Coronavirus: e tu cosa fai? La palla passa ai cittadini

Coronavirus: e tu cosa fai? La palla passa ai cittadini

Certo, in alcuni casi avrebbero dovuto scegliere un pugno più duro, ma le decisioni per cercare di limitare la diffusione del COVID19 lo Stato Italiano le sta prendendo.

Invece di domandarsi “lo Stato cosa fa?”, bisognerebbe chiedersi “e io cosa faccio?”.

La responsabilità più grande, adesso, è nelle mani dei cittadini: ci vuole sacrificio, ma soprattutto ci vuole buon senso.

Se un’eventuale chiusura di scuole e università venisse vista come una maxi vacanza imprevista, sarebbe tutto vano.

Se ci si sposta (com’è già accaduto) dalle zone a rischio, se si scappa dalla zona rossa, se non ci si mette in autoquarantena nei casi in cui è stata indicata questa soluzione, non c’è nulla che possa fermare la diffusione del Coronavirus.

👉“Sì, ma i bar? I centri commerciali? I luoghi pubblici? I ristoranti?” e qui potremmo andare avanti all’infinito.

C’è un’economia da tutelare, servizi e lavori che devono andare avanti lo stesso. Il bar rappresenta un luogo dove le persone possono comprare una merenda per la pausa pranzo, i centri commerciali sono posti dove si fanno acquisti, anche di beni di prima necessità, altri luoghi erogano servizi che non possono essere interrotti.

Sono possibili luoghi di contagio? Sì, ma il cittadino può scegliere in che modo e in quali occasioni frequentarli.

Un conto è andare al bar per acquistare un prodotto di pasticceria o fare una ricarica, un altro è andare a trascorrerci ore nei momenti in cui è sovraffollato. Un conto è andare al centro commerciale ad acquistare un nuovo paio di jeans o fare la spesa, un altro è andarci per fare una semplice passeggiata.

Tanto, tantissimo, è nelle mani dei cittadini. Se c’è da star tranquilli o meno, lo deciderà la civiltà italiana.

Corrado Parlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *