici capaci di trasformare ormoni, vergogna, depressione e ansia in ostacoli superabili.

In questa quarta stagione lo sviluppo continua (in tutti i sensi) ed è ancora più coinvolgente. Situazioni mai banali accompagnano degli altrettanto mai banali bambini dalle bocche larghe a dire la loro sul proprio futuro. Un futuro fatto di alter eghi, amicizia, mostri, amore, fantasmi, coraggio e peni parlanti. Già, proprio così.

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Nato in provincia di Napoli nel 1993. Laureato in DAVIMUS all'Università degli Studi di Salerno, giornalista pubblicista e aspirante sceneggiatore: fin da piccolo immaginavo storie, adesso so addirittura raccontarle.