Storia di una capinera: la pazzia di una donna prigioniera del proprio destino

Storia di una capinera è un romanzo del giovane Verga. Spostatosi a Milano, frequenta l’aristocrazia e la vita mondana della seconda metà dell’800. Risalgono a questo periodo romanzi di tardo romanticismo come “Eva”, “Tigre reale”, “Una peccatrice” e “Storia di una capinera”.

In Storia di una capinera Verga racconta i tormenti di una ragazza costretta a farsi monaca. La problematica è molto diffusa in quel periodo e per questo la prima pubblicazione a puntate nel 1870 sul «Corriere delle dame» e poi sulla rivista di moda «La Ricamatrice» riscuote un grande successo soprattutto tra il pubblico femminile. Nel 1971 l’opera viene pubblicata anche in volume e nel 1993 ispira la regia di Franco Zeffirelli.

Si tratta un romanzo epistolare, molto diffuso nel 700′ e nell’800′, per cui la trama segue le vicende raccontate nelle lettere della protagonista Maria. Destinataria è l’amica e consorella Marianna che però deciderà presto di non ritornare in convento. Maria, infatti, è costretta alla clausura a soli 7 anni, dopo la morte della madre, a causa della povertà della sua famiglia. Alcuni anni dopo un’epidemia di colera permette alla giovane novizia di vivere per un periodo con suo padre e la sua nuova famiglia in campagna sul Monte Ilice. La giovane scopre la bellezza della vita, la natura e la condivisione passando molto tempo con la famiglia Valentini. E’ così che il primogenito Nino le ruberà il cuore facendole scoprire un sentimento del tutto nuovo, l’amore. Questo getta Maria in una profonda crisi esistenziale. La matrigna, percependo i desideri della ragazza, cercherà di limitare la sua vita sociale e, passato il periodo di epidemia, la costringe a ritornare in convento dove prende i voti. La depressione della protagonista si trasforma in pazzia quando scopre che Nino sposerà la sua sorellastra Giuditta. La ragazza, ormai in preda alla follia, tenta una fuga disperata dal convento ma viene ripresa dalle altre monache. Poco dopo gli ultimi momenti di pazzia, Maria muore.

Verga nella prefazione del libro spiega la scelta del titolo. La capinera è piccolo uccello che l’autore un giorno vide triste in una gabbia guardare gli altri uccelli volare. Non avendo la forza di volontà di liberarsi, la capinera si lasciò morire di fame e di sete. Questa storia ripercorre il destino della giovane protagonista. Verga decide di raccontarla come un’intima confessione. Le lettere avvicinano il lettore alla protagonista rendendolo quasi un privilegiato per poter accedere ai turbamenti più profondi dell’anima.

Storia di una capinera sorprende per la sua attualità. E’ una testimonianza che permette di comprendere l’importanza delle scelte e la grande fortuna di poter essere artefici del proprio futuro. La fortuna di essere liberi.

Anella Sepe

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