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Attualità E poi c'è la prof

Il mio pensiero lo gestisco io!

Un esempio della “smart compose” di Gmail

Le macchine sono intorno a noi e gestiscono la nostra vita, anche quella scolastica. Mi riferisco, in particolare, a tutti i sussidi destinati, si suppone, ad agevolare una delle principali attività che si imparano sui banchi di scuola, la scrittura. Tra tutto ciò che la tecnologia propone, si impone alla mia attenzione un’innovazione che viene da Google. In occasione dei quindici anni di Gmail, infatti, è stato fatto un regalo ai suoi utilizzatori: la smart compose, un sistema di scrittura intelligente che completa le parole e le frasi che l’utente sta scrivendo. L’innovazione, di per sé, non mi stupisce, dato che è un po’ quello che succede nelle più comuni app di messaggistica.

Le conseguenze

Non posso fare a meno di chiedermi, invece, quali ulteriori effetti disastrosi si verificheranno nelle produzioni scritte svolte a scuola, dove lo studente è l’unico che può concludere soggetti, verbi e complementi, senza l’aiuto di nessun programma di apprendimento automatico.

Se le nuove tecnologie ci vengono in aiuto in molti aspetti della nostra vita, aiutando anche molti aspetti della pratica scolastica, non possiamo lasciare che ciò venga fatto per la scrittura. Scrittura che, a mio giudizio, è la competenza più trasversale e necessaria nella vita di tutti i giorni, dove non possiamo lasciare che l’intelligenza artificiale sostituisca la nostra. Sia che si tratti di una lettera di presentazione da allegare ad un curriculum vitae, sia che si abbia necessità di richiedere informazioni per un viaggio o che si voglia commentare una post di Facebook in maniera dignitosa, tutti hanno bisogno di conoscere le regole fondamentali dello scrivere. Regole che credo sia indispensabile imparare sui banchi di scuola, con la pratica.

Una soluzione possibile

L’emozione della scrittura a mano

Esercitarsi, esercitarsi e, ancora, esercitarsi, questo è il segreto per imparare a scrivere: continuo a ripeterlo ai miei alunni che, spesso, si lamentano per le numerose attività di scrittura che assegno in classe o a casa.

È recente la notizia che evidenzia la mancanza della scrittura tra le competenze dei ragazzi che terminano la scuola secondaria di primo grado, ma non ne sono sorpresa. Nei testi che ho avuto occasione di leggere, ho trovato, oltre agli errori di ortografia (che meriterebbero una discussione loro dedicata), una preoccupante povertà di idee e di pensieri espressi, tra l’altro, con estrema difficoltà.

Non si richiede, ovviamente, che studenti di quest’età abbiano chissà quale capacità di svolgere un ragionamento approfondito o di sostenere le loro opinioni con adeguati argomenti. Tuttavia si può fare in modo di farli abituare a raccogliere le idee in maniera coerente e ordinata e a mettere i loro pensieri sul foglio di carta.

Niente scorciatoie, quindi, per la scrittura, ma facciamo imparare ai ragazzi a gestire autonomamente i loro pensieri. Se il loro “programma di apprendimento automatico” sarà una scaletta chiara e coerente, è molto probabile che gli adulti di domani ci ringrazieranno.

Vuoi saperne di più sull’argomento? Clicca qui per leggere un articolo del Sole 24 Ore consigliato dalla “prof” di Menti Sommerse! Alla prossima settimana, con nuove riflessioni sul mondo della scuola.

Alice Cavinato

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