I Fiordalisi – Pietre e amarene

I Fiordalisi – Pietre e amarene

Quando una raccolta contiene, già a partire dal suo titolo, un contrasto molto forte, quasi ossimorico, allora è probabile che i suoi versi saranno animati da una tensione violenta, in perenne ricerca di equilibrio sul filo della risoluzione.

Non fa eccezione Pietre e amarene (Giovane Holden Edizioni, 2016) di Chiara Nobilia, in cui l’esigenza di spiegare, avvertita come primo tassello del provare a fare ordine, è la molla originaria e inesauribile del suo versificare, a tratti prosastico e permeato di un velato intento educativo. La specificità del lessico, insieme alla descrizione minuziosa di luoghi e situazioni, crea dei ritratti esperienziali sui quali Nobilia sembra volerci fare aprire gli occhi, e che si snodano intorno al sentire e al vivere dell’autrice, inglobando tematiche assai diverse, che vanno da episodi della Grande Guerra, a riflessioni sull’amore, fino alle disamine sul cibo, avvertito come specchio del proprio vivere interiore.

Una raccolta di accostamenti inusuali ed estranianti: Pietre e amarene, appunto.

 

Pietre e amarene (Giovane Holden Edizioni, 2016)

 

Ristagnare

Arrotolarsi su se stessi
come formichieri squamosi.

Bacchettare le emozioni,
impaludare ogni bisogno.
Praticarsi anestesie quotidiane.
Chiudere le orecchie
e stare lì, senza musica.
In difesa.

Compilare una lista
di motivazioni alla sfiducia.
Cedere, senza opposizioni,
tra le braccia della forza d’inerzia.
Non aprire le finestre;
non muoversi.
Consultare il soffitto,
perché non risponde.
Sedare i pensieri.
Credere esclusivamente alle punte dei piedi
scartando i non si sa mai.

Intossicare il fegato.
Rallentare il flusso sanguigno.
Le finestre, non pulirle.
Spiantare convinzioni
che stavano mettendo radici.
Lasciare lì a seccare
quei preziosi fiori emotivi.

Alzare polveroni.
Rinfocolare sospetti notturni.
Aizzare le ipocondrie.
Riesumare,
uno per uno,
pregressi insuccessi,
rimestare nella palude
del lasciato a metà,
riaprire le cicatrici.

La ruggine sugli ingranaggi,
lasciare che sia.
Visualizzare il legno delle bare.
Trattare le giornate
come multe comprensive di mora.

Abbassare le palpebre,
abortire domande
e richieste d’aiuto.

Tenere il conto
dei tentativi andati a male.
Indugiare su quel ricordo doloroso,
ancora una volta.
Fantasticare ossessivamente
su come vendicarsi.

Sentirsi,
invariabilmente,
nel giusto.

 

Andrebbe così

Lui saprebbe aprire la porta della stanza,
entrare,
camminare,
come se avesse sempre aperto,
fosse sempre entrato,
avesse sempre camminato.

Lui che non ha mai visto questa stanza
saprebbe guardarla,
ammirando, uno per uno, tutti i quadri che non ho
mai appeso,

ed ascolterebbe, in un solo attimo,
tutta la musica che le pareti hanno assorbito in anni;
i miei sogni che danzano in alto
si lascerebbero accarezzare dal suo sguardo senza giudizio,
e le mie paure uscirebbero fuori dalle loro tane
per farsi conoscere.

Nella stanza che non ha mai visto
lui saprebbe muoversi
anche meglio di me,
e saprebbe raggiungermi
oltre tutti i muri che tiro su,
fino negli angoli in cui mi rannicchio
per non farmi trovare.

Lui sarebbe tranquillo e forte,
come è,
in mezzo a tutte le mie stelle,
ai panni da piegare,
alle palle da cannone che tengo pronte.
Le mie lenzuola azzurre,

piene di pesci tropicali e di coralli,
lo riconoscerebbero
proprio come farebbe il mio corpo−
fibre nervi pelle mani narici pupille lingua−
e questa stanza che lui non ha mai visto,
senza televisione
e tutta così bianca,
sarebbe finalmente felice per me.

 

Chiara Nobilia è nata a Roma l’11 novembre 1977. Si è laureata in Lettere moderne presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito un master in Copywriting presso lo IED, Istituto Europeo di Design. Attualmente è impiegata presso Rai Radiotelevisione Italiana. Queste le sue pubblicazioni: “Storie sdrucciolevoli” (raccolta di racconti) ed. Giovane Holden (luglio 2016) – Menzione al merito nel “2° Premio Internazionale Salvatore Quasimodo” “Pietre e amarene” (silloge poetica) ed. Giovane Holden (novembre 2016) – Finalista “Premio Internazionale di Letteratura Alda Merini” 2017; Vincitore “Contropremio Carver” 2017; 3° classificato “Premio Internazionale Città di Arce” 2017; 2° classificato “Premio Nabokov” XII edizione.

 

Alessandra Corbetta
(guarda anche l’uscita precedente)

 

 

 

 

 

Alessandra Corbetta

Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e, in Social Media Communication, ha conseguito anche un master; è stata responsabile web e Social Media Director de La Casa della Poesia di Como, per la quale ha creato anche il sito www.lacasadellapoesiadicomo.com e con la quale ha collaborato come Content Writer e nell’organizzazione di reading ed eventi poetici, tra cui il Festival Europa in Versi. Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2. Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica “L’amore non ha via” e per Silele Edizioni il romanzo “Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)”. Scrive di poesia e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media e società per il giornale online Gli Stati Generali e per il Progressoline. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetica “I Fiordalisi”. Ha vinto e ricevuto segnalazioni di merito a diversi concorsi poetici, tra cui il premio della critica a “Ossi di seppia”. Per Lieto Colle è uscita nel 2017 la raccolta di poesie “Essere gli altri”.Tutta la sua attività scientifica e poetica è disponibile sul sito web http://www.alessandracorbetta.net

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