I Fiordalisi – Inediti di Alfonso Canale

I Fiordalisi – Inediti di Alfonso Canale

I versi di Alfonso Canale sono sfrontati e, in alcuni passi, vicino al delirio dello sfogo, come se la parola si facesse prodotto di scarto, frutto di un processo di espulsione. Morte, bellezza, piacere si mescolano in forma violenta, affidando al vocabolo forte, eccessivo e spinto la necessità di una forma che nemmeno così si riesce a trovare. Ogni gesto può perdere la sua valenza originaria, ogni atto può essere chiamato con un appellativo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati: è lo spaesamento generato dalla rimessa in gioco dei tradizionali punti cardinali la forza dei componimenti di Canale, fuori dal coro e per questo necessitanti di ascolto.

 

In bilico 

in bilico disegnava una nube

l’ignavia del tutto

la potenza l’impotenza di un solco

fuori di senso sesso e posto

lei scruta oceano la salita

attende affaccendata

a stendere sua vita

l’essere colma e stanca

si siede al freddo, alla campana

che vento dall’onde rintocca

attende una visita mani al grembo

l’ombra che dal mare mai ritorna

 

in bilico insegue quell’onde

i piedi sbattendo

come bambina

alza la magia

polvere e pretese

nel vizio ch’è

suo ignora

quell’altra la vicina

che sussurra grida

tuona gigante

il suo inganno

dice verità

l’ombra che dal mare mai ritorna

perché aspetti

ancora donna?

 

in bilico finemente mai fatti e giovani

penzolano il cuore l’essere

violacei del crepuscolo che l’ha tentata

quel se io non fossi tra suolo e cielo

ove l’onde rintoccano il tempo

che mai fu loro

eccolo un occhio al corvo sazio

in bilico contempla l’ultima frontiera

il corpo suo non merita

neanche la terra

ma tutto bacia innamora e ama

scioglie l’attesa

l’ombra che dal mare mai ritorna

 

***

 

To dream

amarti amarti realmente

amarmi in te nel tuo senso

unico nessuno in contrasto

coscienza che si scioglie

nudo

che vibra rocambolesca

madido

perfezione che cambia

sull’istinto

scialbo scorticare delle nostre pelli

 

amarti condensamente

amarti in me

acqua salina i sessi

sfumato

la chimica l’infanzia la scienza

ai confini dei nostri orizzonti

tutte le infinite pieghe delle lenzuola del tuo volto

 

che ti amassi

come mai per sempre prima di noi

che ti scagionassi

nella tua violenta bellezza

ruvido

rubata da troppi occhi

meraviglia di morte piacere paura

 

arrancante che ti lasciassi indietro

che ci desiderassi in sacrificio

l’anarchica differenza

il giudizio vuoto

al di là del bene del male

 

che ti liberassi nuova

dalla luce dai segni

adombrato

cavernosa che ti ritrovassi

grezza

per scrutarmi viverti contraddirci trasformarli

perché sei bella come la morte il piacere e la paura

 

maciullami vita

 

***

To be

la vostra ipocrisia mi fa rabbia veleno e vomito

come la mia

eppure noi sono

la bellezza è morte paura e piacere

fottetevi tutti quanti

fottetemi che io me ne fotto

quantomeno sono

 

scappo fuggo rifuggo

per la mia umidità

transito nell’unica ombra

che mi fa saldo

quanto sei bella senza me noi loro

bella come la morte la paura e il piacere

 

ovunque non qui in noi fuori

come deve essere

dalle nostre orbite

mi guardi e mi sussurri nel tuo ansimare

se dio esiste è l’altro indebito

oltre dentro intorno immagine e somiglianza

se dio esiste è nel fremere dei tuoi muscoli

se dio esiste si masturba a ogni perché

ma non è così

non è parola

 

chapeau

gemi vengo sospiro e mi sdraio

accanto al tuo sudore

in quel letto a baldacchino

appiccicoso come noi

morti una volta

non contenti

ci uccidiamo con una sigaretta

neanche questo conta

se dio esiste non è verità

 

essere

di più

di più dell’essere

 

***

 

To hear

più vivo più muoio ed è un prender congedo

ad ogni alba calpestata e rifuggita.

sono inesorabile il tempo di una rugiada.

 

più vivo più muoio e obliquo

comprendo Odino dagli infiniti

nomi ch’io te noi ogni ombra

son’io giusto il passare di una rugiada.

 

sono il mondo: un nulla ch’è tutto il mondo

né padri né figli un pezzetto fra i tanti

vacui spettri d’una goccia di rugiada

 

più vivo più muoio e dal ventre

alla terra è solo sfoggiare una passerella

scolpendo al millimetro la mia dimenticanza

di vagito insoddisfatto. il vero

 

al sicuro si ricorda in una buia soffitta

dove i baci scintillano e lo spolverano

respirando gli amanti la loro chimica.

 

né vivo né muoio ed è un mirare

infinito bambino quella bellezza tremenda

una sottile rugiada tra notte e mattina

che nell’eterno cade.

 

Alfonso Canale nasce a Roma nel 1991. Laureato in Lingua e Letteratura Araba presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nel 2014 pubblica a Parigi le sillogi poetiche Alfonso Canale écrit e Miroirs. Nel 2015 pubblica in Italia la raccolta poetica bilingue (in italiano e in francese) Miroirs/Specchi. Pubblica alcuni componimenti su Poetarum Silva, La macchina sognante. Contenitore di scritture dal mondo e nei “Quaderni Barbarici” di Patria Letteratura. Redattore per YAWP: Giornale di Letterature e Filosofie (http://www.letterefilosofia.com/), ne gestisce la sezione culturale “Simposio” e quella traduttiva “Ri-scritture”. Con altri autori del giornale partecipa all’antologia L’urlo barbarico (2017, Le Mezzelane), con la sezione “Vedo”. Finalista nell’edizione 2017 della Biennale MArteLive, è membro del collettivo poetico A.S.M.A di Poesia (https://www.facebook.com/bugiardinifingitori/) e del format di reading Salotto per pochi intimi (https://www.facebook.com/salottoperpochiintimi/), con i quali ha proposto diversi eventi di reading poetico-musicale per l’Italia centro-meridionale. Al momento sta lavorando ad un nuovo progetto poetico, non belle parole, e ad un récit sperimentale, Senses. Ph. Carlo Rondinelli

 

 

Alessandra Corbetta

(guarda anche l’uscita precedente)

 

 

 

Alessandra Corbetta

Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e, in Social Media Communication, ha conseguito anche un master; è stata responsabile web e Social Media Director de La Casa della Poesia di Como, per la quale ha creato anche il sito www.lacasadellapoesiadicomo.com e con la quale ha collaborato come Content Writer e nell’organizzazione di reading ed eventi poetici, tra cui il Festival Europa in Versi. Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2. Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica “L’amore non ha via” e per Silele Edizioni il romanzo “Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)”. Scrive di poesia e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media e società per il giornale online Gli Stati Generali e per il Progressoline. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetica “I Fiordalisi”. Ha vinto e ricevuto segnalazioni di merito a diversi concorsi poetici, tra cui il premio della critica a “Ossi di seppia”. Per Lieto Colle è uscita nel 2017 la raccolta di poesie “Essere gli altri”.Tutta la sua attività scientifica e poetica è disponibile sul sito web http://www.alessandracorbetta.net

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