La voce di Dolores O’Riordan, il grido di dolore dell’Irlanda

La voce di Dolores O’Riordan, il grido di dolore dell’Irlanda

Ci sono ferite profonde che hanno segnato un popolo. Nel 1690 francesi e irlandesi, durante la Guerra Guglielmita, si posero a difesa delle mura di Limerick. Gli assedianti guglielmiti, fedeli al protestante Guglielmo III d’Inghilterra, furono scacciati dai cattolici dopo furiosi combattimenti. Le forze di Guglielmo tornarono nell’agosto del 1691. Limerick era ormai l’ultima roccaforte dei Giacobiti cattolici: i rinforzi promessi dalla Francia arrivarono tardi, i difensori furono massacrati sul Thomond Bridge. Il 3 ottobre 1691 venne firmato il Trattato di Limerick, che permetteva ai giacobiti di andarsene con pieni onori militari e salpare per la Francia. Due giorni dopo arrivarono i rinforzi agognati, ma il cattolico Patrick Sarsfield rispettò i patti e partì per la Francia con 19mila uomini (la Irish Brigade).

Andati via loro, i guglielmiti ripudiarono il trattato, conquistarono la città e diedero inizio alle persecuzioni contro la maggioranza cattolica. Limerick sarebbe diventata The City of the broken Treaty. Non c’è un irlandese della zona al quale non ribolla ancora il sangue, tutt’oggi, a parlare di quegli avvenimenti. Fieramente cattolica, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito poi. La grande carestia, l’emigrazione di massa, la Guerra d’Indipendenza e la Guerra Civile Irlandese. Limerick è sempre stata dalla stessa parte, anche durante gli anni bui dei pogrom di fine ‘800 contro la comunità ebraica o la disoccupazione e la miseria del periodo post-Seconda Guerra Mondiale.

 

La Madonna dei Sette Dolori

Ballybricken è uno dei paesi della contea di Limerick. Lavorare la terra o estrarre carbone erano le principali alternative, chi si spaccava la schiena allo scalo di Shannon era un privilegiato. Ma i figli sono pur sempre un dono di Dio, anche se in casa ce n’erano già sei, non sempre ben vestiti. La settima fu Dolores, chiamata così dalla madre in onore di Maria, Madonna dei Sette Dolori. L’educazione al cattolicissimo Laurel Hill Colaiste FCJ, i primi canti Gregoriani, la scoperta dell’organo della chiesa. E un futuro da suora che la madre aveva immaginato per lei. Ma a volte i figli del proletariato sfuggono al loro destino, e provano a cercarsene un altro seguendo le proprie inclinazioni. Dolores ascoltava i Depeche Mode e i Cure, le piaceva cantare e sognava di diventare ballerina di Flamenco. Scrisse la sua prima canzone quando aveva solo 9 anni, iniziò ad esibirsi proprio a scuola. Lei al centro dell’aula mentre suonava e cantava la sua canzone e i suoi compagni seduti attorno. Ma lei non era “cool”, non indossava le gonne. Era piccola e mingherlina, e spesso veniva messa in disparte.

 

L’infanzia rubata e il provino con la pianola a braccio

Soltanto molti anni dopo avrebbe svelato la tremenda verità del suo carattere introverso e remissivo. Quattro anni di abusi sessuali, tra gli 8 e i 12 anni, e l’impossibilità di parlarne per evitare lo scandalo. Limerick e la sua famiglia erano cattoliche, troppo cattoliche. Dolores teneva tutto dentro, ma il suo corpo ne risentiva: anoressia, disturbi bipolari, depressione, attacchi di panico. E da grande, il maledetto alcolismo che l’avrebbe uccisa.

Poi le cose cambiarono. Nel 1989 Noel e Mike Hogan, due fratelli di Limerick, formarono una band con il batterista Fergal Patrick Lawler e il cantante Niall Quinn. Il nome originale era The Cranberry-Saw-Us, un gioco di parole derivato da un alimento, la cranberry sauce. Iniziarono la solita trafila di prove in sale sgangherate e concerti nei pub: poi un anno dopo Niall lasciò il gruppo senza voce.

Fortuna volle che la sua ragazza avesse un’amica, una 19enne con una voce molto particolare. Dolores si presentò all’audizione con una pianola da braccio, con i pantaloni lunghi e un giubbotto molto più largo della sua misura. Mingherlina, timida e con gli occhi bassi: poi iniziò a cantare, e la timidezza scomparve. “Volevo dimostrare chi ero, e sapevo che potevo farcela”. E ce la fece: erano nati i Cranberries.

La sua voce era impregnata dell’aria dei vicoli sporchi, della fatica di chi lavorava il carbone, del terrore di una ragazzina violentata nel suo aprirsi al mondo. Era il grido di chi ha subito l’arroganza del dominio, la miseria della fame, l’umiliazione della fabbrica e delle miniere. Il suo canto era l’urlo del dolore di un popolo devastato dalla guerra, delle infanzie negate, delle vite spezzate in domeniche di sangue. Era la disperata richiesta del diritto all’esistenza di chi viveva ai confini dell’Impero di Sua Maestà.

Il profumo dei fiori, i maledetti ricordi

Ferite profonde che hanno segnato un popolo. “Mia madre lavorava tantissimo per pagare le bollette e mio padre era all’oscuro di tutto”. La madre seppe molto tempo dopo delle violenze, il padre mai. “Un giorno mia madre mi disse: ‘Senti il profumo dei fiori’. Ho sentito il profumo di una rosa e ho iniziato a piangere perché mi sono resa conto che da quasi sette anni non sentivo il profumo di un fiore. L’avevo dimenticato. Avevo dimenticato ogni cosa”. Nel 1999 Dolores scrisse una canzone, si chiamava Free Fi-Fo (ascolta qui): “Hai avuto così tanto di cui rispondere…Per rispondere, a rovinare la mente di un bambino. Come hai potuto toccare qualcosa, Così innocente e puro…Come si potrebbe ottenere soddisfazione dal corpo di un bambino…Tu sei vile, malato”.
Non aveva dimenticato tutto, purtroppo.

 

Gennaro Acunzo

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