Il concerto si apre con “Welcome to the show”, e quello di Shade all’Alcatraz di Milano domenica in effetti è stato veramente uno show in grande stile. Un sold out che sa tanto di “grande salto” che sembrava maturo da tempo per il rapper torinese: dopo tanti anni nella scena underground, negli ultimi anni è stato protagonista di una vertiginosa scalata verso il successo, da “Bene ma non benissimo”, tormentone estivo di un paio di anni fa, alla fortunata collaborazione con Federica Carta che è culminata con la partecipazione a Sanremo.

Shade sul palco dell’Alcatraz è riuscito a coinvolgere tutti, dai più giovani e figli delle ultime hit a quelli di più lunga data, cantando quasi tutte le canzoni di Truman, l’ultimo album, e parecchie dei due precedenti, Clownstrofobia e Mirabilansia. Il rapper si è dimostrato un animale da palcoscenico e ha confermato di avere qualità incredibili, alternando pezzi cantati a extrabeat supersonici con una facilità disarmante. La scaletta aveva un equilibrio vincente, dosando nel modo giusto le canzoni più profonde e intime, i beat rap potenti e i tormentoni (“No dai, basta hit estive, non ne faccio più”, ha ripetuto più volte durante il live facendoci sospettare che possa essere una gran bella bugia in vista dell’estate imminente).

L’asso nella manica di Shade all’Alcatraz però sono stati gli ospiti: tantissimi e di qualità, con cui Shade ha collaborato in vari modi durante la sua carriera. Oltre all’immancabile e sempre impeccabile Federica Carta (con cui ha duettato in “Irraggiungibile” e nel successo sanremese “Senza farlo apposta”) c’erano anche Emma Muscat (“Figurati noi”) e Giulia Penna (protagonista del freestyle “Se mi lasci ti disso” pubblicato su YouTube). L’emozione sul volto di Shade era evidente dopo aver duettato con i due fratelli Aleotti, miti e modelli sin dai suoi primi passi come rapper: prima con J-Ax (sulle note di “Tutti a casa”, che ha tutte le carte in regola per diventare una hit) e poi con Grido (“Il tuo anno”). Nitro, invece, è stato l’ospite a sorpresa ed ha fatto impazzire l’Alcatraz rappando da vero fenomeno in “Le cose peggiori”.

Il momento più atteso da quando Shade aveva annunciato gli ospiti era però l’arrivo sul palco di Fred De Palma e Ensi. I tre rapper della scena torinese insieme hanno ridato vita a “Lavanderie Ramone”, un video del 2012 che li vedeva improvvisare una battle di freestyle per strada a Torino. Sul palco dell’Alcatraz la loro battle ha fatto perdere la testa al pubblico, hanno dimostrato di non aver sicuramente perso la qualità e confermato di essere tra i migliori freestyler italiani pur essendo passati alcuni anni dai tempi di MTV Spit, di cui erano stati tra i grandi protagonisti.

I complimenti arrivati da tutti gli ospiti non erano di circostanza, ma veri e sentiti: Shade è apprezzato dagli altri rapper e dal suo pubblico perché è un ragazzo umile e appassionato, che “scrive e canta per emozionare”, come ha sottolineato Grido. “Quando rispetti di più i tuoi nemici dei tuoi amici, allora vuol dire che c’è qualcosa di speciale”, ha spiegato Nitro, che da Shade era stato battuto in finale a MTV Spit qualche anno fa. Il “Tu sei bravo!” di Ax infine vale come una benedizione.

E ora? Sabato si replica all’Orion di Roma, con alcuni ospiti che confermeranno la loro presenza. Poi un tour estivo in giro per l’Italia, con le date che verranno annunciate prossimamente. E checché ne dica Shade, il sospetto che presto sfoderi una hit estiva a noi resta, magari proprio con Federica Carta con cui c’è una grande intesa musicale. Intanto è giusto che Shade si goda il meritato successo: l’Alcatraz dev’essere un nuovo punto di partenza per uno dei rapper più talentuosi della scena italiana, che ha ancora tanto da dare e da farci scoprire.

Alessandro Bazzanella