Il libro che loda i brevi amori eterni

Il libro che loda i brevi amori eterni

“Dai tempi della mia giovinezza il ricordo di quella coincidenza riemerge, insistentemente e nello stesso tempo evasivo, come un enigma del quale non abbiamo perso la speranza di trovare la chiave”.

A tutti sarà capitato di farsi distrarre da qualcosa o qualcuno, piccoli movimenti, suoni appena accennati che così facilmente sono in grado di distogliere la nostra attenzione spesso china su una vita rigorosa quanto schematica e abitudinaria. Siamo oggettivamente ossessionati dall’eterno, da tutto ciò che presenta un’apparente fissità, con il rischio di perdere un’enorme quantità di “paradisi fugaci” nei quali incappiamo improvvisamente.

Ultimamente sono portata a pensare che questa sia proprio l’epoca della rivincita delle piccole cose. In fondo tutto sembra voler convincere noi uomini del fatto che per avere un valore sia necessario compiere gesti eroici, dedicarsi a grandi imprese e pare difficile, se non impossibile, per ogni singolo individuo cambiare davvero il mondo. Per questo mi sento di affermare il potere di ogni più piccolo gesto quotidiano, sento impellente ed implacabile il desiderio di smascherare il fatale errore umano di ricercare la tanto amata stabilità. Andrei Makine nel suo “Il libro dei brevi amori eterni” invita noi lettori a dedicarsi proprio a queste piccole cose e agli amori fugaci, improvvisi, poiché essi vivranno in eterno, al di là delle crudeltà della Storia, nella memoria di ciascuno.

Tra biografia e Storia

Andrei MakineAndrei Makine nacque nel 1957 in Unione Sovietica e ormai vive da molti anni in Francia dove ha portato alla luce la maggior parte delle sue opere letterarie. “Il libro dei brevi amori eterni” forse non è il più conosciuto di tutta la produzione di Makine ma rappresenta un’ irresistibile tentazione di squarciare il velo della Storia, di lasciar entrare un bagliore umano che delicatamente accarezzi l’anima. Tant’è vero che la produzione de “Il libro dei brevi amori eterni” sembrerebbe essere centellinata, sebbene richiesta assiduamente da una grande quantità di lettori e lettrici. Il romanzo è ambientato in Russia negli anni Sessanta e vede quindi come sfondo un lembo di Storia estremamente rigido. Il titolo è un ossimoro curioso, una rivincita degli amori che anche se brevi imprimono un’impronta indelebile nell’esistenza di chi li vive o subisce.

Una piccola minoranza

“Questa saggezza, solo una piccolissima minoranza di noi sa viverla. Io l’ho scoperta troppo tardi, solo adesso inizio a conoscerla”.

“Il libro dei brevi amori eterni” si apre introducendo noi lettori nel bel mezzo della vita di un uomo: il nostro protagonista. Scopo ultimo è quello di seguire le principali tappe di questa esistenza dall’infanzia trascorsa in un orfanotrofio fino all’età adulta, quando il sistema nel quale egli aveva creduto si dissolse. Passando per otto brevi ma intensi capitoli Andrei Makine fa emergere l’importanza che l’amore di o per una donna ha avuto: un ruolo fondamentale nel risvegliare pian piano la coscienza assopita del nostro protagonista. Più un individuo si troverà assuefatto e circondato da un martellante ed insistente sistema d’ informazione, falso o vero che sia, più tenderà a perdere la propria capacità di giudizio, le distanze che lo separano da ciò che è oggettivamente presente e sarà sempre meno in grado di discriminare tra ciò che è bene e ciò che è male.

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Disinformazione: cattiva consigliera

P.S L’informazione (o disinformazione) che sta dilagando ultimamente in merito al Coronavirus (Covid-19) che ha colpito anche l’Italia ha creato quello che potremmo definire una “contaminazione emotiva“. Ogni secondo infatti entriamo in contatto con l’informazione degli altri, con le loro ideologie e questo crea in noi una vera e propria reazione istintiva probabilmente in contrasto con ciò che pensiamo davvero. Più si legge, più cresce la preoccupazione e così facendo si cambia il modo di descrivere e di vedere la realtà, il modo in cui si guardano gli altri. Questa sorta di “contaminazione emotiva” favorisce l’allarmismo e la manipolazione, terrorizza poiché fa si che le persone avvertano il pericolo e si sentano esposti a qualcosa che fondamentalmente sfugge al controllo. Non necessariamente il contagio ha una valenza negativa ma vale anche per i contenuti positivi che vanno preservati e lasciati diffondere da chi di dovere. E’ questo un invito a riflettere di più su ciò che scriviamo, ciò che leggiamo, ciò che le autorità, i social e i giornali propongono. E’ questo un invito alla responsabilità e al potere individuale di ogni singolo uomo per il bene proprio e degli altri: è un problema di etica della responsabilità.

Di Coronavirus abbiamo già avuto modo di parlare nella sezione di attualità. Colgo quindi l’occasione per invitarvi a leggere qui l’ articolo redatto per raccogliere opinioni di esperti a riguardo. Se invece siete interessati a capire come la nostra rubrica abbia deciso di trattare e filtrare le informazioni in merito al Covid-19 vi rimando a questo contenuto.

Colei che mi liberò dai simboli

“Una donna che ama non appartiene più al nostro mondo ma ne crea un altro e lì resta, sovrana, inaccessibile alla febbrile rapacità dei giorni che passano. Sì, un extraterrestre”.

Ogni Storia ha le sue vittime e lo sa bene la giovane senza nome che piange sommessamente il compagno morto in un sottomarino e incrina la fiducia del protagonista in quelle meticolose e vacue messinscena che offuscano la realtà dei fatti. Essere immersi nella Storia, qualsiasi essa sia, significa farvi parte, impersonarla. Ed è solo la distanza da essa che può portare a riflettere e ad analizzare la situazione senza necessariamente essere accompagnati dal più aderente dei pregiudizi. Il giusto antidoto per una corretta valutazione dei fatti potrebbe essere la forza dei punti di vista, il coraggio di mettersi nei panni dell’altro e la capacità di guardare al nostro “io” con nuovi occhi.

La donna che ha visto Lenin

Un’altra vittima della Storia è “la donna che ha visto Lenin” costretta ormai all’isolamento per sfuggire agli sguardi tanto indiscreti quanto bisognosi di rassicurazione. Ne “Il libro dei brevi amori eterni” la popolazione guarda agli atti governativi con estrema ammirazione, cerca qualcuno che la spinga ad agire, a fare senza alcuna capacità di giudizio autonomo: tutti sono assuefatti dalla Storia della quale fanno oggettivamente parte.  Ciascuno sembra certo che le azioni del governo rispecchino di necessità il proprio bene ma è vero che il bene del singolo coincide sempre con il bene del gruppo? Un problema già sollevato ampiamente dallo stesso Platone, un quesito attuale, una questione estremamente spinosa che può emergere solo dall’osservazione del corso degli eventi, senza tuttavia trovare una spiegazione definitiva quanto valida, io credo. Pertanto il tema dell’opera è estremamente scottante e si svincola da qualsiasi precisa epoca storica: in una società, qualunque essa sia, che incita all’omologazione e all’annullamento di ogni individualità l’amore emerge come forza salvifica che contrasta le difficoltà e permette ad ogni singolo di esprimersi e conservarsi.

“La sua rivolta è scaturita da un violento desiderio di identità in un mondo che cercava con ogni mezzo di imporre una vita collettiva, appiattita, chiamandola “uguaglianza sociale”. Una volta adolescente, si è resa conto che tale uguaglianza si traduceva in un lavoro degradante per un salario da fame, in un appartamento comune con varie famiglie ammassate”.

Una maschera da svelare

Il libro dei brevi amori eterniLa verità ha il volto luminoso e bellissimo di Maja, la nipote della donna che aiuterà il protagonista ad aprire gli occhi e a smascherare la violenza celata dietro il mito. In un mondo come quello di oggi le apparenze rappresentano il primo elemento che permette di discernere o meno il valore di qualcosa o qualcuno. Una bella apparenza, una maschera sontuosa ed elegante può, nonostante tutto, celare le più grandi fragilità dell’uomo oppure, nel peggiore dei casi, la sua arroganza e malvagità. Eppure perché si continua ad arenarsi su scogli di questo tipo? Perché spesso ci si ferma ad ammirare banali involucri senza senso? Forse per abitudine, costume, assuefazione crediamo che i nostri principi ideali siano i migliori da perseguire probabilmente perché non abbiamo tempo di scandagliarli, di mettere in discussione noi stessi. Ciò richiederebbe per l’appunto tempo, un tempo che la nostra società spesso sacrifica sostituendolo con la frenesia e il caos.

Una donna estremamente viva

Come avrete già capito a svelare la verità tra le pieghe de “Il libro dei brevi amori eterni” sono le donne. Non si tratta affatto di figure angeliche giunte sulla terra per disvelare qualche messaggio particolare quanto piuttosto di donne comuni, con i loro pregi ma soprattutto difetti che al di là dell’apparenza incantano il protagonista per una lacrima o una storia che hanno da raccontare. Addirittura, nell’ultimo capitolo, Makine parla al lettore di una donna, la descrive grassa, volgare ma è così che dipinge in modo iconico la vecchia e la nuova Russia.

Le donne in quest’opera sono tutte presenze irrequiete che si distaccano dalla folla, sono singolari nella loro delicatezza estrema. Sono donne forti, le uniche in grado di sottrarsi al corso degli eventi, di prendere la famosa distanza da essi e di contrapporsi con forza alle aporie che la Storia presenta.

“Tutto il dolore è ancora lì, ma l’amore già se ne libera e vive, brevemente, nella sua verità assoluta: il mondo con le sue assurdità, le sue menzogne e le sue bassezze non si interpone più tra la donna e colui che ama”.

libro da sfogliare

Questo libro dipinge con una matita leggerissima i contorni di otto tipi di amore: l’amore non dichiarato, l’amore carnale, l’amore negato, l’amore non corrisposto, l’amore perduto. Per tutti, indistintamente, porta un grande rispetto che va oltre il tempo, lo spazio, al di là di qualsiasi confine definito o stabile mettendo in discussione che un discrimine del genere possa davvero esistere. Se siete alla ricerca di storie d’amore struggenti, forse stucchevoli, sotto la cappa del regime sovietico allora state posando gli occhi e il cuore sul libro sbagliato. Makine riesce invece ad aprirsi, a regalare al lettore i suoi dubbi, le sue prime disillusioni nei confronti del regime, le incongruenze così come i lati positivi del sistema. L’autore stuzzica continuamente la sua e la nostra sensibilità di lettori mantenendo pur sempre attivo uno spirito critico davvero ammirevole. Tale disposizione d’animo sarà proprio quella che gli permetterà di salvaguardare la propria individualità dalla propaganda conformista e conformante del regime dal quale prenderà le distanze.

Non vi garantiamo che l’amore spazzerà via il dolore del mondo, ma potrà permettervi di guardarlo con occhi diversi, seppure fugaci. Lascio al libro di Makine la forza e il potere di incantarvi con le sue ammalianti quanto aspre e delicatissime parole.

“Realizzai allora con perplessità che a quel progetto sublime mancava qualcosa: l’amore”.

Una domenica mattina decisi di rilassarmi ascoltando un podcast e la mia scelta ricadde subito su “Copertina“, indirizzato a noi lettori appassionati al fine di discriminare e di selezionare il libro più adatto a noi tra tutti quelli proposti nelle varie librerie. Fui particolarmente incuriosita dall’intervento di una giovane libraia indipendente, Cristina Di Canio, e decisi quello stesso pomeriggio di recarmi nella sua “Scatola lilla” in via Sannio 18 a Milano. Tra i numerosi e preziosi consigli di lettura che mi diede c’era proprio questo libro di Makine: “Il libro dei brevi amori eterni”. Oltre a ringraziarla infinitamente vi invito ad andare a trovarla nella sua libreria: un piccolo luogo eterno.

Nel suo articolo Iran tra politica e letteratura Penelope Volpi ci parla del potere esercitato dai sistemi governativi così come del ruolo fondamentale che ricoprono le figure femminili, invece Massimo del Prete nel suo Misurarti a petto del mio amore: Inventario privato di Elio Pagliarani rende giustizia alla forza dell’amore: non perdeteveli.

Valentina Sprega

 

Valentina Sprega

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