Il parco giochi nella testa e l’incontro con Fedez: intervista a Cara

Il parco giochi nella testa e l’incontro con Fedez: intervista a Cara

Cara, all’anagrafe Anna Cacopardo, ha da poco pubblicato un remix de “Le feste di Pablo”, in featuring con Fedez, con cui ha debuttato alla prima posizione nella classifica FIMI/GfK.

Per scoprire meglio chi è CARA, come sono nate le sue canzoni e quali sono le sue principali influenze musicali, noi di MentiSommerse.it l’abbiamo intervistata.

CHI È CARA E COM’È STATO IL SUO PRIMO INCONTRO CON FEDEZ

Chi è CARA è come si è avvicinata al mondo della musica?

Mi sono avvicinata alla musica da bambina. Ho iniziato a cantare e ho sempre sentito un forte istinto verso le parole. Così ho deciso di seguirlo, ovunque questo mi conducesse. Tutto il mio mondo ruota un po’ attorno alla musica, è sempre stata totalizzante nella mia vita e così le mie scelte ne sono state la conseguenza diretta.

Cara è la costante evoluzione di se stessa. È una tela bianca che assorbe tutti i colori e li perde l’esatto secondo dopo, se necessario.

Voglio che Cara sia una spugna, ma con le proprie iniziali sopra.

Da pochi giorni è uscito il remix de “Le feste di Pablo”, che vede una strofa scritta da Fedez. Vuoi raccontarci il tuo primo incontro con lui?

Il primo incontro con Fedez è stato molto ricco di musica e di racconti. Ci siamo conosciuti nello studio del mio produttore D.Whale e si è creato subito un clima molto bello.

Mi ha fatto sentire i pezzi a cui stava lavorando e io i miei. È stato un confronto che mi ha trasmesso molto, a livello umano e anche a livello musicale.

LE FESTE DI PABLO E IL PARCO GIOCHI DENTRO LA TESTA

Come nasce “Le feste di Pablo” (qui su Spotify)? Qual è stata la principale ispirazione per questa canzone e cosa hai voluto raccontare con essa?

Le feste di Pablo è nata nello studio del mio produttore, in team. L’ispirazione è stata molto naturale e in parte tanto dettata dalla realtà che oggi più ci rappresenta. Una realtà che subisce un costante bombardamento di stimoli e di informazioni.

Questo, sebbene per certi versi sia positivo, può anche disorientare e portare alla ricerca, già di per se esistente nell’uomo, di sempre più sensazioni e input che non possiamo ricevere in continuazione, quando lo desideriamo.

Nelle Feste di Pablo è presente il grande contrasto tra il mondo della realtà e quello dell’immaginato e, al tempo stesso, il parallelismo tra i due.

In “Mi serve” canti del “parco giochi che abbiamo nella testa”. Qual è quello nella testa di CARA?

Il mio parco giochi dentro la testa è in costante mutamento. È una sorta di scatola in costante fase di riempimento e in cui le informazioni assorbite si riordinano tramite un mio filtro personale, a volte in contrasto con quello che c’è fuori.

Per me è fondamentale avere un mio parco giochi in cui posso fare quello che voglio, sperimentare ogni cosa per poi ritrovarmi con l’esigenza e la voglia di tirare fuori tutto.

Il mio parco giochi è una sala prove, in cui se voglio posso anche buttarmi giù da un palco alto mille metri, per cercare così di capire quanto un’idea folle possa essere efficace, nel momento in cui la porto fuori di me.

Quali sono i cinque artisti che ti hanno maggiormente influenzato dal punto di vista umano e professionale e perché?

Ho diverse influenze differenti tra loro. Per quanto riguarda specialmente la forza nei concetti e la sua stessa individualità, un artista che ho sempre apprezzato molto è John Lennon. In particolare per l’eclettismo artistico e il magnetismo sul palco David Bowie. Mi piace molto anche Damien Rice, di cui apprezzo il linguaggio intimo. Più di recente posso dire che mi sono stati di grande influenza Stromae e Mac Miller, per i contenuti, le sonorità e le metriche.

Corrado Parlati

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