“Lettera sulla felicità” di Epicuro: 20 pagine per una rivoluzione commerciale

“Lettera sulla felicità” di Epicuro: 20 pagine per una rivoluzione commerciale

Italia, anni Novanta. La vecchia classe politica perde la fiducia del popolo a causa dello scandalo Tangentopoli; la lira viene ipersvalutata conducendo il paese verso il ristagno economico. In questo periodo di incertezza politica e finanziaria, Stampa Alternativa pubblica Lettera sulla felicità di Epicuro a sole 1000 lire (50 centesimi): un libricino che, oltre a voler essere (forse) un balsamo per quegli anni duri, è stato sicuramente la scintilla di una rivoluzione commerciale in ambito editoriale.

Epicuro e la sua Lettera sulla felicità

La dottrina di Epicuro, che identifica il sommo bene con il piacere, è già più che conosciuta. Farò quindi una breve digressione sulla vita del filosofo ateniese prima di soffermarmi sulla sua eudemonologia.

Epicuro racconta di aver incominciato a dedicarsi alla filosofia all’età di quattordici anni perché deluso dai maestri di scuola non in grado di spiegargli il Caos come inteso nella Teogonia di Esiodo. Un giovane risoluto, sembra chiaro.

Sinceramente innamorato della filosofia, Epicuro invitava tutti, anche schiavi e prostitute, a prendere parte ai suoi insegnamenti dimostrando un progressismo e una bontà d’animo così grande da risultargli a volte un po’ ingombrante. Per Epicuro infatti le calunnie erano all’ordine del giorno. Venne accusato di prostituire suo fratello e, ancora peggio, di non essere un cittadino legittimo (insulto che ai tempi era molto pesante). E siccome la forma comunicativa da lui più utilizzata era la lettera, tanti tra quelli che lo odiavano pubblicavano, per infamarlo, epistole vergognose a suo nome.

Ma tra i moltissimi scritti originali (si stima una produzione di circa trecento volumi – il che lo rende uno degli autori più prolifici del tempo) abbiamo anche la nostra Lettera sulla felicità.

In questa lettera indirizzata a Meneceo è delineata la famosissima dottrina epicurea del tetrafarmaco, ossia le quattro regole per il raggiungimento della felicità:

Prima. Non avere paura della morte, averne non ha alcun senso. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi.

Seconda. Non avere paura degli dei. Loro vivono in un mondo separato dal nostro, se ne stanno negli intermundia e non pensano sicuramente agli affari nostri.

Terza. È semplice riuscire a stare bene. Bisogna imparare a conoscere la natura dei propri desideri e perseguire solo quelli che nascono da bisogni necessari, tralasciando invece quelli più superficiali.

Quarta. Il dolore è facile da sopportare: se è lieve è accettabile, se è forte passa in fretta (quindi torna al punto 1).

“Medita queste cose e mai sarai preda dell’ansia”

Avevo detto che sarei stata breve su Epicuro, tuttavia mi riesce abbastanza difficile. Infatti credo che questi consigli vecchi di 2350 anni siano stati tanto attuali negli anni novanta quanto sono attuali adesso nella nostra società stressata dal consumismo e ossessionata dalla performatività. Siamo schiacciati dai nostri desideri, che si moltiplicano sotto la spinta di necessità totalmente deformate da standard che ci chiedono di dimostrare prima di essere, standard che pongono il piacere agli altri come condizione necessaria per l’appagamento personale. Con quanta sicurezza siamo pronti a sostenere che il riconoscimento sociale non sia un bisogno esistenziale?

Perché non sono di per sé i banchetti e le feste […] a rendere la vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo fonte di immensa sofferenza

Il fenomeno Millelire

Fondata nel 1970 da Marcello Baraghini, attivista e membro del Partito Radicale, la casa editrice Stampa Alternativa si è sempre proclamata un’agenzia di controinformazione disposta a trattare anche problematiche scottanti e borderline (droga, aborto, obiezione di coscienza).

Nel 1989, in linea con l’impegno sociale e culturale che l’ha contraddistinta, la casa di Baraghini propone la collana Millelire con l’intento di portare alle estreme conseguenze il discorso del libro economico. Muovendosi nella direzione di una riduzione proletaria del costo del libro viene così pubblicata Lettera sulla felicità di Epicuro che sarà best-seller assoluto nel 1993. Quella che inizialmente era stata sottovalutata come una idea folle si dimostrò invece una giocata vincente proprio in quegli anni in cui il potere d’acquisto stava diminuendo insieme al valore della lira.

I Millelire innescavano una vera e propria rivoluzione nel settore: creando un nuovo segmento di mercato Stampa Alternativa stava dando il via a interventi editoriali a catena che avrebbero condotto al fenomeno della tascabilizzazione dell’editoria (Mondadori lancia la collana “I Miti” e la Newton Compton inizia la sua tradizione di libri supereconomici che continua tutt’ora. Consiglio a riguardo questo interessante articolo de Il Post Libri).

Libri in edizione tascabile

È semplice riuscire a stare bene, dunque

Possiamo così affermare che sole 20 pagine vendute a 1000 lire riuscirono a trasformare l’editoria. Fu proprio Stampa Alternativa a mostrare, in quegli anni di recessione economica, la soluzione più ovvia (ma che ai tempi sembrava essere la più scellerata): diminuire i prezzi di copertina.

Solo dopo che questa mossa si dimostrò vincente la produzione di quasi tutte le altre case editrici subì una quasi totale concentrazione sul comparto tascabile.

Forse è un caso, o forse no, che il primo autore pubblicato nella collana Millelire sia stato proprio Epicuro. Stampa Alternativa ha risolto un problema, il calo degli acquisti librari, senza affannarsi nella ricerca di qualcosa di inedito, ma utilizzando un classico della letteratura greca. Si è dunque sfruttato qualcosa che già si possedeva cambiando però il modo di offrirlo: a basso prezzo.

“In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi”

Easy.

Libri in edizione tascabile

 

Fonti:

http://www.stampalternativa.it/storia.php

“Storia dell’Editoria in Italia. Dall’Unità a oggi” di A. Cadioli e G. Vigini, Editrice Bibliografica, 2018, Milano.

“Lettera sulla felicità” di Epicuro, trad. A.M. Pellegrino, Stampa Alternativa, ed. 2015, Roma.

Sara Squillaci

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