INTERVISTA – Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio: figli di un re minore tra Napoli e il resto del mondo

INTERVISTA – Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio: figli di un re minore tra Napoli e il resto del mondo

È stato necessario attendere qualche mese in più per poterli vedere insieme sul palco, ma ormai ci siamo: Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo sono pronti a salire insieme sul palco dell’Arena Flegrea per “Figli di un re minore“.

Lo spettacolo, ve lo assicuriamo, sarà indimenticabile: un viaggio lungo 61 canzoni, durante il quale non mancheranno racconti e aneddoti di due carriere straordinarie.

FIGLI DI UN RE MINORE: INTERVISTA A GIGI D’ALESSIO E NINO D’ANGELO

“Figli di un re minore”: come nasce questo spettacolo, che oltre a essere una storia musicale è la storia di una grande amicizia anche al di fuori del palco?

Gigi D’Alessio: “Nasce con la volontà di unire i nostri fan, che sono cinque generazioni, e con la voglia di dimostrare che anche i napoletani possono fare cose insieme, e che dei napoletani che hanno già girato il mondo più di dieci volte con i loro spettacoli, oggi possono continuare la storia e dare ulteriore lustro alla canzone napoletana.

Ci arrivano richieste da tutto il mondo, adesso ci stiamo mettendo a studiare per cercare di raggiungere le persone che ci vogliono insieme“.

“’E guagliune de viche ‘e Napule nun sarranno mai re”: quanto è stato difficile, per voi, emergere anche con le etichette che vengono spesso attaccate a chi parte da Napoli a livello musicale?

Nino D’Angelo: “Noi meridionali dobbiamo fare sempre qualcosa in più. Si è più vincitori quando si capisce che per vincere bisogna perdere. Impari prima a perdere e, una sconfitta alla volta, costruisci la vittoria. Bisogna lavorare di più, soprattutto se sei figlio di un re minore“.

Figli di un re minore ha avuto richieste da tutto il mondo. C’è un momento che ricordate con particolare gioia tra quelli trascorsi in giro per il mondo?

Gigi: “Per me rimane il Radio City Music Hall” di New York, il teatro più importante del mondo, dove feci anche due puntate televisive per Rai 1 con ospiti meravigliosi, da Liza Minelli a Sylvester Stallone e Anastacia.  Quello rimane un ricordo indelebile e, grazie a quel concerto, raggiunsi il primo posto nella Billboard World Chart Music”.

Nino: “Tra gli spettacoli fatti a Napoli, la Piedigrotta, con Sofia Loren, Lucio Dalla, tanti grandissimi artisti. La cosa che ricordo dell’estero è la prima volta che andai in America: quando scesi dall’aeroporto pensai che i miei partenti non sarebbero mai potuti andare in America, non avrebbero mai visto questi grattacieli da lontano. Quando sono arrivato a Little Italy, ho sentito la mia canzone che usciva dai balconi, come a Napoli. Quello è stato un momento bellissimo della mia carriera”.

Sarà un “viaggio” lungo 61 canzoni: quale vi ha emozionato di più, durante le prove, e c’è una canzone dell’altro che avreste voluto scrivere?

Gigi: “L’emozione è sempre, perché sono tante canzoni non soltanto belle, ma fanno parte del quotidiano di tutto il pubblico, ma anche di tutti noi. Sarà un’unica grande emozione”.

Nino: “Io penso che l’abbiamo scritta insieme la canzone più bella. Si tratta di “Quand’ero bambino”: quella canzone siamo noi”.

A Letizia D’Amato e Paola Pezzolla va un sentito ringraziamento.

Intervista di Corrado Parlati

Corrado Parlati

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