Cascate di tramonti e astronauti giganti – l’arte atterra al Coachella Festival

Cascate di tramonti e astronauti giganti – l’arte atterra al Coachella Festival

Le avete viste tutte, le grandi superstar e fino al più piccolo degli influencer elemosinante like, al Coachella Music and Art Festival, lo scorso weekend. L’enorme kermesse, che prende il nome dal serpente simbolo di Città del Messico (e infatti si pronuncia alla spagnola), attira ad Indio ogni anno più di centomila persone, che sciamano sull’Empire Polo Club armati di smartphone, treccine colorate, brillantini e frange di pelle. I flash che scattano ovunque immortalano line-up esclusive e spettacoli grandiosi (oltre che la sempiterna ruota panoramica, sfondo preferito dalle starlette nostrane), ma al Coachella c’è anche altro: c’è l’arte.

E mentre ci prepariamo all’ondata di selfie in arrivo per il secondo e ultimo weekend del Festival, diamo un’occhiata ad alcune delle installazioni sparpagliate sul suolo della rassegna più fashion dell’anno.

NEWSUBSTANCE, Spectra (2018)

Newsubstance, Ingest, 2018. Courtesy of Coachella.

Installazione acclamatissima della scorsa edizione, l’enorme torre riflettente del collettivo inglese NEWSUBSTANCE torna anche quest’anno sul suolo del Coachella. Si tratta di una struttura circolare di circa 20 metri attraversata da una scalinata a spirale: “Volevamo accattivare il pubblico utilizzando quei tramonti californiani che sono uno dei motivi per cui si ama tanto questo festival – ha spiegato Patrick O’Mahony, uno degli artisti – Salendo lungo la torre, ad ogni gradino vieni inondato da una cascata di rossi, di arancioni, di gialli”. Il collettivo intendeva fornire un nuovo punto di vista sull’incomparabile cielo californiano e su tutto il Festival, sperimentando allo stesso tempo la sensazione di essere parte della natura e del tramonto stesso.

Francis Kéré, Sarbalé ke (2019)

Francis Kéré, Sarbalé ke, 2019. Photo by Lance Gerber. Courtesy of Coachella.

L’acclamato architetto berlinese Francis Kéré ha scoperto che la vera motivazione che lo spinge a creare strutture artistiche è la necessità di generare spazi comuni in cui l’umanità possa ritrovarsi e scambiarsi conoscenza. I suoi lavori precedenti spaziano dalla progettazione di una scuola elementare nella sua città natale di Gando, in Burkina Faso, al prestigioso Serpentine Pavillon di Londra, in cui una specie di caverna circolare emerge dal terreno come fosse un albero. Al Coachella, Kéré si è sentito libero di rappresentare il suo interesse artistico per la comunità: “Il Festival crea un’atmosfera giocosa, attraverso l’uso del colore, della musica, della danza… Adoro l’energia che si sprigiona da questo posto!”.

Ad un albero si ispira anche l’installazione “collettiva” che Kéré ha presentato per il Festival: al baobab, in particolare. Sarbalé ke (traducibile dal Mooré in “la casa della celebrazione”) è una serie di 12 torri in legno e acciaio: “Il baobab ha diversi usi, come nutrimento e come medicina – spiega l’artista – e rappresenta un posto dove riunirsi, discutere e creare, ispirati dalla luce che filtra dal cielo”.

Poetic Kinetics, Overview Effect (2019)

Poetic Kinetics, Overview Effect, 2019. Photo by Lance Gerber. Courtesy of Coachella.

Patrick Shearn è il direttore artistico di un movimento noto come Poetic Kinetics, nato a Los Angeles con l’idea di ricreare sensazioni generate dalla visione di fenomeni naturali e bellissimi come l’aurora boreale, a cui Shearn ha assistito durante i suoi anni da guida nelle terre incontaminate dell’Alaska: “In quei momenti, mi rendevo conto con chiarezza infinita che stava succedendo qualcosa di magico… Si apriva nel mio petto una sensazione esilarante”.

La stessa sensazione che Poetic Kinetics cerca di trasmettere ai partecipanti del Coachella attraverso l’enorme installazione Overview Effect, un astronauta di 17 metri che incombe sull’Empire Polo Club. L’installazione trae ispirazione dai racconti di alcuni astronauti in carne ossa che hanno riportato le incredibili sensazioni provate nell’osservare la terra dallo spazio per la prima volta. E anche l’astronauta di Shearn osserva la terra… e tutti i suoi abitanti! Una telecamera montata su un braccio dell’installazione, infatti, riprende e proietta sul visore del cosmonauta i visi dei passanti… ma non solo: Poetic Kinetics ha addirittura lanciato un’hashtag, #PKmission19, attraverso il quale chiunque in tutto il mondo può inviare una foto che verrà proiettata sul video-casco dell’installazione!

Marzia Figliolia

Marzia Figliolia

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