Questa è l’America, prima e dopo le elezioni

Questa è l’America, prima e dopo le elezioni

Benvenuti in questa puntata di Muse d’Inchiostro e se speravate di non sentir parlare di America anche qui, rimarrete delusi. Questa rubrica letteraria nasce dalla convinzione che i libri possano essere strumenti utili per raccontare il mondo di oggi, partendo da quello di ieri o da possibili mondi alternativi. Per questo non posso fare a meno di proporvi un libro, “Questa è l’America”, che vi permetta di comprendere i meccanismi che mettono in moto la politica americana. Perchè tanto è inutile che facciamo finta: in questi giorni o quella o il Covid.

Il progetto “Da costa a costa”: un esempio di giornalismo attivo

Francesco Costa, ideatore del progetto Da Costa a Costa e vicedirettore de Il Post

L’autore di “Questa è l’America”, uscito a gennaio del 2020, non poteva immaginare che anno lo avrebbe e ci avrebbe aspettato. Probabilmente Francesco Costa (qui la nostra intervista con lui a ridosso dell’uscita del libro) sperava in mesi focalizzati sulla preparazione e lo svolgimento delle elezioni americane più attese di sempre. Come sappiamo tutti, non è andata proprio così e, parliamoci chiaro, a un certo punto delle elezioni americane ci interessava veramente poco, concentrati come eravamo sullo schivare i droplets e trovare la mascherina più adatta alla situazione. Ora che però le elezioni sono in pieno svolgimento è tornato di moda parlarne e con una certa intensità foriera di confusione.

“Questa è l’America” in realtà non parla esplicitamente di politica americana, non ne ha né l’intenzione né l’ambizione. Il sottotitolo recita infatti: “storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro”. 

Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L’influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l’America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete.

L’autorità di parlare di storie di americani Francesco Costa ce l’ha perché in America ci va. E ci va spesso. Il suo podcast “Da Costa a Costa“, che nasce in realtà nel 2015 prima come newsletter, è uno dei più ascoltati d’Italia e funziona così: Francesco va laggiù, fa il lavoro del giornalista, che non è solo scrivere belle cose, ma informarsi e scrivere cose vere, possibilmente nuove, e poi pubblica tutto. Gratis. Nasce così “Questa è l’America”: da un melting pot di storie e testimonianze raccolte nel corso di anni e anni di studio, analisi e conoscenza approfondita di un paese tanto grande quanto incoerente e diversificato al suo interno.

Ma allora di cosa parla “Questa è l’America”?

Sono otto i capitoli di cui è composto questo saggio, fruibile quasi come un romanzo, proprio perché ogni capitolo si impegna a raccontare una storia diversa, con un suo senso e un suo compimento. Si parte da una piaga, la dipendenza da antidolorifici a base di oppiacei che ha duramente colpito ampie fasce di popolazione americana (dal 1999 al 2018 quasi 80.000 persone sono morte negli USA per overdose di queste sostanze). Si passa poi all’altrettanto diffusa ostilità di molti stati e cittadini americani nei confronti del governo centrale, raccontando la storia di del ranch della famiglia Bundy, dove il bestiame è libero di pascolare in qualunque zona voglia, persino quelle vietate dal governo di Washington a difesa di una specie in via d’estinzione. La cosa si è risolta con uno scontro a fuoco tra bovari e polizia e, se non ci credete, i video sono su Youtube. E poi ancora la distribuzione di repubblicani e democratici, così dipendente dall’area geografica in cui ci si trova e indissolubilmente connessa al tasso di crescita e varietà demografica dei luoghi. La disgrazia della cittadina di Flint, dove per anni l’acqua rimase avvelenata e contaminò adulti e bambini.

Gli Stati Uniti sono oggi come una macchina formidabile che procede a tutta velocità ma con una ruota sgonfia, sbandando e richiedendo continui aggiustamenti di rotta, e perdendosi ogni tanto un pezzo per strada: un finestrino, uno sportello, un cerchione. La velocità continua a essere sostenuta, ma solo per chi riesce a restare attaccato, a non dare di stomaco a ogni curva, e a non morire di paura.

Ma si parla anche di armi, di chi le possiede e del perché si senta l’esigenza di averne (e averne tante) in alcune famiglie, di stragi e radicalizzazioni e di concetti tecnici come il gerrymandering. E già che ci siamo provo a spiegarvelo così come io l’ho imparato da questo libro: si tratta di uno strumento adoperato dai Congressi locali degli stati americani per ridisegnare i confini dei collegi elettorali in modo da far pendere l’ago della bilancia per una delle due parti in gara. Basandosi sulla storia elettorale della regione e sui risultati dei sondaggi, si distribuiscono i collegi in modo da favorire i grandi centri urbani o le aree rurali, che notoriamente votano in maniera molto diversa. Sembra difficile, e proprio qui sta la grandezza del libro: raccontarlo in maniera semplice e immediata.

Perché leggere “Questa è l’America”?

Perché, come si dice spesso in questi giorni, la terra non vota. E’ inutile sperare di capire la politica americana se dell’America non si conosce nient’altro che la sua cartina. Il fattore più importante, e questo i giornalisti lo sanno bene, per comprendere il funzionamento di un grande meccanismo statale come quello americano è conoscere le storie che lo rendono vivo. Sapere le storie che hanno segnato, in piccolo e in grande, l’evoluzione degli americani fino ad arrivare a oggi aiuta a empatizzare con loro e capire le ragioni del loro voto. Che sia per Trump o per Biden, c’è sempre un motivo per cui si va a votare. In fondo la politica non è una materia astratta, ma affonda le sue radici nella vita concreta delle persone. Francesco Costa offre con questo libro uno spiraglio per osservare attraverso le finestre delle case (e delle storie) americane. E lo fa con una scrittura che non annoia, ma anzi è degna di un romanzo, capace di far presa sul lettore e cogliere in poche parole il succo delle questioni.

In quest’anno così cruciale per la politica statunitense, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell’America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un paese speciale che diventa ogni giorno più normale.

(dalla sovraccoperta del libro, pubblicato per Mondadori, Strade Blu).

Martina Toppi

 

Martina Toppi

Farnetico senza scusanti alla velocità della luce, ma fondamentalmente mi piace anche ascoltare le storie degli altri, per questo le cerco dietro ogni angolo. Dare voce alle storie potrebbe diventare un lavoro (perlomeno la direzione sembra essere quella), per il tempo libero invece cerco di mantenere alta la nomea di divoratrice di libri, spasmodica spettatrice di serie tv, occasionale scrittrice in erba di racconti e poesie. Nel frattempo studio Lettere antiche, tanto per dire che l'insalata non mi sembrava abbastanza mista."I have promises to keep and miles to go before I sleep" R. Frost

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *