Il declino di Game of Thrones: critica al finale della serie

Il declino di Game of Thrones: critica al finale della serie

Sveglia alle 2.47 (a nanna all’1, forse era meglio fare tutta una tirata…). Tablet connesso, volume delle cuffie al massimo e via con la storica puntata finale di Game of Thrones. “Che grande nottata sta per cominciare…”.

Ehm, no. Il sesto episodio dell’ottava stagione rovina infatti in maniera clamorosa una trama costruita lungo tanti anni. L’epilogo forse peggiore che si poteva dare a questo capolavoro che resterà a lungo detentore di tanti record.  Ecco, in 10 lunghi (ci vorrà pazienza) punti, perché il finale del Trono di Spade e più in generale gli ultimi episodi sono un vero cazzotto negli occhi di tutti i fan.

Da dove spuntano tutte queste armate?

1 – EVOLUZIONE DEI PERSONAGGI DISTRUTTA

La cosa che forse mi ha fatto più male: vedere come nel giro di qualche ora tutti i progressi, le trasformazioni, le evoluzioni dei personaggi siano stati ridotti a BRANdelli (ah ah ah… ok no). È veramente deprimente dover constatare come dopo aver accompagnato per anni la crescita umana di tanti personaggi costruiti con attenzione, gli stessi siano finiti praticamente con il contraddirsi. Uno dei punti forti del Trono di Spade è proprio la sua capacità di penetrare a fondo nella varietà di psicologie e di caratteri di gran parte delle figure che ne fanno parte. Un puzzle composto da tessere non monocolore, ma ricche di sfumature e sfaccettature. Protagonisti e non dipinti in maniera eccelsa che fanno quasi dimenticare di essere all’interno di un mondo fantasy. Ma tutto questo svanisce in un istante.

 Jaime Lannister, su tutti. L’uomo che sin dal primo episodio rappresenta la stronzaggine a persona ma che col passare del tempo si trasforma in uno dei più amati della serie. Fino all’apice: la notte d’amore con Brienne. Il suggello della metamorfosi in uomo migliore (anche se noi spettatori già l’avevamo intuito, conoscendo il perché della pugnalata alle spalle del Re Folle…). E quando tutto sembra propendere per un addio doloroso tra i la cavaliera di Tarth e lo sterminatore di Re che sceglie di tornare ad Approdo, ecco che scopriamo che il bel cavaliere saluta tutti non per andare a far fuori la sorella ma per morirle accanto. Ora, premessa doverosa. A scrivere questo articolo è qualcuno che ha ammirato il tanto criticato finale di How I Met Your Mother. Che c’entra direte voi? Beh, io ho subito pensato a come Barney Stinson sia stato completamente resettato nei minuti finali della serie tornando a essere un semplice “womanizer”. Percorsi simili: storie di crescita meravigliose, rese vane da qualche rapida scena conclusiva. Allora direte voi perché HIMYM ti è piaciuto? Perché il rapporto con le donne è diverso. I tempi sono diversi. Anche se l’amore è minimo comune denominatore. Se Barney fa una brutta fine, seppur realistica al mondo d’oggi, quella di Jamie è una parabola distrutta da una scelta scellerata. Che lo proietta alla prima stagione e gli fa cancellare qualsiasi forma di progresso. Colpa dell'”amore vero”, direte voi. Io dico che ci sono rimasto male. Quando tutti credevamo nella chiusa del cerchio, nell’assassinio di Cersei per mano del fratello, ecco che invece ci troviamo davanti a una morte stile soap opera: abbracciati, in contemplazione, morti sotto tonnellate di mattoni (parentesi: evitabilissima la parte in cui il Folletto scopre i corpi abbracciati spostando un paio di blocchetti. Volti intatti e abbraccio. Bleah). Tra l’altro è stato lo stesso attore, Nikolaj Coster-Waldau a rivelare all’Hollywood Reporter in questi giorni di aver provato a lottare contro gli oramai odiati showrunner David Benioff e D.B. Weiss per quanto riguarda l’evoluzione del suo Jaime. Insomma, niente da fare. Jamie resta per me una ferita apertissima. Ma non l’unica. La faccio breve (si fa per dire). Il Verme, ridotto a freddo esecutore. Tutto giustificato per via della morte della sua amata? Mah… Arya, il mio personaggio preferito, che si trasforma in Dora l’Esploratrice. Snow, che in questa ottava stagione fa tanto e fa niente. Non mi addentro nei singoli personaggi, nei tanti errori a mio giudizio che ne hanno cancellato l’anima. Ma le strade percorse per chiudere la storia hanno rovinato veramente in maniera eccessiva autentici capolavori. Daenerys, altra da non dimenticare.

Chiudiamo però con gli applausi per la splendida storia del Mastino. Uno dei più amati della serie. Che ci lascia nel fuoco, da dove tutto ebbe inizio, distruggendo il fratello, origine della sua fobia più grande e miccia del dolore che lo ha pervaso per tutta la vita. Ecco l’assist per il secondo punto.

2 – RITORNO ALLE ORIGINI

Ci avete fatto caso? Tutto ritorna all’inizio. Uno dei messaggi odiosi di questo finale è proprio questo “non cambiamento”. Jon? Torna alla Barriera. Missandei? Muore in catene. Dany? Brucia innocenti come il padre. Jamie? L’abbiamo detto poco fa, torna da Cersei. Insomma. Tutto fin troppo banale. Tutto avvolto dal “alla fine si torna al principio”. E no, che cazzo! Il “Non puoi sfuggire al tuo passato” mettetevelo voi sapete dove porca miseria! We believe in change!

3 – TROPPI ABBRACCI

Punto relax. Ma fastidio vero. Non bastava quello fra Cersei e Jaime. No, ci hanno pure regalato il tanto richiesto grattino di Jon Snow al suo metalupo. Contenti animalisti dal cuore tenero? Che poi, foste stati il bianchissimo animale, voi non lo avreste mandato a quel paese per il modo in cui se ne era andato?

4 – BRAN, O MEGLIO, COLUI CHE SEMBRA SAPESSE GIA’ TUTTO

A parte la somiglianza con il Re della Notte. A parte che non sappiamo dove cazzarola “sia stato” durante la battaglia della Lunga Notte. A parte che il suo personaggio è sempre avvolto da un alone di mistero. A parte che è colpa sua se Hodor vive una vita di merda. A parte che tante cose, tra cui non mi sta simpatico (l’avete capito). Comunque con il Re della Notte non ce la racconta giusta. E chissà che negli spin off salti fuori qualcosa. Ma la risposta alla domanda “Saresti disposto a indossare la corona?” fa letteralmente rabbrividire. Altro che lieto fine! “Perché credi che io abbia fatto tutta questa strada…”. Della serie “Guarda, sapevo già tutto dall’inizio. Sono morte miliardi di persone? Stica, datemi sta corona”. Alla fine il Trono è suo. Con il favore alla sorella di diventare Re dei 6 Regni. Insomma. La sensazione che dietro gran parte degli accadimenti ci sia lui dietro e che quel contatto con quello splendido personaggio dagli occhi blu abbia lasciato il segno (non solo fisico) è più che allettante. Ma, ovviamente, nessuno ci ha spiegato nulla. Serve per andare avanti eventualmente nei prossimi anni. Bene, la scelta non mi piace affatto. Era un qualcosa da dire assolutamente.

5 – APPROFONDIRE INUTILITA’, LASCIAR CORRERE ASPETTI FONDAMENTALI

Ed eccoci a un altro punto chiave. Una delle cose che mi hanno sempre affascinato di GOT sono stati i segnali da cogliere, velati. Uno dei più recenti: il tentativo di avvelenamento di Daenerys da parte di Varys. Lo si evince dallo scambio di battute con la bambina in avvio della quinta puntata. Una traduzione in concreto del tradimento del Ragno, non andata a buon fine. Ecco, queste sono le grandezze di GOT. Invece negli ultimi episodi a mio giudizio si è perso troppo tempo per parlare di cose frivole, mentre non si sono approfondite parentesi importanti. Dove è portata Dany da Drogon dopo la sua morte? Snow un secondo prima a fianco di un drago incazzato, l’istante dopo in catene. Nessuna resa dei conti tra lui e il Verme Grigio. Qui c’è l’occhio critico e professionista del mio amico Simo, che coglie come gli sceneggiatori si siano presi gioco dei fan che hanno riso anni di Tyrion perché spostava le sedie ai consigli. Fatemi capire: abbiamo 80 minuti per mettere dentro miliardi di cose e perdiamo tempo con queste cose?!!? Con Brienne che ci mette 10 min a riempire la pagina dedicata a Jamie (sa scrivere quindi?). Simone è come me: è per lo “show, don’t tell“. E negli ultimi episodi la gestione del tempo è stata scellerata.

6 – LA MORTE DI DANY

Cioè, fatemi capire. Parliamo di una storia in cui c’è gente che resiste a qualsiasi scontro, mosso da impeti d’amore o d’orgoglio o di odio. Lei, Daenerys Targaryen, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”, “Madre dei Draghi”, regina di Meereen, “Distruttrice di catene” (volevo fare questo copia incolla da un pezzo). Lei, ci lascia senza spiaccicare mezza parola dopo una coltellata nel fianco? No dai. Cioè digli qualcosa a Jon porca troia. Non puoi morirci così, senza dire niente di niente…

7 – UN (EX) MONDO DI RIBELLIONI

La puntata finale è l’accettazione di qualsiasi cosa da parte di chiunque. Interi eserciti che accettano di essere fanculizzati dopo aver sacrificato migliaia di vite. Persone che accettano esili senza batter ciglio. Assassini professionisti recentemente molto istintivi (Verme Grigio coff coff) che anziché sfogarsi su Snow alla scoperta dell’assassinio della Regina optano per una cattura (lo stesso che per strada sgozzava i superstiti dell’esercito rivale). Dothraki e Immacolati che se ne tornano a orecchie basse nei loro meandri (p.s. ma da dove diavolo sono usciti tutti quegli ululatori a cavallo? Non erano stati sterminati?). Tutto propende per il “basta ammazzarsi”. Dunque, dopo che un drago stermina un’intera popolazione crolla la pietà?

8 – LA REGINA DEL NORD

Sansa alla fine fa la gnorri e diventa quello che ha sempre desiderato: una regina senza nessun rompiscatole al suo fianco. Io però lo dico. Mi sarebbe piaciuto vedere un finale con Sansa sul trono. Così, per vedere come avrebbe sclerato. Ma di VERA regina del Nord ce n’è una sola. La piccola Lyanna Mormont. Una con due palle cubiche. Troppo grandi, così tanto che è finita spappolata tra le mani di un gigante. Che però è ovviamente riuscita a far crollare. Grande Lyanna. I primi 5 minuti mentre parlavi ti ho odiata, ma tempo di raggiungere la maggiore età e non ce ne sarebbe stato per nessuno…

 

Siamo con te Lya

 

9 – L’ESILIATO

Perché Jon accetta l’esilio? In tutti i buchi di trama mi è sfuggito il perché lui se ne vada. Lo vogliono morto gli Immacolati, che però vanno a Naath, gli uomini di ferro, che però tornano alle isole di ferro. Ora io dico. Se si fosse fermato di nascosto qualcuno se ne sarebbe accorto? Ma forse lo accetta perché torna in un posto che sente casa. Oltre la barriera.

10 – LE LETTERE

Dove sono le lettere scritte da Varys contenenti l’origine vera di Jon Snow? Per restare in tema col punto 9. Alla faccia dei fratelli! Baci, abbracci. Ma nessuno che sottolinei che il legittimo erede al trono è Snow. Insomma. Un po’ cornuto e mazziato. E in questa stagione Jon è apparso troppo deboluccio… andando, torniamo all’inizio, a distruggere la forza di un personaggio pazzesco (“You’re my queen”).


 

Siete arrivati fin qui? Beh, GRAZIE!

Insomma, che a me non sia piaciuto, l’avete capito. Se a voi invece è piaciuto, bene così. Ma a tal proposito chiudiamo con una riflessione. “D e D” hanno optato per questo finale. La HBO è stata però attaccata per queste scelte ritenute oscene da oltre un milione di firmatari di una petizione in cui si chiede di rigirare la stagione. La storia si è conclusa così, e va accettato. È sbagliato pretendere che qualsiasi tipo di storia si concluda in maniera differente da come l’hanno immaginato le penne che l’hanno scritto. Ma la valanga di critiche che si è abbattuta dopo questa notte sugli autori è un forte segnale che deve far riflettere. E difficilmente qualcuno mi farà ricredere sul fatto che il mitico Game of Thrones avrebbe meritato un finale migliore.

P.s. qualcuno avvisi Daario Naharis su cosa è successo…

Luca Feole (@palahliuk)

Luca Feole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *