A Saucerful of Secrets: il trapasso dei Pink Floyd e l’addio di Syd Barrett

A Saucerful of Secrets: il trapasso dei Pink Floyd e l’addio di Syd Barrett

“Suonate quello che volete, qualsiasi cosa”. Furono le parole che gli otto membri della International Staff Band, dell’Esercito della Salvezza, si sentirono dire da Syd Barret una volta giunti in studio. Avrebbe pensato lui a mettere tutto insieme. “È molto cortese da parte vostra pensarmi qui, e vi sono molto obbligato per aver chiarito che io non sono qui”. Sono le parole dell’ultima traccia di A Saucerful of Secrets, Jugband Blues, che contengono il suo personale addio ai Pink Floyd, gruppo che aveva fondato. Era il loro secondo album, era il 1968, ma la sua mente era già troppo oltre per poter entrare nel frullatore del successo mondiale di una rock band. E lui lo aveva già capito.

A SAUCERFUL OF SECRETS: IL TRAPASSO DEI PINK FLOYD

È il disco del trapasso dei Pink Floyd. Quello che divide gli anni delle sperimentazioni, dei suoni lisergici e acidi, dalla asaucerfulofsecretsgrandiosità stilistica e psichedelica che la band avrebbe assunto. Le uniche apparizioni di Barrett in quest’album furono la chitarra su Remember a DaySet the Controls for the Heart of the Sun (unico brano in cui suonano insieme tutti e cinque i membri della band), Corporal CleggJugband Blues. Un estemporaneo e apparentemente delirante acquerello dipinto dal genialmente folle fondatore del gruppo. A Saucerful of Secrets è il disco in cui David Gilmour, vecchio amico di infanzia di Syd, entra a far parte del gruppo proprio in seguito ai problemi psicologici di Barrett.

Nel 1968 i Pink Floyd erano ancora combattuti tra i viaggi apocalittici di Interstellar Overdrive e le melodie leggere e soffuse che sarebbero comparse nel disco. Il ruolo sempre più importante che Roger Waters inizia a ricoprire, riflette la convivenza tra i due lati della band. Tutto il disco è infatti un alternarsi di sonorità aspre e infuocate con melodie spaziali e suadenti. Dal basso incalzante di “Let There Be More Light”, non più disordinato e apocalittico, all’ipnotica Remember a Day, fino al viaggio affascinante ed esoterico di Set The Controls For The Heart To The Sun. Dalla stralunata e crepuscolare Corporal Clegg alla tenera See-Saw, prima della title-track in cui forse si riassume tutto il trapasso dei Pink Floyd. Dodici minuti di audace avanguardia psichedelica, che alternano terrore e misticismo. Da un inizio caotico, ad un finale limpido e meraviglioso.

IL COMMIATO A SYD BARRET

Ed infine, il commiato di Syd a quella che era stata una sua creazione: “E non sapevo che la luna potesse essere così triste. E vi sono grato per aver gettato via le mie vecchie scarpe, e avermi portato qui vestito di rosso, e mi chiedo chi stia scrivendo questa canzone”. Barrett lasciò ufficialmente il gruppo il 6 aprile 1968. I suoi comportamenti stravaganti ed imprevedibili, in studio come sul palco, era diventati un ostacolo all’ascesa della band verso il successo. Ed il senso di colpa per la “cacciata” di Syd rappresenterà l’architrave per la costruzione di alcuni dei più grandi dischi che la band avrebbe composto in futuro.

Leggi anche “Da Giordano Bruno a George Orwell: Animals, il manifesto politico dei Pink Floyd

 

Gennaro Acunzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *