Le migliori serie TV ai tempi del Coronavirus

Le migliori serie TV ai tempi del Coronavirus

Questo articolo ha la funzione di distrarre tutti coloro che in questi giorni non fanno altro che essere sommersi dalla vagonata incontrollata di notizie, fake e non, riguardanti una minaccia di cui si sa ancora poco, che sta danneggiando il Paese, che sta mettendo in ginocchio le borse mondiali, e che incide in maniera irreversibile sulla carriera di un noto fotografo di vip già alle prese da anni con problemi giudiziari. Ciao Fabrizio, ovunque tu sia!

Non nomineremo la suddetta minaccia, un po’ come si fa con il nemico di Harry Potter, voi-sapete-chi, quindi non parleremo esplicitamente di voi-sapete-cosa, abbiamo già detto la nostra a riguardo. Insomma, cavalcheremo spudoratamente un trend ma a modo nostro, senza i sensazionalismi che hanno travolto tutti, dalla più sperduta rete locale agli urlatori del web che prima sparano numeri a caso e poi si lamentano di chi crea facili allarmismi. Ogni riferimento è puramente casuale. Tranne quelli a Enrico Mentana.

Certo è che voi-sapete-cosa ha costretto molti di noi a stare chiusi in casa, sia su richiesta che per paranoia, evitando contatti praticamente con chiunque abbia il vizio di respirare! Persino il Calcio si è fermato, oppure no, boh, si gioca a porte chiuse, o forse a porte aperte, o forse lasciano una finestra per fare corrente ed entrano solo i giardinieri, non è chiara la cosa.

E quindi resta solo da guardare un buon film, forse meglio una serie tv, visto che la cosa non accennerà a risolversi in breve. Vogliamo venire in soccorso di chi magari vuole delle dritte per svagarsi un po’, rimanendo comunque sul pezzo. Ecco dunque le serie tv più virali da guardare in quarantena.

UTOPIA – Questa serie è un gioiello, senza mezzi termini. Prodotta da Channel 4 (UK) nel 2013, me la sono ritrovata davanti per caso un annetto dopo, mentre cercavo qualcosa da guardare sulle “piattaforme dell’epoca”. Credo addirittura di aver fatto partire la prima puntata per sbaglio tra un banner e l’altro. La storia si basa su un gruppo di ragazzi che si ritrovano tra le mani le pagine di una graphic novel, tra i cui disegni appare qualcosa di quantomeno misterioso, e che li porta ad essere bersaglio di un’organizzazione segreta che non ha certo buone intenzioni. Il bersaglio grosso, però, pare sia una certa Jessica Hyde, che custodisce un segreto ancora più grande di quello che potrebbe rivelare la graphic novel. Non vi sto spolierando gran che, considerando che quanto raccontato finora riguarda praticamente le prime due puntate. Tutto il resto è magia, e porta il genere Conspiracy Thriller a livelli veramente tanto alti. Due stagioni, tecnica inglese evoluta, consigliatissima la visione in lingua originale. Purtroppo, non la si trova facilmente on-line, o meglio, si trova ancora su alcune delle “piattaforme dell’epoca” a cui accennavo prima.

MEDICAL POLICE – Se vi piacciono le serie demenziali, questa fa per voi. Gli americani sono padroni assoluti di un genere che riempie le sale dai tempi di Jerry Lewis, e che negli anni si è evoluto parecchio. Medical Police è uno spin-off di Childrens Hospital, che a modo suo ha fatto la storia delle webseries. Lo spin-off è indipendente dalla serie madre, a parte la ricorrenza di alcuni personaggi che è bello rivedere se li avete già conosciuti prima. I protagonisti sono due dottori del Childrens Children’s Hospital, un ospedale pediatrico intitolato al fantomatico filantropo Arthur Childrens, e ubicato a San Paolo del Brasile (nella serie originale l’ubicazione non era mai chiara e spesso cambiava senza motivo). La dottoressa Lola Spratt e il chirurgo Owen Maestro si ritrovano coinvolti in un atto di bioterrorismo internazionale che per qualche assurda ragione si ritengono in grado di sventare, risultando inspiegabilmente credibili agli occhi delle varie equipe mediche e governative sparse per il Mondo. Ci si sposta infatti dal Brasile a Berlino, dall’Asia a Parigi in un batter di ciglio, e va bene così. Anche in questa storia sembra esserci un interesse superiore che ostacola i nostri sgangheratissimi eroi. La fusione tra E.R. e Una pallottola spuntata, unica stagione prodotta da Netflix, 20 minuti a episodio da guardare a pranzo senza tanto impegno. Anche in questo caso la versione originale è un filino più indicata, per il semplice fatto che, come accade per molte comedy, alcune battute vengono tagliate perché non fittano con l’adattamento italiano, necessariamente più prolisso. Resta comunque divertente anche doppiata, ma risulta un po’ più lenta e meno stupida, il che è paradossalmente un difetto.

THE WALKING DEAD – La metto alla fine perché più che un consiglio è una prescrizione medica obbligatoria. La serie è un cult, ed è giusto che lo sia, è un punto fermo nella storia della tv, almeno fino a quando non vi svegliate di soprassalto durante una delle puntate chiedendovi perché state continuando a seguirla. Leggenda narra che alcuni sopravvissuti siano arrivati a seguire fino all’ultima puntata e che stiano persino aspettando una prossima stagione. A parte gli scherzi, la serie parte a razzo, la novità sta nel fatto che l’epidemia che trasforma tutti in zombie viene data per scontata, non si assiste alla sua diffusione, c’è e basta. Si risolverà? Forse si, forse no, non è importante. Ci sono gli zombie, e l’umanità deve ricominciare a vivere in base a questo nuovo elemento imprescindibile. Un incipit di una semplicità quasi irritante a cui però non avevano pensato in molti. Nel corso delle stagioni si fa strada l’idea che gli zombie siano ormai un contorno, e che i veri mostri siano, inevitabilmente, inesorabilmente, gli esseri la-storia-non-ci-ha-insegnato-niente umani. E quindi la lotta per la sopravvivenza diventa una guerra dei vecchi tempi, ma con meno carrarmati, qualche mazza chiodata in più e con i fagioli in scatola al posto del petrolio. Personalmente credo che la serie sia davvero bellissima e unica nel suo genere almeno fino alla quinta stagione. Poi si resta impantanati in uno schema narrativo troppo ridondante per uno show da episodi da un’ora, dove l’evoluzione delle vicende deve stare attenta a non sembrare un avanzamento di livello da videogame di terza categoria. Ovviamente è una serie molto cinematografica, scritta molto bene, con scenografie e regia di alto livello. La trovate su Sky (a.k.a. NowTV), che la toglie e la rimette on demand in base a come tira il vento, quindi controllatene la scadenza per programmarvi per bene la visione.

Se invece avete bisogno di scienza, di capire cosa stia succedendo, e volete davvero sapere come funziona la storia dei virus, credo che siamo tutti d’accordo che l’unico strumento più affidabile in assoluto siano l’episodio 9 e l’episodio 11 della prima stagione di Esplorando il corpo umano, che spiega perfettamente come stanno le cose. E Burioni muto!

 

 

Ci sono anche altre serie che rientrano nel mood del momento, alcune richiamano al tema zombie come Z-Nation, altre battono sempre sui contagi di massa o sulla quarantena, come The Rain o Under the Dome. A voi la scelta, questa è la mia personale selezione variegata per 3 prodotti che possono tenervi compagnia qualora il voi-sapete-cosa vi abbia fatto saltare le partite del weekend, un concerto, o magari se siete tra quei poveri sventurati in quarantena che hanno già finito di vedere tutti i video su x-hamster e sono rimasti con le mani in mano…

A tutti voi va davvero il nostro supporto, perché riteniamo che sia doveroso andare avanti. Fare finta di niente è sbagliato, chiaro, ma lo è anche sciacallare sulle paure della gente. Quindi sì, una puntata qua e là può tranquillamente contribuire a recuperare la cura probabilmente più sottovalutata di tutte: la normalità.

@Riccardo Greco

Riccardo Greco

Videomaker con licenza di scrittura. Ha all'attivo un po' di tutto, cortometraggi, webserie, videoclip, format tv, tutto scritto, diretto e montato. Se la canta e se la suona, insomma, ma sempre con la stessa passione.

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