ESCLUSIVA – Una giornata ordinaria a Codogno ai tempi del Coronavirus

ESCLUSIVA – Una giornata ordinaria a Codogno ai tempi del Coronavirus

Sono giorni tesi e confusi per molti italiani, soprattutto in Lombardia e in Veneto, eppure la vita va avanti, assestandosi piano piano su equilibri provvisori. Abbiamo parlato con due abitanti di Codogno, il comune dove è scoppiato il primo focolaio di Covid-19 in Lombardia, attualmente in isolamento, all’interno della cosiddetta “zona rossa”. Ai nostri interlocutori, Daniela e Salvatore, abbiamo chiesto di raccontarci un po’ la loro vita in questi giorni di quarantena e nelle loro parole, oltre alla comprensibile preoccupazione, abbiamo trovato soprattutto buona volontà e voglia di andare avanti. Non c’è modo migliore di sconfiggere la psicosi e l’allarmismo che con le parole pacate di chi in questi giorni vive proprio al centro del ciclone Coronavirus. 

LA CODOGNO DEL CORONAVIRUS: IL RACCONTO DI DANIELA E SALVATORE

Daniela ci racconta che la comunità di Codogno, in generale, ha reagito prima con paura, prendendo però anche coscienza del fatto che questo frangente prima o poi passerà. I cittadini si sono impegnati fin da subito a rispettare con cura le indicazioni che le autorità mano mano fornivano. La vita, all’interno della zona rossa è diversa, ma non ingestibile: una volta stabilite le zone a rischio, i residenti possono muoversi in questa area, però chi è in zona rossa non può uscire e chi è fuori dalla zona rossa non può entrare. È concesso il transito solo a chi trasporta beni di prima necessità. Daniela e la sua famiglia, a Codogno, gestiscono un’attività commerciale che hanno dovuto chiudere venerdì, in ottemperanza alle ordinanze comunali emerse nel corso della mattinata. La famiglia ha serrato i battenti e si è ritirata in casa, in attesa di nuove indicazioni.

In casa la quotidianità è segnata dalle notizie che passano su televisioni e smartphone: la comunicazione e l’informazione in generale, secondo Daniela, esagerano sempre un po’, “certo è che bisogna avere attenzione però non bisogna spaventare ancora di più le persone, soprattutto quelle che stanno vivendo sulla propria pelle questa situazione critica.” Fuori dalle porte di casa invece è un altro il problema da affrontare: il dramma mascherine.

“Già venerdì in tutte le farmacie erano esaurite quindi reperirle è diventata un impresa. Dramma nel dramma se non hai guanti e mascherina non puoi entrare in nessun supermercato. Senza mascherine e guanti non ti fanno entrare e i controlli li fanno all’ingresso protezione civile e polizia locale più il servizio di sorveglianza del supermercato che fa entrare cinque persone per volta”

 

 

Salvatore invece cerca di andare avanti nella normalità, passeggiate con la sua cagnolina di mattina e di pomeriggio, sempre e comunque con la mascherina, perchè ci racconta di avere le difese immunitarie molto basse. Nelle sue passeggiate incontra qualche persona, alcuni si tengono più lontani, altri invece la prendono più tranquillamente e passeggiano uno a fianco all’altro, pur coperti da una sciarpa o dalla mascherina. I piccoli alimentari sono stati aperti solo ieri, prima era tutto chiuso lungo le strade. Daniela ci racconta anche di essersi resa conto, in questi giorni, dell’importanza che hanno avuto le botteghe di paese per le popolazioni isolate. Le persone grazie alle botteghe hanno infatti avuto accesso ai beni necessari senza troppo allontanarsi. Salvatore invita tutti a rispettare le regole: indossare la mascherina se necessario, lavarsi le mani e, quando si è in presenza di altre persone, cercare di mantenere una distanza di sicurezza per sè e per l’altro. Regole semplici, ma che a Codogno ormai scandiscono abitudini già acquisite, nel giro di pochissimi giorni.

Un aspetto in particolare ci ha colpiti, di quanto ci ha raccontato Daniela: la voglia di prendere questa situazione difficile e trarne il meglio.

Consigli da dare non ne ho, però mi sento di dire a tutti di viverlo come un momento di pausa da tutto. Sentivo in questi giorni genitori che si ritrovano in casa coi loro figli e riscoprono il piacere di fare cose insieme, cose che magari presi dalla frenesia di ogni giorno non fai. Tutto con calma e pazienza perché normalmente le cose che fai velocemente ora le fai con tempi lunghi. Stamattina solo per due medicine ho fatto la fila , poi pane e fila, frutta e fila……tanta pazienza!

Di Coronavirus vi abbiamo già parlato, concentrandoci soprattutto sull’autenticità delle informazioni. Cogliamo di nuovo l’occasione per invitarvi a informarvi e ad agire responsabilmente. Questo non è il tempo del panico, bensì è il tempo del senso civico. Per leggere le opinioni di esperti, che abbiamo appositamente raccolto per voi, cliccate qui. Se invece volete sapere come abbiamo deciso di comportarci, da un punto di vista informativo e giornalistico, rispetto a questo frangente, cliccate qui.

CORONAVIRUS: NUMERI E CONTATTI UTILI

  • I cittadini che risiedono nei Comuni lombardi indicati nell’ordinanza del 21 febbraio e hanno sintomi influenzali non devono recarsi in pronto soccorso ma chiamare il numero verde unico regionale 800.89.45.45; in alternativa chiamare il 112;
  • Le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, non devono chiamare il 118 e non devono recarsi in ospedale; devono rivolgersi al numero verde 800.46.23.40.; in alternativa chiamare il 112;
  • Per informazioni generali concernenti il Covid-19 (Coronavirus) chiamare il 1500.

Martina Toppi

Farnetico senza scusanti alla velocità della luce, ma fondamentalmente mi piace anche ascoltare le storie degli altri, per questo le cerco dietro ogni angolo. Dare voce alle storie potrebbe diventare un lavoro (perlomeno la direzione sembra essere quella), per il tempo libero invece cerco di mantenere alta la nomea di divoratrice di libri, spasmodica spettatrice di serie tv, occasionale scrittrice in erba di racconti e poesie. Nel frattempo studio Lettere antiche, tanto per dire che l'insalata non mi sembrava abbastanza mista."I have promises to keep and miles to go before I sleep" R. Frost

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