Sono solo canzonette?

Sono solo canzonette?

Possiamo considerarle poesie “a pieno titolo” oppure sono solo canzonette? Possiamo mettere Guccini, Dalla o De Andrè sullo stesso piano di Leopardi e Carducci? L’idea provoca, generalmente, lo sdegno degli accademici, oltre che la perplessità dei diretti interessati (cliccate qui per sentire cosa ne pensava Fabrizio De Andrè).

Nelle antologie scolastiche

Tuttavia la canzone d’autore è, in qualche modo, già entrata a far parte del canone letterario.

Ed è proprio sul Nobel a Dylan che si sono riaccese le polemiche di chi non considera i cantautori all’altezza della poesia tradizionale. C’è, però, chi, da professore e da cantautore, ne difende la dignità:

«Tra le varie poetiche, la poetica in musica è altrettanto letteratura quanto altri tipi di letteratura. Questa è la mia definizione. E non ci sono altri tipi di definizione. Quando un uomo usa la parola con la musica dietro o con una gestualità come quella di Dario Fo o la parola semplice scritta su un foglio, sta facendo letteratura allo stesso modo.» (clicca qui per leggere l’intervista completa a Roberto Vecchioni).

Il professor Vecchioni non ha dubbi: nel mare magnum della musica commerciale ci sono esempi di canzone d’autore, che lui preferisce definire canzone d’arte, da studiare e valorizzare. È poesia, anche se fatta in una maniera diversa, ed ha il pregio di essere più diretta, di arrivare subito a chi la ascolta. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto in classe.

Un’ottima “palestra”

Nonostante le polemiche degli accademici su cosa sia o non sia letteratura, è, quindi, da anni che ai ragazzi si insegna che è possibile analizzare il testo della Canzone di Marinella con gli stessi strumenti che si utilizzano per Dante o Leopardi. Un’operazione per nulla azzardata, anzi: si tratta, secondo me, di un’ottima “palestra”.

L’esercizio è, innanzitutto, sulla lingua: il cantautorato italiano ci ha regalato brani indimenticabili, di notevolissima qualità, che utilizzano il lessico desueto così come le parole di uso comune. Una notevole opportunità di arricchimento, non solo linguistico, ma anche culturale, se solo ci si ferma a considerare l’uso che viene fatto dei vari dialetti (tra tutti, un solo, valentissimo esempio: Crêuza de mä di De Andrè).

Oltre all’opportunità di imparare ad analizzare i testi, il lavoro sulla canzone d’autore serve anche ad affrontare temi che possono ritornare anche nello studio della letteratura cosiddetta “canonica”.

Rimarrà sempre impressa nella mia memoria di studentessa, l’analisi del testo di Su in collina di Francesco Guccini, brano dedicato alla Resistenza, che si è rivelato utilissimo per capire anche alcuni testi neorealisti, proprio perché regala agli ascoltatori un’impressione che sembra di prima mano, vissuta lì, sul momento. Un’esperienza che mi auguro di poter far vivere anche ai miei studenti.

In questo primo appuntamento dedicato alla didattica, il mio augurio è, allora, di lasciare le polemiche agli accademici e di portare in classe, scegliendoli secondo l’età degli studenti e gli argomenti che si stanno affrontando, esempi di canzone d’autore facendone un laboratorio, una maniera nuova per (ri)avvicinare i ragazzi alla poesia.

E se, per caso, foste a corto di idee, cliccate qui per un consiglio da MentiSommerse.it

Alice Cavinato

 

Alice Cavinato

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