ESCLUSIVA – Gli Ars Nova Napoli si raccontano

ESCLUSIVA – Gli Ars Nova Napoli si raccontano

Ars Nova Napoli è un gruppo formatosi nell’autunno del 2009. Il 24 maggio uscirà il loro secondo album, “E senza acqua la terra more”, anticipato dal singolo “La Catalana”.

Gli Ars Nova Napoli sono Antonino Anastasia (Tapan, tamburi a cornice, percussioni), Bruno Belardi (Contrabbasso, chitarra battente), Michelangelo Nusco (Violino, mandolino, baglamas), Marcello Squillante (voce, fisarmonica, chitarra), Vincenzo Racioppi (mandolino, charango), Gianluca Fusco (Voce, organetto, chitarra, gaita).

Ecco la nostra intervista.

Come nasce Ars Nova Napoli?

Ars Nova Napoli è un progetto che nasce 10 anni fa per le strade di Napoli, durante i quali sono passati sia come componenti ufficiali sia come collaboratori più o meno occasionali un numero indefinito di persone.

La formazione ufficiale però è di sei elementi, ognuno dei quali avvicinatosi alla musica in modo diverso: per passione, per studio, per sfogo, facendo di queste esigenze un punto di incontro.

Come nasce “La Catalana”? Qual è stata la principale fonte d’ispirazione per la canzone, sia il testo sia per il sound?

La catalana è un brano di Davide Puffo Chimenti, scritto una ventina di anni fa durante un viaggio con gli storici Scetavajasse tra la Svizzera e il Piemonte.

Il brano si ispira ad un ritmo molto diffuso tra la Spagna e il Portogallo, il Paso Doble, che Davide ha ascoltato su un vinile ritrovato nella spazzatura a Ginevra, di Musiche tradizionali iberiche suonate da gitani.

E noi oggi abbiamo deciso di inciderlo.

“E senza acqua la terra more” è il titolo del nuovo album degli Ars Nova Napoli. Vuoi darci qualche anticipazione a riguardo?

Il disco in uscita il 24 maggio conterrà brani inediti, ed è questa la prima novità per noi e per chi ci segue.

Gli altri pezzi dello stesso album possono essere serenate stravolte o canzoni napoletane eseguite nella forma più classica. Inoltre, sono presenti ospiti di grande rilievo del panorama musicale napoletano: uno su tutti Gianni Lamagna, e le “Assurd”.

“Chi fatica se more e famme” si apre con “Madonna delle Grazie”. Qual è il rapporto di Ars Nova Napoli con Dio e la Fede?

La nostra cultura popolare è piena di canti e riti devozionali, che da sempre ci hanno affascinato. Si canta durante le feste, sacre o profane che siano, raccontano storie e bisogni di un popolo, si canta per necessità di aggregazione.

Ars Nova Napoli si confronta con sonorità del sud e non solo, dalle pizziche pugliesi alle serenate siciliane, dai classici napoletani alle tarantelle calabresi, fino al rebetiko greco e la musica balcanica. Qual è il filo conduttore che unisce questi suoni e quali sono i suoni che, in questo momento, stanno principalmente catturando la tua attenzione?

La musica tutta, non solo quella a cui ci ispiriamo, si basa sulla necessità di esprimersi attraverso parole, strumenti e danze. Negli incontri che abbiamo fatto in questi anni, abbiamo sempre cercato di comprendere i messaggi che ci stavano arrivando, che fossero in dialetto calabrese o in greco.

Forse la tradizione greca al momento è quella che più ci ha influenzato, ma siamo costantemente a lavoro per sviluppare una musica sempre più personale, nella quale riconoscerci.

Agli Ars Nova Napoli e Chiara Ricci va un sentito ringraziamento da parte della redazione di MentiSommerse.it

Corrado Parlati

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