E poi c’è la prof – Crolla il tempo delle cattedrali…

E poi c’è la prof – Crolla il tempo delle cattedrali…
Fotografia scattata dalla nostra Prof.

Al crollo della guglia avvolta dalle fiamme, tutto quello che sento è un rumore sordo nel cuore.

In testa ho una sola canzone, quella che apre il musical Notre Dame de Paris, l’opera che, per prima, mi ha fatto innamorare dell’arte, di Parigi, e di Notre Dame.

Non si può rimanere insensibili ai quei versi che parlano delle mani degli uomini che alzano torri verso il cielo, le mani del popolo, ma, soprattutto, quelle degli artisti, degli scultori e dei poeti, capaci di creare «statua, musica e poesia» dalla pietra. Non si può rimanere insensibili alla bellezza, non si può rimanere muti quando, in un attimo, l’arte va in fumo.

Ai ragazzi che, per anni, non potranno visitarla, dirò che Notre-Dame era, è il cuore dell’Europa, quel continente che fatica a credersi una sola comunità, ma che, nonostante i confini, stanotte ha pianto insieme ai parigini.

Fotografia scattata dalla nostra Prof.

 

Arte, letteratura, storia e cinema: l’Europa era lì, al cospetto delle gargouilles e delle immense vetrate costruite per far arrivare un po’ della luce divina sulla miseria degli uomini.

«Fluctuat nec mergitur», è il motto di Parigi, capace di resistere alle tempeste della Storia e di rialzarsi ogni volta. Anche Notre-Dame resiste, e si risolleverà. Sarà diversa? Forse sì. Ma il fuoco dell’incendio non ha distrutto del tutto il simbolo della cultura europea, una fiaccola che, da oggi, sarà ancora più splendente. Più eterne delle statue di bronzo, del legno ridotto in cenere, della pietra stessa, saranno le parole che l’hanno raccontata e cantata a farla sopravvivere. Il tempo delle cattedrali non è finito.

 

Alice Cavinato

Alice Cavinato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *