Fluttuando tra Cile e magia: La casa degli spiriti di Isabel Allende

Fluttuando tra Cile e magia: La casa degli spiriti di Isabel Allende

Ehi voi, sì, mi rivolgo a voi. Lettori della metro e dei mezzi pubblici, lettori del tragitto casa-lavoro, lettori indaffarati e “senza-neanche-un-minutino”. Ecco voi, lettori metropolitani, avete mai assaporato qualche pagina dell’Allende in una grigia mattina come tante? Vi siete mai lasciati trasportare in un mondo altro, tanto lontano dal vostro da sembrare surreale, ma così vividamente dipinto da apparire paradossalmente vero? Beh, se non l’avete fatto, dovreste.
Colori, tanti colori. Di ogni tonalità. Questa è l’immagine che rimarrà nella vostra memoria se concederete un po’ del vostro tempo alla lettura de La casa degli spiriti di Isabel Allende, ambientata nel distante Cile.

Quello che a me la celeberrima autrice cilena ha concesso è stato un pizzico di brio, di avventura e di suspense in un uggioso inverno universitario. Ho sognato ad occhi aperti. Ho momentaneamente spiccato il volo dalla mia malinconica, seppur bellissima, Milano. Sono atterrata con leggerezza nel variopinto Sud America. Mi è sembrato di conoscere i fantastici personaggi di questa storia, che per un po’ è stata anche la mia storia. Ho vissuto in un mondo alternativo a quello reale, un mondo esistente solo nella letteratura, un mondo che è l’unico a permetterci un po’ di tregua dalla routine quotidiana.

UN TUFFO NEL ROMANZO

Tre donne. Clara, Blanca e Alba. Sono loro le protagoniste di una storia familiare che narra di tre generazioni coinvolte in assurde e affascinanti avventure. Amore e odio, tenero affetto e cruda violenza, vita privata e politica sono i tradizionali binomi che si intrecciano brillantemente come fili di una luccicante tela all’interno di un romanzo che è un ossimoro per definizione, appartenendo al genere del realismo fantastico. Si tratta di un racconto che ha tutte le carte in regola per essere credibile, ma che poi, come all’improvviso, lascia spazio al più inverosimile degli avvenimenti, che spiazza il lettore e lo lascia senza fiato, eppure ancora desideroso di conoscere qualcosa di più per tentare di dare un senso all’insensato.

A stupire non è solo il naturale verde smeraldo dei capelli di Rosa, sorella di Clara, o la sua bellezza indescrivibile, ma anche e soprattutto i poteri soprannaturali che Clara stessa dimostra di possedere. Ella durante la sua intera vita si rivela una madre e una moglie devota (di un marito, Esteban, tutt’altro che amorevole). E’ una donna assolutamente eccezionale, ma allo stesso tempo fragile nella sua umana intimità tanto da rimanere in silenzio per anni dopo aver assistito ad eventi sconvolgenti o averli vissuti in prima persona. Sua figlia, Blanca, è apparentemente una ragazza più ordinaria. Eppure il suo cuore viene conquistato da un giovane colono delle “Tre Marie” (possedimento della famiglia di Blanca), Pedro Terzo Garcia, un rivoluzionario, una vera “testa calda”, fortemente odiato tra le altre cose dall’austero padre della fanciulla. In pochi e fuggevoli incontri d’amore, osteggiati da Esteban senza successo, i due concepiscono la dolce Alba.

Gli ultimi giorni prima di tornare in città, la passione estiva acquisiva caratteristiche drammatiche, perché di fronte all’imminenza di una nuova separazione, i giovani approfittavano di ogni momento possibile per amarsi sfrenatamente.

Ella, unica donna con la quale il nonno Esteban sia mai riuscito a instaurare un rapporto di sincero affetto, si farà coinvolgere in complessi e intricati eventi amorosi e politici fino ad ospitare nella “casa dell’angolo” i rivoluzionari del Cile tra le cui file è schierato Miguel, il ragazzo di cui è innamorata.

L’universo femminile, costituito da donne determinate, ma pur sempre sensibili, e quello maschile, caratterizzato da uomini freddi e perfino crudeli, come Estaban, oppure estremamente passionali in tutto ciò in cui si cimentano, come Pedro Terzo Garcia, si incastrano l’uno nell’altro per formare un mondo che nel suo caos raggiunge uno stabile equilibrio.

UN INNO ALLA FEMMINILITÀ

A mio parere, tale romanzo può dirsi a tutti gli effetti un inno alle donne, una sorta di esortazione all’odierno “girl power”, motto usato forse in maniera poco consapevole sui nostri social. Isabel Allende sembra voler ricordare alla nostra società che la donna non è necessariamente un anonimo angel of the house, per citare Virginia Woolf. E per questo ci racconta di donne guerriere sia all’interno sia al di fuori delle pareti domestiche. Donne che, anche se potrebbero apparire all’ombra dei propri uomini, in realtà ne sono il vigore e la stabilità.

Clara, Blanca e Alba hanno fatto sì sacrifici per altri, anzi ne hanno fatti moltissimi, in particolare per amanti, padri, nonni. Eppure, ognuna a suo modo, tutte e tre le protagoniste sono sempre riuscite a mantenere la woolfiana room of their own. Esse hanno continuato a coltivare i propri interessi e a difendere i propri ideali, superando impedimenti e difficoltà, facendosi valere quando è stato necessario.

Clara, in particolare, eterea e leggera, non permette al suo autorevole, e alle volte violento, marito di sottometterla. Al contrario, ella si oppone con una fermezza quasi impensabile alle decisioni di Esteban che lei non condivide. E alle botte che conseguono alla sua determinazione risponde con il silenzio fino alla fine della sua vita. Il suo potere sta proprio nel sottrarre al suo uomo quell’affetto di cui egli ha ossessivamente bisogno. Ella vince perché Esteban, pur potendo possederla fisicamente contro la sua volontà, non può arrivare al suo cuore, alla sua intimità e al suo magico spirito, dal momento in cui perde il suo rispetto.

Non era diminuito il desiderio che avevo nutrito per lei quando l’avevo sposata, volevo possederla completamente, fino al suo ultimo pensiero, ma quella donna diafana mi passava accanto come un soffio e, anche se la immobilizzavo con due mani e l’abbracciavo con brutalità, non riuscivo a imprigionarla. Il suo spirito non era con me.

D’altronde la scrittrice stessa incarna molte delle qualità attribuite alle donne dei suoi romanzi. Ella infatti oltre ad essere un’autrice e una giornalista di successo, si è anche cimentata attivamente nella vita politica della sua patria, il Cile. Proprio come Alba, infatti, si è impegnata a favore dei perseguitati del regime dittatoriale instaurato dal Generale Pinochet con il colpo di stato dell’11 settembre 1973, trovando loro asilo politico e rifugi sicuri.

IL CILE: UN PAESE TORMENTATO

Isabel Allende nella sua opera fa trasparire sapientemente l’immagine di un paese, del suo paese, piegato dalle vicende politiche della sua epoca. Ed ecco che nuovamente la fantasia incontra la realtà. E ancora La casa degli spiriti concede all’autrice l’occasione di parlare della sua vita, della sua quotidianità e di ciò di cui ha diretta esperienza.

Isabel Allende narra gli orrori delle guerre civili e della dittatura. E lo fa a buon diritto. Non solo suo padre, seppur per lei poco presente, era un diplomatico, ma soprattutto suo zio, che garantì a lei bambina e alla sua famiglia di vivere dignitosamente, fu niente meno che Salvador Allende, presidente del Cile fino al 1973, rimasto ucciso nel colpo di stato di Pinochet. Divenuta insostenibile la situazione nella sua amata terra d’infanzia in seguito a tale traumatico evento, l’Allende decise di trasferirsi prima in Venezuela, poi, in seguito a seconde nozze, in California dove vive tuttora.

Lei cercava di spiegare il punto di vista di Miguel: che non si poteva aspettare oltre il lento passo della storia, il laborioso processo di educazione e organizzazione del popolo, perché il mondo avanzava a balzi e loro rimanevano indietro, che i mutamenti radicali non avvenivano mai con le buone e senza violenze. La storia lo dimostrava.

Ancora oggi infatti il Cile è segnato da una profonda instabilità innanzitutto politica come dimostrano le violente proteste avvenute nei giorni passati. Il 18 ottobre sono iniziate una serie di manifestazioni di malcontento, prima relativamente pacifiche e poi sempre più aggressive, contro il governo. La causa scatenante, ossia l’aumento del prezzo del biglietto della metropolitana a Santiago, la capitale della nazione, è solo un pretesto. Dietro questo si celano una serie di ragioni più profonde legate alle forti disuguaglianze economiche e sociali nonché alla sfiducia nei confronti dell’attuale presidente del Cile, Piñera, che gode di assai scarsa popolarità. Volete saperne di più sul perchè si protesta in Cile? Per scoprirlo, basta cliccare qui.

La casa degli spiriti può essere ormai definito un “classico”, secondo la concezione calviniana. Si tratta infatti di un’opera che in un’epoca diversa da quella in cui è stata scritta continua a sollecitare il suo pubblico a riflettere riguardo a tematiche sempre attuali.

Per chi volesse conoscere qualcosa di più sull’autrice cilena, è disponibile su Viaggi di carta Amazzonia: la città delle bestie, (basta cliccare qui), nonchè un articolo della nostra rubrica Io scrivo dedicato a Isabel Allende, con tutti i segreti e i trucchi del mestiere che la Allende ha condiviso negli anni col suo pubblico: per saperne di più cliccate qui.

 

Penelope Volpi

Penelope Volpi

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