Instagram nasconde i like cosa cambia

La decisione di nascondere il numero di like ricevuti da un contenuto postato da un altro utente, presa da parte di Instagram per un gruppo di utenti, è la novità social più chiacchierata dell’ultimo periodo.

Sarà la fine degli influencer? No, cambierà il modo di interagire di valutare un contenuto.

Per discutere dei principali cambiamenti del social più diffuso tra i giovanissimi, senza dimenticare di analizzare anche il momento attuale di Facebook, noi di MentiSommerse.it abbiamo intervistato Vincenzo Cosenza,  Head of Marketing Italy in Buzzoole, azienda di Influencer Marketing con sedi in Italia, UK e USA.

Chi è Vincenzo Cosenza e come si è avvicinato al mondo del marketing e dei social media?

Il marketing è stata sempre una delle mie tanti passioni insieme alla tecnologia (quella che intuivo usando i primi Commodore). Ho intravisto la possibilità di unirle quando ho deciso di frequentare il Master in Management dell’Innovazione alla Sant’Anna di Pisa. Da lì poi l’ho coltivata nelle aziende in cui ho lavorato e nel tempo libero, provando a conservare le mie riflessioni sul blog e a trasferirle in alcuni libri. 

INSTAGRAM NASCONDE IL NUMERO DI LIKE: COSA CAMBIA?

Vincenzo Cosenza intervistaSu Instagram, per un gruppo di utenti, non è più possibile sapere quanti “mi piace” ha ricevuto un contenuto postato da un altro utente. Quali sono le principali motivazioni che, secondo Lei, hanno spinto Instagram a considerare questa scelta come positiva? Cosa cambia per l’utente medio?

L’esperimento serve a capire se in assenza dello stimolo sociale (il like) le persone sono comunque portate ad interagire. L’idea è di provare a spostare l’attenzione sul contenuto e non sulla generazione di interazioni. La mossa può essere anche letta considerando che sempre più Instagram proverà a stimolare gli utenti a compiere azioni di maggior valore come gli acquisti in app.

Negli ultimi mesi, il calo nell’attività di posting è stato netto. Questa misura può, in qualche modo, contrastare questo trend negativo?

Non credo. Il calo è da attribuire all’aumento degli utenti, dei contenuti prodotti e all’azione dell’algoritmo che regola la visibilità. E ovviamente anche considerando che il business model di Instagram è quello della pubblicità, quindi stimolare le persone a promuovere i propri contenuti per renderli visibili.

Parlando in termini pratici, è un update volto a premiare la sostanza e non l’apparenza di un contenuto? Si passa da una relazione “uno a tanti” a “uno a uno”?

Sicuramente è volto a premiare il contenuto, ma non necessariamente ad una relazione uno a uno. 

Capitolo Influencer marketing: rende privati dei dati importanti e tentare di spostare investimenti da influencer marketing all’advertising può aver giocato un ruolo importante in questa decisione?

Non credo. Di fatto questi dati non sono visibili solo ad un campione di soggetti. Chi fa Influencer Marketing professionalmente continua ad accedere a tutti i dati attraverso le API messe a disposizione da Instagram.

TRA FACEBOOK E CYBERBULLISMO

In giro, spesso si legge che Facebook è un social che ha “due anni di vita” e vive un forte calo di utilizzo. È una cosa vera? Qual è il futuro del social?

Facebook come tutti i social attraversa una fase di maturità caratterizzata da una difficoltà di far crescere, ai ritmi del passato, la sua utenza e di trattenere i giovanissimi, attratti sempre dalle novità. Il futuro del social è quello di diventare un contenitore di esperienze, una sorta di “mall” in cui si va per svagarsi, incontrare persone e soprattutto fare acquisti. Da vetrina a negozio.

Quali sono, secondo Lei, le principali misure da adottare per combattere il cyberbullismo?

Sono convinto che la leva più efficace non sia quella tecnologica, ma quella culturale, che richiede un sforzo di tutti: scuola, famiglia, media.

A Vincenzo Cosenza va un sentito ringraziamento da parte della redazione di MentiSommerse.it

Intervista a cura di Corrado Parlati