Un torneo letterario e una storia sul mondo del lavoro: il libro di Elena Corti

Un torneo letterario e una storia sul mondo del lavoro: il libro di Elena Corti

 

Elena Corti aveva un libro nel cassetto. Lo teneva lì al sicuro da molti anni: era un libro ben scritto, ma a cui mancava un finale. Un po’ come un piatto senza condimento. Poi, un giorno di quasi quindici anni dopo, l’illuminazione nella forma del torneo letterario IoScrittore. IoScrittore, torneo letterario online promosso dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (GeMS), è un’iniziativa volta a scoprire e pubblicare nuovi autori della narrativa italiana. Un’avventura durata molti mesi e composta da diverse fasi, alla fine della quale, su quasi 2500 partecipanti, Elena Corti emerge tra i primi dieci col suo primo romanzo “I viaggi segreti di Carlo Rossmann”. Oggi, su Menti Sommerse, Elena ci racconta come nasce un libro e come nasce uno scrittore.

Partiamo da Carlo, il protagonista del tuo libro. In principio, lo presenti al lettore come un uomo qualunque, col proseguire della lettura però si scopre come Carlo sia un personaggio estremamente stravagante rispetto al resto del mondo: riesce a scrutare la realtà oltre le ipocrisie insite nella società, è un sognatore profondamente ingenuo e un po’ introverso. Raccontaci di più di lui.

Elena Corti – Come scrittrice sono entrata subito in empatia con Carlo e spero sia così anche per i lettori: è un uomo come molti altri, ma allo stesso tempo suscita tanta tenerezza a causa della valanga di sfortune che gli piovono addosso. Sì, è il prototipo della persona assolutamente normale, che però preferisce isolarsi dal mondo: ama leggere e preferisce vivere le avventure narrate dai libri che quelle della vita reale. Anche la sua concezione dell’amore è estremamente stravagante, Carlo per esempio è innamorato della Venere di Botticelli e non di una persona. Lavora in un archivio e questa professione si sposa molto col suo carattere introverso e poetico. Poi, all’improvviso, arriva la svolta: il licenziamento. Da questo momento Carlo viene scaraventato in un mondo molto reale e quindi molto diverso da quello che si era costruito nella propria solitudine. E’ una realtà inaspettata quella in cui si trova a vivere e quindi la affronta in maniera molto tragica perchè si sente costretto ad abbandonare quella vita che era certo banale, ma per lui molto rassicurante.

In realtà Carlo non era tipo da farsi abbattare, nemmeno dalle cose peggiori. Non erano le avversità della vita a spaventarlo. Piuttosto, erano soprattutto le notizie che sorbiva ogni sera dal telegiornale a demoralizzarlo e, alle volte, a renderlo incredulo. Era il caos della situazione globale a sconcertarlo. Invece, nel suo piccolo angolo di mondo, c’erano tanti luoghi segreti intrisi di splendore: posti dove potersi rifugiare e dove poter stare in silenzio, ad ascoltare.

Il tuo è un libro particolare perchè parla di una tematica forte – il licenziamento e la ricerca di lavoro – con uno spirito estremamente ironico e disincatato. Penso sia un buon libro per tutti coloro che stanno vivendo un momento di stallo e di confusione, chi come Carlo si trova all’improvviso catapultato fuori dalla propria normalità. Come nasce questa idea?

Elena Corti – Ho preso ispirazione sia da vicende che mi sono state raccontate sia da episodi che ho vissuto in prima persona. Finita l’università si viene catapultati in un labirinto intricato, quello del mondo del lavoro, dove la competizione e le difficoltà sono all’ordine del giorno. Il mondo è davvero assurdo e in certi casi supera la nostra fantasia. Pensando a questo ho iniziato a scrivere questo libro. Volevo parlare di questa tematica, che era sì un’analisi del mondo del lavoro, ma anche una critica profonda alla società in cui viviamo. Allo stesso tempo non volevo scrivere qualcosa di noioso, quindi in questo romanzo ho raccontato quella che potrebbe essere una storia vera ma un po’ paradossale: ho cercato di farlo con ironia e leggerezza, in contrapposizione all’estrema serietà del contenuto. C’era in me la volontà di esprimere una forte condanna soprattutto nei confronti del sistema economico che regola le nostre vite, infatti nel libro compare l’immagine delle multinazionali, paragonate a grandi esseri tentacolari che invadono ogni aspetto della vita delle persone. D’altra parte volevo anche raccontare la condizione dei lavoratori, soprattutto dei lavoratori più umili, per dare loro una voce e una storia. Un’altra critica che spero emerga da questo romanzo è quella alla mentalità per cui una formazione economico-giuridica è sempre e comunque preferita a una formazione umanistica: l’intero mondo della cultura e dell’arte è oggi ripudiato da chi tira le fila della nostra società e penso che questo sia un grande problema.

Un altro aspetto interessante della tua storia è Chris, l’incoscio di Carlo che incarna la sua tensione al cambiamento, un opposto immaginario che accompagna e stimola il protagonista durante la sua stravagante e grottesca avventura alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Perchè hai scelto di usare questo escamotage letterario?

Elena Corti – Chris è stato il modo migliore, se non l’unico, per lasciar parlare Carlo, svelare i suoi segreti e i suoi pensieri più intimi, nonchè i desideri e l’emotività che nasconde continuamente. Le scene sul ponte, quando Chris e Carlo sono metaforicamente faccia a faccia, sono le occasioni in cui mostrare al lettore cosa sta vivendo interiormente questo personaggio così chiuso in sé stesso. Carlo è un personaggio estremamente criptico, ma allo stesso tempo è un uomo molto arrendevole, che tende sempre a subire le cose, come se gli scivolassero addosso. Il lettore scopre che Carlo diventa Chris, per fortuna, ovvero la parte migliore di sé, e questa profonda crescita interiore e psicologica avviene grazie al nodo dell’amicizia. Infatti, oltre a Chris, penso che anche la figura di Marvin sia fondamentale all’evoluzione del protagonista, è la persona che – scoprirete leggendo – lo cambierà irrimediabilmente.

Ti faccio una domanda sul finale del tuo libro, cercando di non fare spoiler. Dopo tante peripezie, moltissimi lavori diversi e tanti personaggi stravaganti avviene qualcosa di molto strano: all’improvviso il lettore viene catapultato in una specie di romanzo giallo. Cosa hai voluto dire con il mistero “degli operai scomparsi”?

Elena Corti – La scomparsa degli operai, che viene trattata proprio come un mistero da risolvere a un certo punto del libro, ha una valenza simbolica: volevo sottolineare l’immagine oggi dominante dell’uomo consumatore e volevo suggerire che la persona, in quanto consumatore, rischia di perdere di valore e diventare a sua volta merce. Siamo nell’epoca dell’usa e getta e penso che questa mia critica alla società emerga nella maniera più forte a questo punto del libro. Non diciamo come va a finire la storia, però quello che posso dirti è che il disegno oscuro che Carlo inizia a intravedere e che lega tutte le sue avventure lavorative e professionali lo aiuterà a comprendere qualcosa in più su quel mondo che prima gli era totalmente estraneo: la nostra realtà.

E ora parliamo del torneo letteraio IoScrittore: perchè vi hai partecipato e come giudichi questa avventura?

Elena Corti – “I viaggi segreti di Carlo Rossmann” era un libro nel cassetto, stava lì da ormai quindici anni ed era senza finale. Poi un giorno ho scoperto questo concorso e mi sono detta: dai, proviamo. In una prima fase ho dovuto caricare solamente l’incipit del mio libro e insieme a tutti gli altri partecipanti sono stata chiamata a giudicare altri 10/15 incipit che mi sono stati assegnati. E’ una sorta di valutazione incrociata che risulta in un metodo un po’ sadico, perchè mentre giudichi gli altri sai che il tuo giudizio positivo potrebbe ritorcersi contro di te, ma allo stesso tempo c’è bisogno di essere totalmente onesti, altrimenti l’intero torneo non ha senso. Nella prima tranche abbiamo partecipato in circa 2500, di questi sono stati selezionati solo 300 testi. Questi 300 romanzi sono stati letti per intero, smistati tra partecipanti passati alla seconda fase e lettori volontari. In questo secondo momento anche gli editor delle varie case editrici che collaborano col torneo danno un’occhiata ai romanzi, operando una forma innovativa di scouting, quindi c’è sempre la possibilità di essere notati. In una terza fase vengono anunciati i dieci vincitori: di questi, uno viene pubblicato da una delle case editrici e venduto in libreria, gli altri vengono pubblicati sia in forma cartacea che in ebook col marchio IoScrittore. Penso sia una bella opportunità per chi vuole pubblicare un libro e non è convinto del self-publishing: grazie al torneo si ottiene un feedback importante, sia da parte degli altri candidati, che da parte dei lettori volontari e degli editor.

Questa è la tua prima opera, ma so che non vuoi fermarti con la scrittura. Hai qualcosa in cantiere?

Elena Corti – In realtà sto lavorando a una trilogia fantasy, è un urban fantasy costruito intorno a un romance; per realizzarlo mi sono ispirata al concetto dell’Apocalisse. Ho già scritto i primi due volumi e sto lavorando al terzo, nel frattempo sono in cerca di una casa editrice interessata all’opera. E’ un genere diverso da quello de “I viaggi segreti di Carlo Rossmann”, che è un libro più kafkiano, con delle punte fantozziane, perchè gioca sul paradossale e il grottesco, rimanendo comunque ancorato alla realtà. Vorrei esplorare un po’ tutti i generi, vorrei fare un po’ come Kubrick, perchè quando scrivo do tutto e poi devo necessariamente provare a cambiare. Speriamo in bene!

Di una recente pubblicazione e di un libro da scoprire vi parla Gennaro Acunzo in questo articolo, Giuseppe Petrarca cala il poker: in arrivo “Notte nera”: un medical thriller ambientato a Milano, che vede un nuovo capitolo delle indagini del commissario Lombardo.

Martina Toppi

 

 

Martina Toppi

Farnetico senza scusanti alla velocità della luce, ma fondamentalmente mi piace anche ascoltare le storie degli altri, per questo le cerco dietro ogni angolo. Dare voce alle storie potrebbe diventare un lavoro (perlomeno la direzione sembra essere quella), per il tempo libero invece cerco di mantenere alta la nomea di divoratrice di libri, spasmodica spettatrice di serie tv, occasionale scrittrice in erba di racconti e poesie. Nel frattempo studio Lettere antiche, tanto per dire che l'insalata non mi sembrava abbastanza mista."I have promises to keep and miles to go before I sleep" R. Frost

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