Perchè Libertà di Rocco Hunt è un album da non perdere

Perchè Libertà di Rocco Hunt è un album da non perdere

Dopo quattro anni di assenza, Rocco Hunt è tornato: Libertà è il nuovo album di inediti del poeta urbano salernitano, uscito il 30 agosto.

Non vogliamo perderci in polemiche, oggi vogliamo semplicemente parlarvi di musica. Ecco la nostra recensione di “Libertà“.

Perché ascoltare “Libertà” di Rocco Hunt

rocco hunt album 2019Libertà” è un disco rap, ma non solo: può essere apprezzato anche da chi, questo genere, non lo ama particolarmente.
Rap, trap, funk, pop: il poeta urbano spazia tra i generi che gli sono più vicini, creando un mix di suoni davvero gradevole.

È un disco di Rocco Hunt in pieno stile Poeta Urbano: la denuncia sociale si alterna con pezzi più orecchiabili, l’amore si alterna con lo strazio del maledetto sud, che finisce per essere amore anch’esso.

Strizza l’occhio ai suoni contemporanei, come in “Nisciun” e “Ngopp’ a Luna“, non a caso realizzate con due emergenti come Geolier e Nicola Siciliano, e guarda alle origini della scena rap, con J-Ax e Clementino.

Sono diversi i motivi principali che lo rendono “speciale”: le rime di Rocco Hunt, mai banale soprattutto nell’affrontare problemi sociali come accade in “Maledetto Sud”, la mancanza d’overdose da autotune e, soprattutto, di autocelebrazione a tutti i costi, che caratterizza da anni la scena rap.
In sostanza: non è una roba uguale a ciò che si sente costantemente.
Autocelebrarsi fa parte del genere, chiaramente, e quelli che salgono sul palco sono spesso personaggi creati ad arte, ma spesso la questione sfugge di mano, con l’autore che finisce per diventare una caricatura di sé stesso, perdendo di credibilità.

Le tracce che più ci hanno colpito del nuovo album di Rocco Hunt

Non si può non partire da “Maledetto Sud“: il ritorno di Rocco e Clemente, Campania Bomberz che si uniscono ancora una volta per farsi portavoce di una terra che tra veleni, spari di notte e morti giovani, non ne può più, ma che sa essere anche capace di addolcire il sangue amaro con il cuore di chi la abita.

L’inversione di tendenza, in termini di autocelebrazione, si concretizza al massimo in “Se tornerai“, in duetto con Neffa. “Hai visto il tempo come scorre lento/ Quanto  è vuoto questo appartamento/ Quelle  volte che ti ho urlato basta/ In realtà volevo dirti resta/ Sono uno sfigato che soffre d’amore e che lo dice pure dentro i pezzi”. 
Gli iscritti alla newsletter sui social le hanno ascoltate in anteprima, ma è impossibile non citare anche “Ngopp’ a Luna” e “Nisciun“, due brani che risuoneranno all’infinito negli stereo e negli smartphone dei giovanissimi.
Da segnalare anche “Ti volevo dedicare“, realizzata con BoomDaBash (che avevamo visto insieme a Rocco Hunt sul palco di Sanremo per la serata ospiti) e J-Ax, con l’ex Articolo 31 che si districa tra Maradona e Pelè, maschi e femmine, Dalla e Telegram. Un brano orecchiabile, che in radio può raccogliere un grande successo e potrebbe fungere da traino per l’intero disco, se scelto come singolo.
Per chi ama la versione più street del Poeta Urbano salernitano, invece, “Street life” e “Cuore Rotto” sono imperdibili.
Se volete, potete ascoltare l’album qui su Spotify e qui su YouTube.

Corrado Parlati

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