Pino Insegno contro i doppiatori: “Mancate di rispetto al pubblico che vi ama”

Pino Insegno contro i doppiatori: “Mancate di rispetto al pubblico che vi ama”

Se c’è una cosa in cui l’Italia eccelle è il doppiaggio. Si, ok, la pizza, la pasta, la criminalità organizzata, certo. Ma qua si parla di arte, quindi concentriamoci sui doppiatori.

Lasciate perdere per un secondo l’eterna lotta tra lingua originale e voci prestate. Al di là di come la si pensi, non si può ignorare il fatto che il settore del doppiaggio in Italia sia tradizionalmente florido e attivo, e che goda di sostanziali riconoscimenti anche da parte dello star system internazionale. Da Kubrick e Matt Groening, non è cosa rara che arrivino apprezzamenti per le versioni doppiate in italiano di film e serie tv, con molti casi in cui l’interpretazione dell’attorone di turno sia stata addirittura surclassata e migliorata da chi gli ha prestato la voce.

Guardatevi Il Gladiatore in inglese, vi verrà voglia di fare un bonifico istantaneo a Luca Ward.

Per legittimare e celebrare degnamente il mondo dei doppiatori italiani, undici anni fa è partito il Gran Premio Internazionale del Doppiaggio, ideato e organizzato da Filippo Cellini e Pino Insegno. Quest’ultimo ha bisogno di poche presentazioni. Da Will Ferrel a Viggo Mortensen ha doppiato un bel po’ di gente, e se non ve lo ricordate per questo, ve lo ricorderete per essere l’unico che faceva ridere tra i quattro della Premiata Ditta. Torneremo a Pino Insegno dopo un rapido excursus sui premi e sull’andamento della serata, rapido perché tanto lo so che vi interessa solo della sfuriata di cui parla il titolo…

Premi molto variegati, nomination che tengono conto di serie tv e film senza distinzione, e la cosa è giusta se si pensa che gli stessi studi di norma lavorano a più prodotti differenti in contemporanea, con maestranze e doppiatori che ruotano più o meno periodicamente.
Tra i premi tecnici si segnalano Miglior Direzione del Doppiaggio a Rodolfo Bianchi per Beautiful boy, e il Miglior Adattamento a Francesca Draghetti per La vita di un attimo. Tra i premi di categoria, Miglior Serie d’animazione a Bojack Horseman (ritira il premio Chiara “Diane Nguyen” Gioncardi), Miglior film a Joker, a cui si lega pure il premio per Miglior voce maschile, consegnato all’ormai avviato figlio d’arte Adriano Giannini, tra le urla festanti del pubblico in sala (specie quello femminile). Miglior voce femminile per Valentina Favazza, neomamma assente giustificata. Premio del Pubblico per i sempreverdi Domitilla D’amico (Emma Stone, Scarlett Johansson, Margot Robbie…) e Francesco Pezzulli (Di Caprio, Di Caprio, Di Caprio…). Premio alla carriera per il mitologico Pino Colizzi.

La serata. I momenti più esaltanti si contano su una mano monca. Si va dallo sketch d’apertura tra Luca Ward e Pino Insegno, al doppiaggio live di Pezzulli su una scena madre di Titanic, frutto di una scommessa persa proprio da Pezzulli durante una partita a FIFA contro Maurizio Merluzzo, presente all’evento in qualità di uomo-social (molto più a suo agio sul palco rispetto a colleghi ben più navigati di lui). Per il resto è stata una serata spropositatamente lunga e noiosa, ma non per demeriti particolari degli organizzatori, anzi proprio Pino Insegno riesce a tenere alta l’attenzione e a strappare qualche risata nonostante una cerimonia di premiazione tenda sempre a essere noiosa di natura. Il fatto è che andrebbe semplicemente asciugata una scaletta che a conti fatti dedica alle premiazioni praticamente mezz’ora su due ore e mezza, dando troppo spazio a siparietti di dubbia utilità e a tante, tantissime chiacchere sulle problematiche del mondo del doppiaggio, che per quanto siano utili e costruttive, risultano stucchevoli persino per gli addetti ai lavori.

E qui torniamo all’invettiva a cui fa riferimento il titolo palesemente click bait. Ad un certo punto della serata, il buon Pino, presentatore-organizzatore dell’evento, che già si era dovuto sorbire battutine e prese in giro nemmeno troppo velate da certi colleghi che evidentemente non nutrono tutta questa simpatia nei suoi confronti, decide di togliersi la maschera del buon viso e si mette a fare il cattivo gioco, prendendo di mira i numerosissimi “vip” che affollavano la platea, o meglio che non la affollavano più. Proprio le sedute davanti al palco, infatti, si sono svuotate pian piano di tutti coloro che avevano il loro bel posto riservato in qualità di addetti ai lavori. Può capitare di avere impegni improvvisi o problemi di noia, ma la cosa è stata talmente palese e così poco discreta, da scatenare le ire di chi ogni anno “non ci guadagna nulla, anzi ci rimette” per organizzare una serata di premiazioni rendendola comunque appetibile e leggera, una festa per una categoria sempre più amata dal pubblico. Insegno si scaglia senza colpo ferire contro i colleghi che snobbano il mestiere, magari presentandosi in sala doppiaggio “col culo che gli rode già alle 9 del mattino”. E ancora “spero che gli abbiano rubato la macchina qua fuori, o che tornino a casa prima e la moglie non lo sapeva…”. Poi ricorda che almeno 1500 persone non hanno avuto la possibilità di entrare all’Auditorium (serata a inviti con possibilità per il pubblico di prenotare dei posti limitati su internet) e che molti suoi colleghi invece si alzano e vanno via perché rosicano di non aver vinto.

La tocca piano, insomma. Con un tono schietto, ma che lascia trapelare di avere più sassolini dentro le scarpe che Jovanotti dentro le tasche. Lo sfogo ha sicuramente risvegliato e convinto il pubblico, che applaudiva convinto e concorde con quanto stesse avvenendo. Qualche timido applauso arrivava pure da alcuni colleghi ancora presenti in sala, ma stando ben attenti a non mostrare particolare entusiasmo.

Certo è che il mondo del doppiaggio è un ambiente affascinante e allo stesso tempo pieno di zone d’ombra più buie delle sale in cui si svolge questo lavoro. Un mondo fatto di voci di corridoio, di lobby familiari, di simpatici e antipatici, di corsi e ricorsi storici che fanno solo male e dividono una categoria di mestieranti che mai come in questo periodo avrebbe bisogno di coesione e di far capire al pubblico di avere ancora una sua utilità.

Perché a mettere i sottotitoli ci vuole un click.

 

 Di seguito la diretta completa della serata.

  • Lo sfogo di Pino dal minuto 2.51.00 circa
  • Il doppiaggio di Pezzulli a 2.45.00 circa
  • Lo sketch d’apertura… in apertura.

 

Riccardo Greco

Videomaker con licenza di scrittura. Ha all'attivo un po' di tutto, cortometraggi, webserie, videoclip, format tv, tutto scritto, diretto e montato. Se la canta e se la suona, insomma, ma sempre con la stessa passione.

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