IL CAMMINO DI SANTIAGO: Paulo Coelho

IL CAMMINO DI SANTIAGO: Paulo Coelho

Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. È il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo

Paulo Coelho è l’autore utile nel momento del bisogno, poiché con le sue storie non solo t’intrattiene ma ti indicata una possibile via per la tua  guarigione. 

Di certo non può essere una verità assoluta come la s’intende, ma perché non considerarla tale anche se tocca una sola persona? 

L’opera che ha suscitato in me queste parole è Il cammino di Santiago (edito per La nave di Teseo), letto dopo esser entrata nella penna dell’autore grazie alla raccolta Manuale del guerriero della luce. https://www.mentisommerse.it/2019/08/28/il-guerriero-della-luce-paulo-coelho/

Ne Il cammino di Santiago – peculiare poiché è la prima opera scritta e pubblicata da Coelho – sviluppa temi che poi approfondirà nell’opera sopracitata, pur costruendo una struttura narrativa insolita e agli antipodi. 

Il guerriero della luce simboleggia l’uomo qualunque che intraprende un Cammino, attraverso il quale giunge alla conoscenza, sua unica meta. 

Prima però è costretto ad affrontare mille prove, esercizi, insidie, pericoli e infine incontri che lo faranno dubitare della sua stessa persona e della fede che possiede. 

È un cammino mistico quello che separa l’uomo dalla sua spada, ossia dalla verità, utile se si vuole diventare un Maestro. 

Senza una guida però non ci sarebbe stato nessun Cammino, poiché questa figura rappresenta colui che per primo ha compiuto il viaggio, colui che sa sgridare e insieme accarezzare, colui che indica i giusti esercizi affinché l’iniziato si connetta con il proprio io. 

E così Petrus, il coprotagonista del romanzo, diventa per Paulo, il viaggiatore, ciò che Virgilio fu per Dante. 

Interessante è il fatto che l’opera sia ispirata al reale viaggio verso Santiago di Compostela (Spagna) che Paulo Coelho compie nel 1986. Rendendo universale, attraverso un romanzo d’avventura, ciò che è particolare.

Intrigante è la chiave di lettura religiosa che percorre l’intera opera, ma notevole è soprattutto la capacità dell’autore di rendere facilmente interpretabile il significato intrinseco del romanzo anche per coloro che non credono.  

Talvolta la fede sfocia nella magia e il senso di trance che gronda dalle pagine rende possibile anche per il lettore compiere il Cammino pur non camminando. Ma non è forse questo il potere della letteratura? 

E così Coelho offre a tutti i suoi lettori non solo la possibilità di conoscere luoghi e culture nuove, ma percorrere passi veloci e lenti dentro di noi, affinché i limiti e le paure, che possono avere radici antiche, si mostrino. 

Come già accennato ho iniziato questa lettura per stare bene e per conoscermi un po’ di più, l’altra ragione è che non c’è viaggio che desidero di più fare. 

La prima aspettativa non è stata tradita, la seconda invece è stata fomentata, e mi ha aiutato a capire che non serve solo una buona forza mentale utile a superare le crisi, delle buone scarpe che torniscono i piedi delicati che mai così tanto hanno camminato, serve soprattutto la spiritualità. 

Non è innata, così come per tutto serve allenamento. Importante specificare che questa prescinde dalla religione, sì talvolta si possono incrociare, ma non è necessario. 

Solo attraverso la spiritualità conosci te stesso ed è un po’ simile ad una barca che, come dice Coelho, non è stata costruita per stare chiusa nel porto, anche se questo pare essere il luogo più sicuro. 

Francesca Sala

Quasi laureata in lettere. Lettrice per tutti, scrittrice per gli amici. Teatrante e musicista dilettante.

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