Quando il Governo litiga, seguite la Cometa Mattarella

C’è Paolo Arata che parla con suo figlio Francesco, e gli investigatori della Dia che si sfregano le mani. L’ho immaginata un po’ così, con la bomba accesa e pronta all’esplosione di verità. Gli inquirenti, del resto, avevano capito sin da subito la portata di quest’inchiesta; mai avrebbero immaginato che da una delle tante mazzette rifilate su sfondo mafioso sarebbe stato messo in crisi il Governo. Che sì, ha un contratto. Che sì, in qualche modo continuerà. Però con una ferita aperta, apertissima. Pronta a cambiare le carte in tavola e gli equilibri di Palazzo Chigi.

L’avete sentita, no, la storia di Siri? Ha difatti ammesso tutto: indagato in qualità di pubblico ufficiale, l’esponente della Lega si è fatto beccare con le mani nella marmellata scatenando serie e poco serene preoccupazioni. Paradossi tutti italiani, come i centimetri conquistati sugli avversari-alleati e per questo addirittura motivo di vanto. No, non cambieremo mai.

Intanto, chi ha dato un vero senso alle istituzioni è stato certamente Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica, nel discorso del 25 aprile, è stato di una chiarezza inaudta. E – immaginiamo anche qui – con un po’ di paura nel cuore, ha firmato il provvedimento sulla legittima difesa aggiungendo un commento personale, a margine ma con senso di protagonismo. ‘Questo non sostituisca lo Stato’, e cioè le Forze che lo difendono. In un tempo in cui la confusione regna sovrana, e l’Italia è zoppa e non zeppa, c’è una cometa che brilla da un colle romano. E che spera quanto prima d’indicare la retta via.

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