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The Office: la bellezza ordinaria di una serie non ordinaria

Cosa succede quando il quotidiano diventa straordinario? Vedere i piccoli gesti, le parole di tutti i giorni e i rapporti umani attraverso un documentario, che effetto può avere? Si può trovare la straordinarietà nel proprio salotto, nella propria camera da letto o… nel proprio ufficio? The Office ci dà una risposta secca: assolutamente sì.

 

Un Truman Show al contrario. Dei semplici impiegati, consapevoli di essere ripresi per un lungo documentario, che ci mostrano come si lavora vendendo carta. La Dundler Mifflin diventa uno specchio in cui si riflette tanta umanità. Abbiamo nove anni per imparare come ci si muove in un semplice ufficio: la noia delle scartoffie e delle fotocopiatrici, le telefonate costanti ai clienti e dei clienti, ma, soprattutto, come i rapporti umani prendono forma. Nascono amicizie che si trasformano in amori, amori nati con difficoltà che muoiono in un attimo, altri ancora che, dopo lunghe pause, ritornano. Sembra una classica dinamica da serie tv, ma il realismo con la quale viene proposta trova poche altre rappresentazioni in una serie comedy comune. Il tutto è raccontato con una comicità genuina e senza ghirigori, con gag e personaggi che assumono uno spessore maggiore puntata dopo puntata.

The Office nasce dalla costola inglese del sagace Ricky Gervais, scrittore e interprete della versione anglosassone andata in onda dal 2001 al 2003, che è anche tra i produttori della serie. La versione inglese aveva un impronting più critico e meno “colorato” rispetto alla controparte americana. Nella prima stagione di quest’ultima, infatti, si notano molte somiglianze con la serie originale, ma dalla seconda in poi prende vita propria. Michael Scott (Steve Carell) è sicuramente il personaggio più rappresentativo. Il capo più umano del mondo porta con gag, e una grande interpretazione attoriale, una vitalità unica nel microuniverso dell'”ufficio”.

Un microuniverso che, tra il lavoro quotidiano, festività, feste aziendali stravaganti e gare di paintball anti-stress, ci ricorda quanto sia bello essere comuni, ordinari. Perché nella sua semplicità, The Office, è la parte più bella di quello che ognuno di noi può essere. Giorno dopo giorno, tra una risata e l’altra.

 

 

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Nato in provincia di Napoli nel 1993. Laureato in DAVIMUS all'Università degli Studi di Salerno, giornalista pubblicista e aspirante sceneggiatore: fin da piccolo immaginavo storie, adesso so addirittura raccontarle.