Lucca crepa

Lucca Comics and Games è una manifestazione che catalizza nella città toscana centinaia di migliaia di appassionati di fumetti, anime, film, serie tv e videogiochi. Una settimana in cui, per le strade nelle mura, è facile incontrare i cosplay, ovvero persone mascherate dai loro personaggi preferiti. Questo fenomeno rende Lucca una città in cui il medioevo, che rieccheggia nell’architettura che la circonda, si fonde con il fantasy, dando vita ad un contrasto che fa emozionare e sorridere. È una di quelle esperienze da fare almeno una volta della vita.

Come ogni manifestazione che si rispetti però, ci sono pro e contro. Se da una parte l’incredibile afflusso di persone da tutta Italia, e non solo, porta enormi introiti, dall’altra c’è il rovescio della medaglia. Nelle ultime settimane ha avuto un grosso riscontro mediatico la vicenda dei felpati (operatori di fiera) e delle guardie notturne, nella fattispecie la loro remunerazione. Gli stipendi previsti non superano i 5 euro all’ora. Ciò significa che passare una notte al freddo, con la pioggia che c’è in questi giorni a Lucca, senza la possibilità di poter fare nient’altro che dormire nelle ore diurne, vale meno di 50 euro. Da qui nasce Lucca Crepa, una protesta che in poco tempo ha trovato grossa visibilità e che sta facendo discutere. Abbiamo raggiunto Marco P, uno dei promotori di Lucca Crepa, che ci ha spiegato nel dettaglio i motivi della protesta e quali sono i loro programmi in futuro.

La nascita di Lucca Crepa

“Lucca Crepa nasce da dei ragazzi, ex dipendenti, guardie notturne e addetti stampa, che da circa un anno – novembre 2018 – hanno evidenziato come privati cittadini delle problematiche che si sono venute a creare. Ci sono dei paradossi all’interno della più grande manifestazione che ospita Lucca, la più grande manifestazione europea del fumetto: Lucca Comics. Si tratta di persone che lavorano per questa manifestazione da anni – alcuni persino dal 2012/2013 – e che si sono accorte che alle spalle di una manifestazione diventata enorme c’è un grande paradosso: un’enorme crescita delle entrate, giunte tra 2017 e 2018 rispettivamente a 9 e 15 milioni di euro, e una riduzione degli stipendi dei dipendenti fino al 40/50%. Queste persone si sono chieste: com’è possibile che un aumento del giro d’affari avanzi di pari passo a una riduzione degli stipendi dei dipendenti che hanno reso possibile questa stessa manifestazione? Si tratta di circa 500 persone. Alla fine abbiamo deciso di incontrarci in assemblea e di agire per trovare delle soluzioni, per sollevare il problema nella maniera più rumorosa possibile. Ed è quello che, per fortuna, sta succedendo”.

Lucca Crepa durante i Comics

“Durante il Lucca Comics abbiamo in programma diversi incontri con la stampa, anche testate nazionali. Vogliamo anzitutto informare del fatto che i contratti che i dipendenti di Lucca Comics vanno a firmare non presentano in alcun modo l’indicazione dell’ammontare dello stipendio e della tariffa oraria. Questi dipendenti peraltro sono ragazzi giovani, di circa vent’anni, quindi alle prime armi, per quanto riguarda i parcheggiatori; per quanto riguarda invece le guardie notturne si tratta di persone che accettano questa situazione perchè hanno assolutamente bisogno di guadagnare qualcosa. Saremo presenti durante la manifestazione e fisicamente in fiera, portando avanti un’azione di volantinaggio che già abbiamo inziato: lo faremo come ex dipendenti. Vogliamo denunciare queste condizioni perchè non solo non fanno bene, secondo noi, ai dipendenti, ma neppure alla manifestazione stessa. La credibilità dei Lucca Comics viene intaccata da questo tipo di gestione del personale. Noi prima di tutto amiamo Lucca Comics e la città, da quando siamo bambini infatti facciamo parte di questa manifestazione”.

Perché Lucca Crepa?

“L’accezione di “Lucca Crepa” non è “Lucca muori”, assolutamente. Stiamo parlando di un gioco di parole che si basa sull’espressione “Lucca Crea”, l’organizzatore della manifestazione; abbiamo semplicemente notato l’assonanza simpatica con la parola “Crepa” che, in traduzione italiana, indica il “Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbruttiti” della saga di Harry Potter, indirizzato alla tutela di questi lavoratori maltrattati. Usare la parola “crepa” ci serve anche a comunicare che questo tipo di gestione della manifestazione finisce per ammazzare anche la città, lo sviluppo culturale e i diritti dei cittadini e dei lavoratori”.

I consensi

“Abbiamo fatto un sit in in cui abbiamo evidenziato diverse volte queste problematiche. Una volta che noi creeremo una presenza sia online che fisica, in una città come Lucca, che non è una città storicamente aperta al cambiamento, dobbiamo aspettarci anche un fuoco di ritorno. Dobbiamo aspettarci anche le reazioni delle persone che non la pensano come noi e che si opporranno a quello che stiamo facendo. Questo è quello che ci siamo detti in assemblea e siamo pronti a questo genere di ritorno. Noi siamo rimasti veramente sorpresi -io ho anche un po’ di esperienza per quanto riguarda le lotte sul lavoro e sui diritti in genere, quindi me l’aspettavo una certa resistenza da una parte anche piccola della popolazione -, siamo andati oltre le più rosee aspettative. Ci è arrivata un’ondata incredibile di solidarietà da tutta Italia e da tutta la cittadinanza. Da tutte le categorie e da tutte le fasce sociali: non solo i giovani, anche gli anziani, i turisti. Ci hanno persino scritto ex partecipanti ed espositori del Lucca Comics che non si possono più permettere di pagare lo stand perchè ormai sono richieste cifre astronomiche, che possono pagare solamente le major. Lucca Comics ha ridotto drasticamente il numero degli stand e dunque la varietà, a favore delle major che possono permettersi di pagare queste cifre. Siamo rimasti sorpresi dalla quasi totale assenza di una risposta negativa a quello che stiamo facendo”.

Niente politica

“Noi avevamo anche, su un primo momento, contattato anche la maggioranza del Consiglio comunale di Lucca, che qui è rappresentata dal PD. Quindi un partito anche sensibile alle tematiche del lavoro e abbiamo ricevuto delle rassicurazioni. Ci hanno detto che sarebbero andati a controllare come stessero le cose, dal momento che il Lucca Comics aveva assicurato il massimo controllo nella gestione dei dipendenti. Dopo aver controllato però non è cambiato nulla, perchè ci è stato detto che era tutto in regola e che andava bene così. Poi abbiamo avuto da parte di singoli, privati cittadini o anche di persone che nel loro piccolo possono essere considerate rappresentati della parte politica. Persone dell’estrema sinistra, del PD, del Movimento 5 stelle, della destra moderata, della Lega, un sostegno, ma questo cambia poco. Non andiamo a inquadrare nessun sostenitore in una forza politica. Questa protesta è molto precisa e puntuale, perchè si parla di retribuzione oraria di un lavoratore. Penso che questa cosa possa trascendere qualsiasi paletto che viene messo dalla politica, è una protesta trasversale che ha interessato già migliaia di persone e dal punto di vista di un appoggio di un partito politico non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro, ma non ci interessa nemmeno ricevere questo tipo di riscontro. Piuttosto apprezzeremmo se qualche politico si facesse portatore dei diritti e dei valori che con questa protesta cerchiamo di difendere. Ma questo sta a loro, la protesta è nostra: non vogliamo nessuna forza politica al nostro fianco”.

 

Martina Toppi e Dario Lombardi