No vax, i social network e il mito di Prometeo

No vax, i social network e il mito di Prometeo

27 dicembre 2020: la data che passerà alla storia come il “V-day” (la “V” sta per “vaxing”, vaccinazione), il giorno di partenza della campagna vaccinale nazionale mirata all’eliminazione -parlare di eradicazione è precoce- della COVID-19, patologia causata da virus SARS-CoV-2; il probabile inizio dell’epilogo della pandemia 2.0.

Del suddetto virus si è sufficientemente parlato negli ultimi dieci mesi, sebbene si sia detto tutto e niente (si rimanda a riviste scientifiche di rilievo per poche ma sicure informazioni).

In questo importante giorno, più che mai, il mondo è diviso in migliaia di fazioni, a discapito della necessaria unità pratica e spirituale richiesta dal caso. Instagram, Facebook, qualunque canale social diventa un festival delle verità soggettive, in cui è immancabile l’opinione di chi, dei vaccini e della scienza, non si è mai fidato; a dire il vero, di chi non si è mai fidato in qualunque ambito e che, di mestiere, smaschera complotti pandemici alimentati da mere motivazioni economiche.

La sostanza iniettata con la vaccinazione contiene software che permettono di tracciare le persone”, “la connessione 5G è in realtà un sistema di tracciamento finanziato dalle case farmaceutiche”, “i vaccini causano autismo”, “la campagna vaccinale è soltanto una trovata pubblicitaria per certi personaggi della politica”, “la pandemia è dolosa”: le medesime sono soltanto alcune delle molte teorie (qui riportante grammaticalmente e sintatticamente corrette) esposte nei commenti ai post sui social. Teorie interessanti, ma non supportate da fonti attendibili. Sono invece attendibili le informazioni provenienti in primis dai canali governativi ufficiali, come ad esempio l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), tanto per citarne uno.

Proprio sul sito dell’AIFA è stata tempestivamente pubblicata – ed è ovviamente accessibile a chiunque a questo link – la documentazione relativa alla composizione, alla posologia e alla manipolazione del “Comirnaty”, nome commerciale del vaccino anti-SARS-CoV-2 prodotto dalle aziende farmaceutiche Pfizer e BioNtech.

Nonostante la disponibilità e la facilità di reperimento di determinate e fondamentali informazioni, c’è chi preferisce, con fierezza, professarsi e comportarsi da “No-Vax”. Un “No-Vax” è una persona totalmente in disaccordo e diffidente nei confronti di un vaccino, ovvero (occorre ricordarlo) di un farmaco capace di stimolare, quando somministrato, le difese immunitarie di un individuo.

Sarebbe facile incolpare la scarsa scolarizzazione di una simile ideologia, ma la verità è che molti sostenitori del movimento “No-Vax” appartengono allo stesso mondo che ha permesso e continua a permettere la realizzazione dei vaccini: il mondo del progresso scientifico. Per cui, sorprendentemente, si scopre l’eterogeneità dell’ambito medico-sanitario, che tuttavia è un’eterogeneità riscontrabile in qualunque altra area di interesse della vita umana.

Da un lato, dunque, medici, ricercatori, scienziati che si preoccupano di progredire e di fronteggiare al meglio le nuove sfide dettate dal naturale corso delle cose; dall’altro, negazionisti e complottisti con lo stesso titolo di studio. Senza dimenticare la “grey-zone” esistente tra i due gruppi, che è l’area in cui si annoverano, tra gli altri, i medici che dichiarano, riguardo la COVID-19, che “non è così grave”.

Si può guardare al gruppo di scienziati partigiani del progresso come a tanti, anonimi Prometeo, ovviamente in chiave rivisitata. Breve ripasso di mitologia greca: Prometeo rubò il fuoco agli dèi dell’Olimpo per darlo agli uomini e per questo fu punito, condannato a un quotidiano squarcio del suo fegato da parte di un’aquila. Si può adattare la figura di Prometeo ai tempi odierni, e immaginare che gli scienziati tutti siano, per certi versi, come lui: non rubano le proprie scoperte, ma le scovano applicando l’arte maieutica alla natura circostante; e così le offrono agli altri uomini.

A punire però gli scienziati non sono gli dèi, bensì gli altri uomini, proprio i destinatari del prezioso dono della conoscenza! Se poi si vuole asserire che tali uomini siano la “vox dei”, allora sarà una punizione anche divina, quella riservata agli scienziati. Una punizione consistente in sfiducia, denigrazione, accuse di manipolazione del mondo; una punizione che prevede insulti rivolti, addirittura, agli autisti dei camion che trasportano il Comirnaty in giro per l’Europa, alla stregua di Balto che traina in slitta l’antitossina difterica tra la neve dell’Alaska.

Gli scienziati sono tanti Prometeo incompresi, e i “No-Vax” sono antagonisti che si fanno forti con verità poco valide. Esiste, in ambito medico, un movimento -anzi, è meglio definirlo un vero e proprio sistema di interpretazione- chiamato “Evidence Based Medicine” (abbreviato in EBM): esso è, sostanzialmente, il metodo scientifico applicato alla medicina. Tra i presupposti fondamentali per una corretta applicazione dell’EBM vi è l’analisi critica delle informazioni e delle loro fonti; l’EBM prevede anche una sorta di classificazione dei vari tipi di fonte e della misurazione della loro “forza”, in senso di attendibilità.

Spesso, i “No-Vax” si avvalgono di informazioni ottenute da fonti cosiddette “terziarie” nell’ambito della classificazione prevista dall’EBM, ovvero fonti poco, molto poco attendibili. Non solo: le sventolano come vessilli di verità assoluta, fermandosi alla superficie e non approfondendo. Essendoci però anche dei professionisti sanitari tra i “No-Vax”, è chiaro che si debba parlare anche di negazione delle evidenze disponibili, poiché quel tipo di professionisti ha un accesso facilitato a determinate informazioni di carattere scientifico.

Dunque, tornando alla figura di scienziato-Prometeo: per esso non c’è via di scampo, a meno che non si trovi un accattivante ed efficace compromesso. Questo non è di certo rappresentato dall’eliminazione dei social network e del web, poiché anche essi appartengono al progresso scientifico, ne costituiscono una delle tante sfumature. Si dovrebbe, piuttosto, pensare ad uno step che preceda la donazione del fuoco della Scienza al resto degli uomini; un qualcosa che renda gli uomini pronti a ricevere quel fuoco, senza spegnerlo, senza rifiutarlo. Rendere “gentile” non solo il cuore, ma anche la mente di chi non si nutre di scienza e di chi non si occupa del suo inesorabile exploit.

Francesca Maria Pagnozzi

Francesca Maria Pagnozzi

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