Margaret Atwood : una tramite per tutte le Ancelle

Margaret Atwood : una tramite per tutte le Ancelle
Il racconto dell'ancella
L’Ancella

“Era vero, davo tutto per scontato: avevo fiducia nel destino, allora”, racconta Margaret Atwood nel suo “Il racconto dell’Ancella”

Sono sempre più rari e preziosi i momenti in cui ci fermiamo a riflettere. Siamo talmente presi dalla frenesia della vita, dagli impegni, dalle cose da fare che spesso non ci accorgiamo di quanto tutto ciò che abbiamo non sia affatto scontato. Se un giorno ci svegliassimo e tutto fosse cambiato? Se tutti quei valori che ormai rappresentano una certezza nelle nostre vite come la libertà di fare, di amare, di pensare ci fossero negati all’improvviso? Questo è proprio ciò che accade nella neonata Repubblica di Gilead dipinta nel romanzo Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood.

“La normalità, diceva Zia Lydia, significa ciò cui si è abituati. Se qualcosa potrà non sembrarvi normale al momento, dopo un po’ di tempo lo sarà. Diventerà normale”.

IL RACCONTO DELL’ANCELLA: UNA STORIA DA RACCONTARE

È mattina, il popolo americano si sveglia ma qualcosa è cambiato: l’aria è opprimente, il mondo è stato devastato dalle radiazioni atomiche e un velo di totalitarismo si stende sugli Stati Uniti. Il regime mono teocratico di questa società del futuro si basa sul controllo del corpo femminile che diventa a tutti gli effetti un oggetto, una macchina adibita alla riproduzione. Il racconto dell’Ancella, un libro per noi facilmente reperibile in una qualsiasi libreria o biblioteca, è in realtà un vero momento di trasgressione. Offred, un’Ancella, una di quelle donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare riserva a noi i suoi racconti di rabbia, sfruttamento, paura in un mondo che, seppur repressivo, non riesce ad annullare i desideri e il bisogno d’amore che si incastra tra queste parole: abbiatene cura.

BOOKER PRIZE 2019 : EX AEQUO TRA MARGARET ATWOOD E BERNARDINE EVARISTO

Margaret Atwood
La consegna del premio a Margaret Atwood e a Bernardine Evaristo

Potrebbe apparire presuntuoso o superfluo cercare di introdurre Margaret Atwood e ridurre la sua arte a poche righe di presentazione, cercherò dunque di focalizzarmi su un traguardo importante quanto recente della scrittrice canadese: il 14 ottobre di quest’anno a Londra le è stato conferito, congiuntamente alla scrittrice Bernardine Evaristo, il Booker Prize: il maggior premio letterario in ambito britannico. I romanzi premiati sono stati The Testaments di Margaret Atwood – il seguito de Il racconto dell’Ancella pubblicato per la prima volta nel 1985 – e Girl, Woman, Other di Bernardine Evaristo. Tale cerimonia è stata contraddistinta da importanti traguardi: la spartizione del premio è avvenuta tra due donne e, per di più, Bernardine Evaristo è la prima donna di colore alla quale sia stato assegnato il Booker Prize. A questo link della BBC potete trovare il discorso delle due scrittrici durante la premiazione.

NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE

È agghiacciante rendersi conto che Margaret Atwood ne Il racconto dell’Ancella non abbia dovuto ricorrere più di tanto alla fantasia per impartire un soffio vitale ai propri personaggi, per animare le loro vite. Le è bastato attingere dal passato, scavare indietro nel tempo e riaprire le ferite di coloro i quali hanno vissuto (se di vita si può parlare) al cospetto di regimi dittatoriali. Suddivisione strategica in categorie, epurazioni di massa, controllo eccessivo, divieti, censure, torture rimandano agli orrori dei campi di sterminio nazisti e ricordano che il male, se non strettamente circoscritto, se non correttamente valutato, può nuovamente esplodere e distruggere.

“Era così che si viveva allora? Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà”.

Le distopie, come quella dipinta dalla scrittrice canadese, affondano sempre le proprie radici su una base di paure realmente percepite dalla società che le genera. Oltre ad essere una satira energica contro i regimi totalitari credo che questo libro voglia colpire il cuore della società attuale: assopita, stanca, inerte. Avete mai tentato di tradurre in azioni i vostri pensieri? Avete mai cercato di battervi per ideali che ritenete validi quanto giusti? . “Fare” non significa solamente venire a patti con la materialità, significa capacità di adattamento, di improvvisazione in una realtà sempre più virtuale.

IL CORPO FEMMINILE : UN CONTENITORE DA RIEMPIRE

Il corpo delle donne
Nessun contenitore da riempire

Il “fare” e il “farsi” dell’essere umano concerne in primo luogo il corpo che diventa una delle tematiche portanti de Il racconto dell’Ancella. Che le Ancelle non siano altro che macchine adibite alla riproduzione ce lo dice già l’immagine che Margaret Atwood ritrae di queste giovani donne: totalmente vestite di rosso, un colore ambiguo che sta a metà tra la vita e la morte, un colore sgargiante che le mette involontariamente sotto i riflettori degli Occhi, sotto stretto controllo del potere. Il tema della mercificazione del corpo femminile è sempre, purtroppo, di estrema attualità. Se non propriamente femminista si tratta sicuramente di un romanzo che mette in luce come il corpo femminile sia stato un terreno sul quale esercitare controllo da parte di qualsiasi potere fino ad arrivare a quello mediatico. L’immagine della donna che viene veicolata dei media è spesso fasulla, inesistente, bellezze surreali e stereotipate che hanno una profonda ricaduta sul senso comune.

«Noi abbiamo dato loro più di quanto non abbiamo tolto» dice il comandante. «Pensate alla situazione in cui si trovavano prima, pensate ai bar per donne sole, all’indegnità degli appuntamenti a sorpresa. Era il mercato della carne. Non ricordate il terribile divario tra coloro che potevano avere un uomo facilmente e quelle per le quali era impossibile? Alcune di loro, prese dalla disperazione, deperivano per dimagrire, altre si gonfiavano i seni col silicone, altre ancora si facevano tagliare il naso. Quanta infelicità! […].

LA GIUSTA MISURA DELL’AMORE SECONDO MARGARET ATWOOD

Per sopravvivere Offred deve tenere a bada i ricordi della sua vita precedente, rientrare in sé stessa. Ecco che i ricordi diventano l’unica traccia di una vita emotiva congelata in un modo difensivo.

“gli strofinacci sono gli stessi di sempre. Talvolta questi barlumi di normalità mi giungono di sorpresa, come imboscate. Le cose comuni, abituali, mi colpiscono come un richiamo violento, quasi un calcio”.

Le estreme ristrettezze vengono presentate alle Ancelle come doni, possibilità di liberazione dai pericoli imposti dalla società precedente: libertà di espressione, di pensiero, di provare emozioni. Private dei propri nomi originali, sottratte ad una vera esistenza, viene loro assegnato un patronimico ad indicare l’appartenenza a qualcuno.

“Pensare ad un bacio vuol dire pensare immediatamente ai riflettori che si accendono, ai colpi di fucile”.

Le parvenze di amore che troviamo all’interno del testo non sono altro che ulteriori espressioni della paura che invade la nostra protagonista: amare con paura significa attaccarsi morbosamente a qualcuno che riteniamo indispensabile per la nostra esistenza. È perché non si riesce ad amare sé stesse che si ha bisogno di qualcuno a conferma del proprio valore, dell’essere amabili. Dal disamore di sé, dalla sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità si crea nella donna la paura di non essere più amata.

LA POLVERE DEL POTERE SI INSINUA NEGLI ANGOLI

Power
La forza del potere

Le interazioni sociali ci offrono un ricchissimo campionario delle forme di potere poiché quasi nessun tipo di relazione sociale può esserne esente. Dunque, non possiamo definire “sbagliato” qualcosa che, per natura, domina l’essere dell’uomo. Dovremmo piuttosto soffermarci sull’abuso del potere e sul modo di gestirlo. Come ci ricorda Michel Foucault il potere è ovunque, è capace di mille trasformazioni e si sottrae ai recinti istituzionali. Viviamo in un’epoca in cui i demoni del potere tornano a colonizzare un Occidente ormai vinto dall’antico virus della mercificazione dei corpi e delle persone. Informazione, comprensione e azione è ciò che Margaret Atwood ci invita a considerare, non ritenere che nella ricerca del meglio si annidi sempre ciò che è preferibile. Le cose giuste per qualcuno non è detto lo siano per tutti, per questo è importante, se non fondamentale, l’opinione di tutti.

“Noi abbiamo pensato di poter fare meglio”. “Meglio?” ho mormorato con un filo di voce. Come poteva crederlo? . “Meglio non significa mai il meglio per tutti” ha detto. “Ma sempre, per alcuni, significa il peggio”.

Il ritmo della narrazione è estremamente lento, la percezione del tempo che scorre è ritardata, scandita dai passi di donne troppo vestite per sentire il rumore della libertà che le ha abbandonate.

“Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo”.

Il finale del libro rimane aperto e lascia spazio ad ogni fantasia del lettore, proprio per questo ritengo che il racconto si presti molto bene per la scenografia di una serie tv. Infatti nel 2017 Bruce Miller ideò una serie televisiva basata sul romanzo Il racconto dell’Ancella che riscontrò grandissimo successo: la serie, tra i vari premi vinti, vanta 9 Emmy Awards e 2 Golden Globe.

Affinché il messaggio contenuto del libro di Margaret Atwood possa tramandarsi, affinché possiamo acquisire la giusta motivazione per tradurre le nostre idee in qualcosa di concreto e utile vi consiglio vivamente questa bellissima lettura. Perché, così come scrive Martina Toppi nel suo articolo da Milano all’Africa, Bookcity 2019: quando le cose crollano, i libri possono muovere il mondo e aiutare a cambiarlo. Se volete leggere sulla distopia andare a dare un’occhiata all’articolo scritto per la nostra rubrica Muse d’inchistro da Sara Rainoldi sul romanzo di Aldous Huxley Il mondo nuovo / ritorno al mondo nuovo.

Buona lettura a tutti!

 

 

Valentina Sprega

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