Ti scelgo un libro

Ti scelgo un libro

Scelgo io o decidono loro? Come stabilire le letture da fare durante l’anno? I libri assegnati per le vacanze non bastano: c’è un mondo di storie, più o meno collegate al programma che si svolge durante l’anno, che i ragazzi dovrebbero avere l’occasione di conoscere.

Pensate ai classici: quando avete letto Madame Bovary? La coscienza di Zeno? Cent’anni di solitudine? Molti di voi risponderanno che li hanno letti negli anni delle scuole superiori, assegnati da una professoressa di Lettere a cui non interessava proprio nulla dei vostri gusti. Se, però, quella stessa professoressa non vi avesse “obbligati”, quasi sicuramente non avreste mai conosciuto i tormenti di Emma Bovary, o le verità nascoste da Zeno Cosini.

Un libro indigesto

«Prof, a me non piace proprio questo genere di libri: troppe descrizioni e, poi, la guerra, la storia d’amore e tutto il resto… Io preferisco i thriller: non mi annoiano e mi fanno andare avanti velocemente fino all’ultima pagina». Così ha esordito una mia alunna durante la discussione su Una questione privata, libro assegnato il mese scorso.

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Hanno letto un romanzo, oltretutto un grande classico. Al di là della modesta vittoria per averli impegnati per un ragionevole periodo di tempo con un’opera rilevante per la qualità della lingua (credo che il contatto con testi ben scritti dia ottimi risultati, spesso inconsapevoli), e per la rilevanza storica della testimonianza.

Classici vs contemporanei

I gusti personali degli adolescenti, tuttavia, quasi mai coincidono con le convinzioni degli insegnanti e, soprattutto, con le direttive ministeriali che “prescrivono”, durante il triennio delle scuole superiori, un progressivo avvicinamento al Novecento, attraverso la lettura di romanzi che agevolino la comprensione del programma dell’ultimo anno.

Vogliono essere trattati da adulti, quindi scegliere da soli: ma fino a che punto è lecito lasciarli fare? Nel caso in cui leggano (fatto che non è sempre così scontato!), è possibile che abbiano già un proprio gusto? Basta saperli ascoltare e accostarsi alle loro letture con curiosità e senza pregiudizi.

Un libro per la prof

Non ho scritto “pregiudizi” casualmente: chi insegna materie umanistiche (e noi insegnanti di Lettere in modo particolare), a prescindere dall’età e dagli anni di esperienza, ha la tendenza a diffidare dalle letture “di moda” fra i ragazzi e, più in generale, dai casi letterari. Anche se, grazie alla nostra formazione, pensiamo di avere un gusto più raffinato, accostarci alle letture degli studenti può essere una buona occasione per capire quali sono i temi che più appassionano i ragazzi e quale stile cattura di più la loro attenzione. E, magari, ripensando ai libri che abbiamo letto, potremo assegnare loro un buon classico che li tenga “incollati fino all’ultima pagina”.

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La sfida è aperta: un libro per la prof, così che la prof possa assegnarvi un libro finalmente interessante anche per voi. Nel frattempo, io proseguo la lettura di La verità sul caso Harry Quebert, consigliato dai miei alunni.

Alice Cavinato

Alice Cavinato

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