Duane e gli Allman Brothers: l’alba del Southern Rock

Duane e gli Allman Brothers: l’alba del Southern Rock

“Pateticamente dilaniata, un mero scheletro di ciò che era, una vittima di guerra”. Fu la descrizione che un ufficiale dell’Unione fece di Jacksonville alla fine della Guerra di Secessione nel 1865. La città fu il punto di riferimento per suini e bovini che lasciavano la Florida, contribuendo alla causa Confederata. Attorno ad essa, per quasi tutta la durata del conflitto, la marina degli Stati del Nord mantenne un blocco navale che ridusse gli abitanti fame. Forse per questo, da quelle parti l’orgoglio dell’appartenenza a Dixieland, gli Stati che formavano la Confederazione del Sud, non si è mai affievolito.

Butch Trucks era un batterista blues, ex membro dei The 31st of February. Tra i suoi amici, soprattutto giovani e spiantati musicisti, tra cui due fratelli nativi di Nashville, Duane e Gregg Allman. Il pomeriggio del 23 marzo del 1969, Butch decise di invitare un po’ di amici nel garage del padre per improvvisare una jam session. C’erano Duane, Dickey Betts, Berry Oakley, Jay “Jaimoe” Johannson e Reese Wynams. Si racconta di una lunga improvvisazione di tre ore, a cavallo tra blues, jazz, country e rock: i primi a rimanere increduli furono i partecipanti stessi.

Il giorno dopo Duane telefonò a Gregg per raccontargli della favolosa jam, convincendolo così ad unirsi al gruppo in qualità di cantante, organista e tastierista. Reese Wynams aveva rifiutato, il posto era libero. Il 25 marzo Gregg arrivò direttamente da Los Angeles, quattro giorni dopo la Allman Brothers Band tenne il suo primo concerto al Jacksonville Beach Coliseum. Era l’atto di nascita del Southern Rock, vanto e orgoglio degli stati del Sud. E tutto questo non poteva succedere che a Jacksonville.

Era l’estate del 1959 quando i giovanissimi fratelli Allman assistettero al concerto di BB King al Nashville Auditorium. La forza del blues li lasciò estasiati, a metà concerto Duane si rivolse a Gregg e gli disse: “Dobbiamo riuscire ad essere così”. Due anni, dopo, all’età di 15 anni, avrebbero iniziato a suonare sui palchi dei piccoli club di Nashville. La tecnica chitarristica di Duane migliorava ogni giorno (Gregg più tardi dirà: “Diventò più bravo di me senza avermi dato il tempo di rimediare“) fino ad acquistare uno stile inconfondibile grazie all’uso dello slide, la cui idea venne dopo aver sentito Taj Mahal suonare un classico di Willie McTell, Statesboro Blues (ascolta qui la versione degli Allman Brothers). Uno slide classico? Per nulla: una bottiglietta vuota di Coricidin, un farmaco con proprietà decongestionanti. Questo era il segreto di una delle chitarre blues più importanti della storia.

Una delle prime band dei due fratelli si chiamava Hour Glass: Duane fu notato da Rick Hall, proprietario dei Fame Studios a Muscle Shoals, e fu assunto nel novembre del ’68 per suonare con Wilson Pickett. Duane eseguì l’assolo nella cover di Hey Jude (ascolta qui): una prova talmente originale e coinvolgente, da entusiasmare Eric Clapton, che lo volle in studio per registrare Layla and Other Assorted Love Songs dei Derek and the Dominos. Poi vennero le collaborazioni con altri artisti (King Curtis, Aretha Franklin, Otis Rush, Percy Sledge tra gli altri), poi vennero i primi dischi con gli Allman. Poi il destino, o forse il diavolo, decise di assecondare la maledizione che attanaglia i chitarristi blues, a partire da Robert Johnson, che vendette l’anima a Satana di notte, ad un incrocio, in cambio del talento che l’avrebbe reso leggendario.

Duane il talento l’aveva, e non doveva dare nulla in cambio. Ma il 29 ottobre del 1971, mentre stava lavorando alla registrazione di Eat a Peach, a Macon, in Georgia, il diavolo volle lo stesso qualcosa. Da quattro giorni Live at Filmore East era diventato disco d’oro. In sella a Melissa, la sua Harley Davidson, Duane stava per superare l’incrocio tra Bartlett Street e Hillcrest Avenue: un camion con una gru gli si parò davanti, provò a superarlo ma non ci riuscì a causa dell’alta velocità. Venne sbalzato in area, precipitò a terra perdendo il casco. Avrebbe compiuto 25 anni meno di un mese dopo: morì dopo tre ore al Macon Hospital. La stessa sorte sarebbe toccata l’11 novembre 1972 a Berry Oakley, bassista della Allman Brothers Band, che si schiantò con la moto contro un autobus a soli tre isolati di distanza dal luogo dell’incidente di Duane.

Poco dopo la morte di Duane, Ronnie Van Zant dei Lynyrd Skynyrd, nel 1973, dedicò la canzone Free Bird alla sua memoria. All’uomo che aveva fissato i binari su cui si sarebbe spiegata la meravigliosa storia del Southern Rock.

Gennaro Acunzo

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