Emmy 2019. Amazon corre, Netflix insegue, ma alla fine vince sempre Il Trono di Spade.

Emmy 2019. Amazon corre, Netflix insegue, ma alla fine vince sempre Il Trono di Spade.

L’arrivo dell’autunno porta in dote le prime statuette dello show-business internazionale, gli Emmy, l’Oscar della TV. Da non confondere con gli Oscar della TV condotti un tempo dal compianto Daniele Piombi su Rai Uno. Dopo questa necessaria precisazione, passiamo dunque a parlare della cerimonia di ieri, che ha riservato tante belle sorprese, qualche conferma, e alcuni storcimenti di naso di quelli potenti (sì, stiamo parlando di Game of Thrones).

Anche quest’anno nessun presentatore, ma tanti host coinvolti di volta in volta in gag studiate per ogni singola categoria di premio da presentare e premiare. Idea che rende snello lo show, e che pian piano sta abituando anche i più scettici sul tema del grande evento senza un presentatore fisso. Anche perché se ad aprire la serata ci pensano Homer Simpson e Walter White, non credo ci debbano essere dubbi di sorta. Certo, niente a che vedere con Amadeus a Sanremo, ma vabbè.

Già dalle nomination si percepisce la sensazione che quest’anno qualcuno volesse sparigliare le carte in tavola, oppure che certe nominees siano state praticamente buttate a caso. In questo senso, diventa poco comprensibile la presenza di Game of Thrones nella categoria Miglior Regia con ben tre episodi dell’ultima stagione (probabilmente la peggiore sotto molti punti di vista), a discapito di altri prodotti che avrebbero meritato menzione. Uno di questi è Chernobyl, che però si è rifatta ampiamente, portando a casa premi prestigiosissimi come Miglior Miniserie TV, Miglior Sceneggiatura, e Miglior Regia di Miniserie e film TV.

Rimanendo in tema miniserie, spicca il nome di Jharrel Jerome, che vince il Miglior Attore di Miniserie per When They See Us, storia vera di 5 ragazzi afroamericani accusati ingiustamente di uno stupro a Central Park nel 1998. Il ragazzo è bravo, sia chiaro, ma si avverte comunque quel retrogusto di Politically Correct che ormai va tanto di moda, a maggior ragione se si va a guardare gli altri altisonanti nomi presenti in lista, da Benicio Del Toro per Escape at Dannemora, a Mahershala Ali per True Detective e Jared Harris per Chernobyl, passando per Sam Rockwell e Hugh Grant.

Per le attrici, Patricia Arquette avrebbe meritato come miglior attrice protagonista per Escape at Dannemora, ma ha beccato quello come non-protagonista per The Act, quindi siamo felici lo stesso. A mani vuote Emilia Clarke, nonostante la sua Daenerys sia stata probabilmente la miglior cosa dell’ultima stagione del Trono di Spade. Quella, e la fotografia dell’episodio 3×08, The long night, che incredibilmente non compare nemmeno nelle nomination di categoria, vinta da Chernobyl.

Ru Paul’s Drag Race e il Saturday Night Live hanno ormai l’abbonamento per Best Reality Game e Best Sketch Show, mentre John Oliver la spunta nella lotta per Best Talk Show.

Inspiegabile il successo di Bandersnatch, l’episodio interattivo di Black Mirror, che sa tanto di un 5 di incoraggiamento per lo studente che ci prova ma non si applica, anche in virtù del basso livello generale degli altri titoli in nomination per Miglior Film TV. Questo è un indice di come la serialità sul breve termine stia ormai vincendo anche sul formato TV movie, troppo fugace e forse poco utile al mercato dei cataloghi sempre più inclini al rilascio prolungato e meno al mordi-e-fuggi.

Da segnalare la vittoria di Fleabag, che si porta a casa 4 premi, tra cui Best Comedy, prestigiosissima statuetta che per il secondo anno consecutivo viene consegnata nelle mani di Amazon, ovviamente con spedizione immediata gratuita.

Da foto segnaletica, invece, l’Emmy come Miglior Serie Drammatica a Game of Thrones, che sa tanto di premio alla carriera per quanto fatto vedere più negli ultimi 8 anni che negli ultimi 5 mesi.

In generale vince HBO, che porta a casa 10 premi, seguita proprio da Amazon con 7, tallonata a sua volta da Netflix con 4, e via via tutti gli altri. In attesa di scoprire l’impatto che avrà Disney+ sui premi del prossimo anno, il prossimo appuntamento è a Gennaio con i Golden Globe.

Riccardo Greco

Videomaker con licenza di scrittura. Ha all'attivo un po' di tutto, cortometraggi, webserie, videoclip, format tv, tutto scritto, diretto e montato. Se la canta e se la suona, insomma, ma sempre con la stessa passione.

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