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Attualità E poi c'è la prof

Cittadini senza memoria?

«Ora e sempre, Resistenza!»

Giovedì 25 aprile 2019, Milano

 

E’ il grido del corteo di Milano che risuona ancora nella mia testa giorni dopo il 25 aprile. Dalla manifestazione, la prima a cui io abbia mai partecipato, mi porto a casa anche immagini meravigliose: i colori delle bandiere contro il cielo grigio carico di pioggia e i bambini, che portano fantasiosi cartelli o sfoggiano orgogliosi le medaglie dei bisnonni partigiani. Sono loro a ricordarmi gli alunni che avrò in futuro, ed è a loro che si dovrà tramandare la memoria della Festa della Liberazione, spiegandogli cosa è stata la Resistenza, quando anche gli ultimi testimoni di quegli anni saranno morti.

 

Ripartire dalla Storia

Nei giorni scorsi ho letto tante, troppe notizie relative a celebrazioni cancellate in alcuni comuni. Cosa dire, allora, ai ragazzi? Come spiegare il senso di questa Festa, quando si trovano circondati da chi pretende di riscrivere la Storia, quando ci sono diciottenni che salutano con il braccio teso senza capire il significato di ciò che stanno facendo?

Sono situazioni preoccupanti e da non trascurare che contrastano, però, con quanto viene richiesto dai programmi scolastici. La “didattica delle competenze”, tanto di moda negli ultimi anni, prevede anche Cittadinanza e Costituzione e, proprio in questi giorni, è al voto in Parlamento la reintroduzione dell’Educazione Civica come materia.

Come convivono, tuttavia, queste intenzioni con la sempre più allarmante diminuzione dell’importanza data ad una materia come Storia che, dall’ultima riforma, non è nemmeno più prevista nell’esame di Stato? È come una casa senza le fondamenta: come potranno i ragazzi comprendere il valore e la bellezza della nostra Costituzione, capire quale grande privilegio sia l’essere cittadini e ricordare chi ha lottato per la Liberazione, se non sapranno com’era la vita senza democrazia, quanta fatica e quanto dolore sono serviti per ottenerla, e quanto coraggio hanno avuto le partigiane e i partigiani.

Oggi come ieri, ieri come domani

Giovedì 25 aprile 2019, Milano

Non sono l’unica ad essere preoccupata per il destino indegno riservato all’insegnamento della Storia: illustri personalità come Andrea Camilleri, Liliana Segre e Andrea Giardina hanno lanciato dalle pagine di Repubblica.it un appello per “salvare la Storia”, evidenziando come essa sia un bene comune, la cui conoscenza costituisce un principio di democrazia e uguaglianza:

I pericoli sono sotto gli occhi di tutti: si negano fatti ampiamente documentati; si costruiscono fantasiose contro-storie; si resuscitano ideologie funeste in nome della deideologizzazione. Ciò nonostante, queste stesse distorsioni celano un bisogno di storia e nascono anche da sensibilità autentiche, curiosità, desideri di esplorazione che non trovano appagamento altrove. È necessario quindi rafforzare l’impegno, rinnovare le parole, trovare vie di contatto, moltiplicare i luoghi di incontro per la trasmissione della conoscenza.

Anche se conterà ben poco, vorrei unirimi alla loro voce, nel chiedere che la prova di storia venga ripristinata negli scritti dell’esame di Stato e che le ore dedicate alla disciplina nelle scuole vengano incrementate.

Torniamo a studiare la Storia e, soprattutto, spieghiamola ai ragazzi, così che possa avere un senso pieno la promessa che arriva da questo 25 aprile: «Oggi come ieri, ieri come domani, siamo tutti partigiani!». Ripartiamo dai banchi di scuola, allora, per dare un senso a quel domani.

Alice Cavinato

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