Il gigante zoppo. Pro e Contro di Disney+.

Il gigante zoppo. Pro e Contro di Disney+.

Uno dei film preferiti della mia ragazza è La spada nella roccia, diciottesimo classico Disney del 1963. Siccome sono un romanticone, la mattina del 24 Marzo, complice la quarantena, lo smart working e tutto il resto, decido di approfittare della tanto agognata uscita italiana di Dinsey+ per organizzare una colazione in compagnia di Semola, Merlino e Anacleto. Mi abbono in bagno, poco prima di lavarmi i denti (perché dire “mentre faccio la cacca” è desciamente meno elegante), certo di organizzare una sorpresina di sicuro impatto. E invece no. I sorrisini di una mattina di primavera si tramutano in tenebrosa delusione nel momento in cui scopriamo che La spada nella roccia non è in catalogo.

Wait… what?

Fammi capire. Disney ha i diritti di riproduzione su mezzo mondo, ha comprato praticamente tutto ciò che poteva comprare, dalla Fox alla mia macchina, come può essere che uno dei SUOI classici più datati, celebri e apprezzati non sia presente in catalogo nel giorno dell’uscita della sua piattaforma streaming? Piattaforma di cui si sbandiera l’arrivo in Italia da almeno un anno. Voglio dire, il tempo per caricarla l’hanno avuto. Ebbene, parlando in chat con Nicolò, un operatore del servizio clienti a cui ho chiesto numi a riguardo, salta fuori che molti titoli “verranno aggiunti nei prossimi giorni”. Tra questi ci sono Classici come appunto La spada nella roccia, Mulan, Pocahontas e altri ancora. La cosa mi sembra abbastanza assurda, quindi cerco di indagare su internet riguardo i motivi di tali mancanze, a mio parere ingiustificate per mille motivi, ma non trovo nulla che non siano lamentele del web su un catalogo che molti lamentano essere alquanto lacunoso.

Curiosando e sfogliando tra i titoli offerti, in effetti, si resta delusi. In 5 minuti scarsi si riesce a completare lo scroll di ogni titolo presente su Disney+, senza contare che la metà di questi viene proposta e riproposta in sezioni differenti o in collezioni scarne. E così ci si ritrova tra i piedi titoli come Toy Story almeno tre volte, prima nella sezione Pixar, poi nella collezione Toy Story, e infine tra i Titoli del momento. Quest’ultima playlist è a dir poco insensata, vista l’attuale carenza di contenuti e il fatto che a tre ore dall’uscita sono praticamente tutti “titoli del momento”. Poi ci sarebbero anche i contenuti scelti per te, che non si sa bene come vengano scelti da un algoritmo che ha ancora poco materiale su cui ragionare.

Date le premesse, mi riprometto dunque di esprimere quanto prima su queste pagine una mia opinione sulla piattaforma che in un modo o nell’altro darà filo da torcere a Netflix e le sue sorelle minori. Ed eccomi qua, a tre settimane dall’uscita italiana di Disney+ a fare una lista dei cari vecchi PRO e CONTRO del servizio, in modo da andare subito al sodo.

PRO La grafica è snella e intuitiva. La composizione delle playlist ricorda quella di Netflix (solitamente il competitor più potente è quello da cui ci si ispira di più), con la differenza che in cima alla home vengono fissate per bene le 5 macro categorie tra cui scegliere, ovvero i 5 grandi marchi della casa: Disney, Marvel, Pixar, Star Wars, National Geographic.

CONTRO – Come detto prima, le playlist si ripetono e se ne formano di nuove che di nuovo in realtà non hanno nulla. Cambia la disposizione delle copertine, ma in una sola scrollata non è raro individuare le stesse anteprime almeno 2-3 volte.

PRO Contenuti Extra. Probabilmente il punto più interessante in relazione alla concorrenza. Per gran parte dei titoli presenti sulla piattaforma sono disponibili dei contenuti extra come quelli che si trovano nei dvd. Dalle scene tagliate a storyboard, backstage e interviste al cast. Tanta roba.

CONTRO Titoli mancanti. Forse sono uno spettatore troppo esigente, ma se mi fai una capa tanta col fatto che su Disney+ troverò tutti i film dell’universo Marvel, io esigo di trovare tutti i film dell’uiverso cinematografico Marvel. E invece mancano il primo Hulk (quello con Edward Norton, diritti Universal) e ovviamente (ma non è una giustificazione) i due Spiderman con Tom Holland. Due defezioni importanti. Inoltre mancano titoli che non seguono la politica family friendly di Disney, come il violento Logan, nonostante siano presenti tutti i precedenti film degli X-Men.

PRO Star Wars. Se siete dei fan incalliti dell’universo Star Wars, Disney+ fa decisamente per voi. Troverete tutti i film della saga, compresi gli spin off, sia film che serie, come L’attacco dei cloni e The Mandalorian.

CONTRO Gli episodi a singhiozzo. Proprio The Mandalorian offre lo spunto per parlare del fatto che gli episodi di alcune serie escono sulla piattaforma con cadenza settimanale. Pratica diffusa già anche su altre piattaforme, causa la concomitanza con la messa in onda televisiva in alcuni paesi (capita ad esempio con Better Call Saul su Netflix), ma nel caso della serie in questione la cosa è un filino meno sensata, visto che parliamo di un prodotto già uscito (quindi pronto) per intero in USA, e che inoltre è stato già abbondantemente sgrafignato dalle piattaforme di streaming pirata. Chiaramente ci sono strategie di marketing dietro questa scelta, ma sono strategie poco comprensibili, visto che ad esempio, il baby Yoda presente nella serie, è presente pure sugli scaffali dei nostri Disney Store (quando erano aperti) già da un paio di mesi. Quindi boh…

PRO I documentari di National Geographic non li scopriamo certo adesso, ma averne così tanti a disposizione è davvero tanta roba. La qualità è altissima, alcuni documentari storici vengono girati come fossero film e non hanno niente da invidiare ai vari Game of Thrones della situazione.

CONTRO Il formato. Su Disney+ ci stanno i Simpson. Hanno fatto di tutto per renerli disponibili sin dall’inizio, con buona pace di Sky. Purtroppo, però, c’è un problema. Una enorme parte degli episodi è stata portata in 16:9 dal 4:3 semplicemente croppando le immagini. Tradotto: una ventina di stagioni risale a un’epoca in cui i televisori della gente erano quadrati. Adesso sono rettangolari, e per vedere un filmato quadrato su una tv rettangolare le alternative sono due: mandare il video quadrato lasciando due spazi neri ai lati (dove non c’è immagine), oppure allargare l’immagine quadrata fino a farla arrivare ai bordi e occupare tutto lo schermo, tagliando quindi gran parte dell’immagine (sopra e sotto). Quest’ultima becera pratica è praticamente al limite dell’amatoriale, e mai ci si aspetterebbe che la Disney, non TelePoggibonsi, la Disney, faccia una cosa del genere a uno dei prodotti di punta del proprio catalogo. E invece… I fan hanno protestato vibratamente (già da prima dell’uscita italiana di disney+), e pare che le proteste siano state ascoltate, e che gli episodi saranno ricaricati in formato originale. Quando? Non è dato sapere.

Nel frattempo, è notizia recente il raggiungimento di 50 milioni di abbonati nel mondo, molti dei quali attirati dall’offerta annuale pre-lancio (59 Euro anziché 69) e dalle partnership con i vari operatori telefonici (in Italia con Tim). Netflix conta circa 167 milioni di abbonati, quindi la strada per il primato è ancora lunga. Non che si faccia il tifo per qualcuno in particolare, ma dalla major più potente del mondo sinceramente ci si aspetta di più. Senza dubbio il catalogo offerto è farcito di titoloni esclusivi che farebbero gola a chiunque, ma che puntano molto sulla nostalgia di chi ha già visto tutto e vuole rivedere i suoi personaggi di infanzia preferiti (o il loro rifacimento in live action). Insomma, ad oggi, Disney+ è un mix tra un ottimo avamposto del family friendly e una Youtube per boomer.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Videomaker con licenza di scrittura. Ha all'attivo un po' di tutto, cortometraggi, webserie, videoclip, format tv, tutto scritto, diretto e montato. Se la canta e se la suona, insomma, ma sempre con la stessa passione.

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