Joshua: Teenager vs Superpower

Joshua: Teenager vs Superpower

Il porto profumato

1997. Sorge l’alba per l’ultima colonia inglese. Hong Kong, “il porto profumato”, è stata infatti la “perla” d’Inghilterra per ben 150 anni. I suoi cittadini sono educati “all’occidentale” e i loro valori, lo stile di vita, le tendenze politiche sono di stampo democratico-europeo piuttosto che comunista-cinese. Ecco perchè ad Hong Kong, nonostante faccia ormai parte della Cina, vige il principio “un paese, due sistemi”. Forse però sarebbe meglio dire vigeva poiché la potentissima Cina da un po’ di anni a questa parte rende sempre più esplicita la propria ingerenza. Questa la ragione degli ombrelli aperti in nome della libertà con i quali i giovani Hongkonghesi tentano schermarsi dalla minaccia comunista.

Dei recenti disordini ad Hong Kong tutti quanti abbiamo sentito parlare ma se così non fosse potrete rimediare leggendo l’articolo della nostra Martina Toppi che proprio qui su MentiSommerse ci ha spiegato cause ed origini del conflitto asiatico.

Un po’ meno conosciuta è però la “scintilla” che ha appiccato il fuoco giovanile. Per comprenderla dobbiamo tornare indietro di qualche anno e recarci ad Hong Kong nel quartiere South Horizon per conoscere Joshua Wong.

Joshua Wong: il supereroe della libertà

Nel 2011 Joshua ha 14 anni.

Come tutti sappiamo il “mestiere” di un ragazzino liceale consiste nello studio e nella scuola e questo varrebbe anche per lui se solo fosse un “ragazzino” come gli altri. Si dà il caso però che Joshua sia tutto fuor che questo. E’ piuttosto un supereroe che a pieni polmoni ha gridato la parola “libertà” e che, a soli 14 anni, si è preso sulle spalle la responsabilità della propria generazione recandosi in prima fila a combattere una battaglia contro quello che a tutti gli effetti si mostra essere un regime.

Ma Joshua non ha fatto semplicemente questo: il suo merito più grande sta nell’aver dimostrato a tutto il mondo che forza e determinazione dei giovani non devono esser sottovalutate e che se si ha un obbiettivo chiaro, concreto, condiviso non c’è nulla che non si possa tentar di cambiare. Come si sa “l’unione fa la forza”, basta essere in tanti, farsi sentire e non avere paura di lottare.

Scolarismo: a difesa di libertà di pensiero e di parola

scolarismo joshua wongNel 2012 il governo di Hong Kong decide di imporre un nuovo sistema di istruzione improntato sul nazionalismo e volto, senza tanti misteri, a sostenere il Partito comunista cinese.

E’ allora che Joshua Wong fonda Scolarismo, una libera associazione di studenti contro l’indottrinamento e volta a difendere la libertà di pensiero e di parola.

Hong Kong possiede un’identità molto forte che rischia di essere cancellata da quella della Cina. Non a caso una delle prime manovre d’integrazione politica agisce sulla scuola, il cui compito dovrebbe essere quello di formare neutralmente la coscienza critica di ogni individuo, fornendo gli strumenti da poter adoperare in futuro per scegliere consapevolmente, affinché nulla ci venga imposto.

D’altronde manipolare la didattica allo scopo di plagiare menti ancora “pure” è tipico di ogni regime, basti pensare a quanto avvenne in Italia sotto il fascismo con la Riforma Gentile.

Aiutato da alcuni amici Joshua inizia una serie di campagne e a distribuire volantini per difendere l’autonomia della politica educativa di Hong Kong dall’influenza di Pechino.

Joshua è determinato e coraggioso, ma sa che il cambiamento non può arrivare da un giorno all’altro. E’ cristiano, ma sa che solo con la preghiera non sarebbe cambiato nulla. E’ necessario agire, non essere soli, combattere.

Quattro giorni prima dell’entrata in vigore del programma d’istruzione nazionale Scolarismo occupa la piazza davanti alla sede del governo con l’intento di rimanerci fin quando questo non avesse ritirato il programma. Gli studenti dormono sul cemento per giorni, non si lavano, non si cambiano i vestiti. Resistono. Vincono. Un gruppo di ragazzini delle superiori ha costretto il regime cinese a fare un passo indietro: il programma d’istruzione nazionale non sarebbe stato obbligatorio. “Anche gli studenti possono cambiare la società”.

Scolarismo è stato sciolto nel marzo del 2016 e appena un mese dopo, ad aprile, Joshua Wong ha fondato Demosisto, un partito pro-democrazia che sostiene l’autorganizzazione di Hong Kong.

Occupy Central

Quando la Xi Jinping diventa il nuovo presidente cinese, nonché secondo leader più potente del pianeta, la Cina si rivela sempre più oppressiva nei confronti di Hong Kong. Il sistema elettorale è nei fatti controllato da alcuni grandi elettori in stretta relazione con Pechino.
Il 27 marzo 2013 nasce Occupy Central, una campagna di disobbedienza civile, fondata dal docente universitario Benny Tai, che promuove un sistema elettorale che viene deciso attraverso un processo democratico che soddisfa gli standard del suffragio universale. La campagna prevede l’occupazione del quartiere centrale degli affari di Hong Kong.
I leader di Scolarismo, che dominano la scena, si uniscono alla protesta in nome della democrazia. Si solleva così quella che verrà ricordata come “la rivoluzione degli ombrelli” (ombrelli che venivano utilizzati per difendersi dallo spray al peperoncino utilizzato dalla polizia).
Joshua Wong è il volto della protesta il cui impatto sulla scena mondiale non è dovuto al fatto di scendere in piazza, quanto piuttosto nel restarci nel tentativo di “svegliare la gente di Hong Kong e quella di tutto il mondo”.
Nel dicembre del 2014, dopo esser stati arrestati, i leader di Occupy Central sciolgono l’organizzazione.
Ma la lotta continua. Sono passati anni e ancora oggi ad Hong Kong giovani e studenti si battono strenuamente in nome della democrazia.

Il ruolo della polizia

polizia hong kong

L’atteggiamento della polizia verso i giovani manifestanti attivisti è decisamente ostile.

Gas lacrimogeni, cannoni ad acqua, scudi, manette, manganelli…Tutte le armi utilizzate per reprimere le proteste non sono cinesi, ma occidentali. Si, avete capito bene, gli agenti di Hong Kong sono equipaggiati dalla stessa comunità internazionale che ne denuncia la brutalità.

I veicoli speciali vengono prodotti dalla Mercedes-Benz tedesca (e assemblati in Francia), gli spray al peperoncino in Svizzera e gli scudi anti sommossa in Repubblica Ceca.

Ma è proprio dall’Inghilterra, matrigna del “porto profumato”, che arrivano le forniture più ingerenti.
“Questi ufficiali vengono dalla Gran Bretagna, paese dove i diritti umani, le libertà fondamentali, la giustizia e lo stato di diritto sono dati per scontati. È per questi principi che la gente dimostrava quando la polizia li ha attaccati” ha denunciato Joshua Wong al Sunday Times.

La violenza della polizia Hongkonghese è ormai un argomento di portata internazionale e a tal stanno prendendo posizioni forti le democrazie di tutto il mondo. O quasi, l’Italia infatti è rimasta in silenzio. Il nostro ministro degli esteri Luigi di Maio, in virtù dei sempre più frequenti legami con la Cina, ha affermato di non voler interferire con questioni riguardanti altri paesi. A rispondergli è Joshua Wong durante la videoconferenza con la Fondazione Feltrinelli Milano per il ciclo di incontri Move On, con un evento che potete rivedere a questo indirizzo.

“Bisognerebbe sempre ricordare i fattori della dignità umana. Sono rimasto deluso dal vedere che Luigi Di Maio ha fatto delle dichiarazioni sui diritti umani a Hog Kong, dicendo che non voleva interferire con altri paesi, tralasciando completamente le brutalità commesse dalla polizia”.

Joshua Wong: Teenager vs Superpower

Questo il titolo del documentario, disponibile su Netflix, che mi ha permesso di seguire, passo dopo passo, la storia di Joshua Wong. “Un ragazzo come tanti” che ha avuto il coraggio di non essere come tanti. Ciò che stupisce è l’innocenza che traspare dalle sue parole, dalla sua speranza, dalla sua fede:

“Credo nella libertà per Hong Kong, credo nella libertà per tutti”.

Joshua Wong ci ha rivelato una profonda verità: se la ribellione nasce da noi stessi, se possediamo la capacità di trasmetterla a centinaia, migliaia di persone, allora anche la più grande potenza del mondo inizierà a tremare.

Rachele Oggionni

 

Rachele Oggionni

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