“Colora anche tu l’Olimpico di rosa”: l’iniziativa di Roma per Liga [INTERVISTA]

“Colora anche tu l’Olimpico di rosa”: l’iniziativa di Roma per Liga [INTERVISTA]

Colorare l’Olimpico di rosa, in occasione dell’ultima tappa del tour negli stadi di Luciano Ligabue: è questo l’obiettivo dell’Associazione Culturale “Roma per Liga” che, dopo aver tinto di giallo e rosso il Palalottomatica in occasione del “Made in Italy Tour” del 2017, è pronta a fare un’altra “sorpresa” al Liga.

Di questo – e molto altro – abbiamo parlato con Claudio La Medica, Presidente di Roma per Liga, che ha concesso un’intervista ai microfoni di MentiSommerse.it.

Partiamo dall’iniziativa organizzata per la data di chiusura dello “Start Tour”: come nasce l’idea di colorare di rosa lo Stadio Olimpico in occasione del concerto di Luciano Ligabue?

La Rosa, che come fiore è simbolo di amore e di grazia, come colore è proprio dell’universo femminile e le donne incarnano questi due sentimenti in modo indiscutibile. Da diverso tempo inoltre il rosa viene associato al tema della lotta contro i tumori, con particolare attenzione per il tumore della mammella.

Nelle nostre attività di condivisione della musica di Luciano Ligabue abbiamo sempre sottolineato quanto lui tenga in grande considerazione la figura della donna. E “Le donne lo sanno” ne è piena dimostrazione, anche se l’ispirazione ci è nata dall’ascolto di “Certe donne brillano”.

La nostra iniziativa nasce quindi dalla voglia di rendere omaggio a Luciano ed alle donne, il cui connubio è uno degli assi portanti della sua carriera, oltreché al voler sottolineare la bellezza dell’ultima serata dello Start Tour.

L’invito che facciamo a tutti è di portare qualcosa di rosa allo stadio, una sciarpa, una maglietta, una borsa o qualsiasi oggetto, ovviamente inoffensivo, che possa essere sventolato nel ritornello di “Certe Donne Brillano”. Sarà uno spettacolo indimenticabile.

Roma per Liga è un’associazione culturale dedicata a Luciano Ligabue. Come nasce e quali sono i suoi scopi principali?

Nasce per gioco, da un’idea di creare un accostamento tra la nostra città, la capitale del mondo, ed il nostro cantante, che per noi rappresenta l’espressione italiana del rock.

Dopo esserci contati bisognava scegliere il nome di questa associazione di fans e piuttosto che accostarlo ad una canzone o ad una frase di una canzone, abbiamo preferito qualcosa di originale che richiamasse l’attenzione sia su Luciano, che su Roma stessa cercando da subito di aggregare fans di Roma e dintorni che lo amano e lo seguono, avendo come scopo principale quello dell’aggregazione sotto la sua musica e le sue parole in svariate forme, che vanno dall’incontrarsi e scambiare passione per il Liga, al partecipare insieme ai suoi concerti, fino all’organizzazione di eventi e/o situazioni che lo riguardino.

Facciamo un passo indietro e torniamo al 13 settembre 2017, quando venne organizzata una coreografia che colorò di giallo e rosso l’intero Palalottomatica. Che ricordi hai di quella serata?

E’ stata una giornata carica, piena di tante cose da fare, di emozioni indimenticabili, dopo averci lavorato per qualche mese. E devo confessare che il tempo per organizzare il tutto ce l’ha dato proprio Luciano con la sua malattia, perché anche se l’idea ci ronzava dentro da un po’, alla data stabilita di febbraio non saremmo stati pronti. Invece il rinvio del concerto ci ha permesso di contattare senza fretta il bar Mario, che ha appoggiato la nostra idea mettendoci nelle condizioni di poterla realizzare.

Quel giorno è volato via come un sogno e vedere il Palalottomatica colorato di giallo e rosso, ma soprattutto vedere l’entusiasmo del pubblico coinvolto e l’emozione negli occhi di Luciano davanti a quello spettacolo inaspettato è stato per noi il coronamento di un sogno e la ricompensa dopo tanta fatica: realizzare una coreografia non è assolutamente facile, soprattutto quando a guidarti è solo la passione e non l’esperienza e quindi ogni cosa da fare ti appare come nuova e tu vuoi farla bene e ad ogni costo.

“Si possono scrivere canzoni per essere simpatici oppure per cercare di diventare famosi: io le scrivo perché credo che la canzone sia un mezzo di comunicazione straordinario che mi permette di raccontare, nel modo a me più congeniale, storie di gente, di realtà che mi sono vicine”, dichiarò Luciano in una delle sue prime interviste a Mucchio Selvaggio. Se dovessi stilare una mini playlist con le cinque canzoni di Ligabue che senti più vicine, quali sceglieresti e perché?

Su tutte “Una vita da mediano” che rappresenta un po’ l’inno di “Roma per Liga” un invito a non mollare mai nella vita, qualunque sia l’ostacolo che puoi trovarti davanti;

Vivo, Morto o X”  – ogni volta mi fa tornare in mente l’inizio della serata che organizzammo a Stazione Birra.

Regalami il tuo sogno” per me una canzone capace di portarti altrove, con poche note e tanta voce;

Le donne lo sanno” perché in ogni parola viene ribadita una grande verità, e cioè che le donne sono avanti ai maschietti di una spanna e bisogna saperlo ammettere;

Infine “Il peso della valigia” che – insieme a “Quella che non sei” – mi ha fatto capire meglio quanto alcune persone nascondano un’anima che brilla più di tante altre, ma che paradossalmente può passare inosservata e quindi mi ha insegnato ad avere più attenzione e considerazione per le persone.

Alla fine te ne ho elencate sei, ma potrei mettercene dentro altre 10!

Start” ha segnato il ritorno di Ligabue, dopo il concept album “Made in Italy”. Che impressione ti ha fatto il nuovo album, anche dal punto di vista del suono, vista la scelta di Ligabue di affidarsi per la prima volta a Federico Nardelli?

Come ha detto Luciano,

“Start rappresenta la sensazione di un nuovo inizio e rappresenta anche un po’ un richiamo a quando ho avuto veramente il mio vero inizio”

Credo che il pensiero di Liga rappresenti appieno il sentimento che ha guidato le scelte per questo album, che mi ha trasmesso fin dal primo ascolto le sensazioni che ormai conosco bene e che avverto ogni volta che la sua musica “arriva” inaspettata durante qualsiasi situazione della giornata io stia vivendo.

A questo contribuisce sicuramente il sound scelto da Federico Nardelli, e che in alcune canzoni è di grande impatto, come ad esempio in “Certe donne brillano”.

Generalmente un album ti entra dentro dopo svariati ascolti, qualche canzone più di altre, che sono quelle che più rispecchiano l’anima di ognuno di noi.

Ma aspettiamo sempre il meglio, che deve ancora venire, e ci contiamo.

A Claudio La Medica va un sentito ringraziamento da parte della redazione di MentiSommerse.it

Intervista a cura di Corrado Parlati

Corrado Parlati

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